Hashish di qualità: 5 metodi, dal charas alle bubble bag
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Hashish di qualità: 5 metodi, dal charas alle bubble bag

Mani, setaccio, frullatore, bubble bag o tumbler: ogni metodo dà un fumo diverso. Ecco come scegliere e come farlo bene.

DI Redazione CosechaLibre6 MIN DI LETTURA

Per fare un hashish di qualità parti da erba ben secca e separi i tricomi, la resina, dal materiale vegetale: a mano (il charas), col setaccio, con acqua e ghiaccio (frullatore o bubble bag) o con un tumbler elettrico, e poi li compatti con calore e pressione. I metodi senza solventi sono quelli che puoi fare in casa; quelli con solventi danno più potenza ma sono roba da professionisti. Ci vuole pazienza, ma soprattutto sapere come lavorare la resina.

Che tu sia un grower navigato o un principiante curioso, qui trovi il passo passo per farti il tuo fumo in casa, e farlo bene.

Pezzi di hashish fatto in casa

Come si fa l’hashish dalla pianta di marijuana

Per fare l’hashish, uno dei concentrati più popolari e potenti, si parte da un passaggio fondamentale: far seccare bene la marijuana. Così i tricomi, responsabili degli effetti psicoattivi, sono pronti per essere estratti.

I modi per fare l’hashish sono tanti e si dividono in due grandi famiglie: metodi senza solventi e metodi con solventi. Vediamoli uno per uno, così scegli quello che fa per te e per la tua esperienza.

Metodi senza solventi

I metodi senza solventi sono il modo più tradizionale di fare l’hashish, senza aggiungere nessuna sostanza chimica. Al posto dei solventi si usano mezzi meccanici, che separano i tricomi in modo naturale. È la strada giusta se cerchi qualcosa di più puro e artigianale. I passaggi di base sono:

  1. Setacciatura a mano: l’erba secca si strofina su un setaccio o un filtro di seta. Così i tricomi si staccano dalla pianta e vengono raccolti e messi da parte per lavorarli dopo.
  2. Raccolta e pressatura: una volta separati, i tricomi si raccolgono e si modellano in panetti, palline o stecche. Per farlo si usa un mix di calore e pressione, che compatta i tricomi e li trasforma in un concentrato solido.

Questo metodo tradizionale piace tantissimo ai puristi, perché dà un fumo pulitissimo e senza chimica.

Metodi con solventi

I metodi con solventi, invece, oggi sono più diffusi perché tirano fuori più cannabinoidi e terpeni dai tricomi, e il risultato è un hashish più potente e profumato.

Qui si usano solventi come il butano, il propano o la CO₂, che sciolgono gli oli essenziali della cannabis. Uno dei metodi più conosciuti è il BHO (Butane Hash Oil), che usa il butano per estrarre i composti della pianta.

  1. Estrazione con butano: nel BHO il butano passa attraverso un tubo pieno di materiale vegetale e scioglie oli e resine, che poi si raccolgono e si purificano.
  2. Eliminazione dei residui: un passaggio fondamentale è togliere ogni traccia di solvente, perché il prodotto finale sia sicuro da consumare. Di solito si fa con uno spurgo sottovuoto, che elimina i resti di butano e degli altri solventi.

I metodi con solventi possono dare un hashish più potente, ma chiedono anche molta più attenzione perché il prodotto finale sia sicuro.

Come fare l’hashish: i metodi uno per uno

Ci sono diversi metodi per fare l’hashish, ognuno con i suoi vantaggi e i suoi passaggi. Ecco i più diffusi, spiegati per bene.

Metodo 1: strofinato a mano

Lo strofinato a mano è uno dei metodi più semplici e tradizionali per fare l’hashish. È faticoso e rende poco, ma in alcune zone dell’India e del Nepal si usa ancora. Ti servono solo mani pulite e qualche cima. Ecco come si fa:

  1. Mani pulite: lavati bene le mani con un sapone che non lasci residui e senza profumo, così non contamini niente.
  2. Prepara la cima: togli foglie e rametti.
  3. Strofina: metti la cima tra i palmi e comincia a strofinarla con movimenti circolari. Non premere troppo, se no ci finisce dentro materiale vegetale.
  4. Raccogli la resina: strofinando vedrai formarsi sui palmi una resina appiccicosa: è l’hashish (il charas). Raschiala via e compattala in un panetto o in una pallina.
Hashish compattato a mano

Metodo 2: setacciatura a secco

La setacciatura a secco è uno dei metodi più facili ed efficaci. Si setacciano gli scarti della cannabis per separare i tricomi (il kief), che poi si compattano in un panetto. Ecco come:

  1. Preparazione: stendi un foglio di carta forno su una superficie pulita e mettici sopra il setaccio. Metti gli scarti di cannabis sul setaccio e sbriciola i pezzi grossi.
  2. Setacciatura: con le mani muovi il materiale sul setaccio, così i tricomi si separano dal materiale vegetale. Il kief raccolto dovrebbe essere più o meno tra il 10 e il 20 % del materiale di partenza.
  3. Pressatura: con una tessera, tipo una carta di credito, raduna il kief in un mucchietto sulla carta forno e premi fino ad avere un panetto di fumo.

Metodo 3: frullatore

Il frullatore è un altro modo semplice per fare l’hashish in casa. Qui si usano acqua e ghiaccio per aiutare a separare i tricomi. Il procedimento:

  1. Prepara il mix: metti gli scarti nel frullatore con abbastanza acqua e tanti cubetti di ghiaccio. Frulla per circa un minuto, fino ad avere un composto denso.
  2. Filtra: passa il composto in un setaccio e lascialo riposare in un barattolo di vetro. Dopo 30 minuti dovresti vedere un deposito (l’hashish) sul fondo.
  3. Separa il materiale vegetale: butta via l’acqua stando attento a non perdere l’hashish. Aggiungi altro ghiaccio e ripeti per separare altro materiale.
  4. Raccogli: dopo aver filtrato quello che resta con un filtro da caffè, ti ritrovi una pasta umida che, una volta asciutta, sarà il tuo hashish.

Metodo 4: con le bubble bag

Le bubble bag sono una tecnica più moderna ed efficiente. Ti servono le apposite sacche filtranti, ma il risultato ripaga. Ecco come si fa:

  1. Prepara il mix: metti gli scarti in un secchio con ghiaccio e acqua. Mescola per circa 15 minuti per staccare i tricomi.
  2. Filtra: sistema le sacche filtranti in un altro secchio, cominciando dalla più fine. Versa il mix nel secchio e lascia riposare 15 minuti.
  3. Raccogli: togli le sacche una alla volta: ognuna ti dà un hashish di qualità diversa. Il migliore di solito resta nelle sacche intermedie (più o meno da 73 a 120 micron); l’ultima, la più fine, raccoglie soprattutto teste immature.
  4. Asciuga e compatta: fai asciugare separatamente l’hashish di ogni sacca e poi modellalo in palline o panetti.

Metodo 5: il tumbler elettrico

Il tumbler elettrico è il metodo più professionale e automatico. Usa un tamburo rotante che separa i tricomi dal materiale vegetale in modo efficiente. Se hai un Pollinator o un estrattore elettrico simile, ecco come usarlo:

  1. Preparazione: metti gli scarti di cannabis congelati nel tamburo.
  2. Rotazione: accendi la macchina e lascia girare il tamburo, che separa i tricomi.
  3. Raccolta del kief: dal tamburo esce un kief purissimo, pronto da pressare.

Fare l’hashish può essere semplice o complicato quanto vuoi, dipende dal metodo che scegli. Quelli senza attrezzatura, come lo strofinato a mano e la setacciatura a secco, sono perfetti se ti piace la via tradizionale; tumbler e bubble bag invece ti danno un concentrato più puro. Scegli quello che si adatta al tuo setup, parti dagli scarti che altrimenti butteresti e affina la tecnica da lì.