
Olio di CBD fai-da-te o comprato: i conti non tornano sempre
Costi veri, rischi del fai-da-te e quando conviene una strada o l’altra, con i numeri del mercato argentino.
Farsi l’olio di CBD in casa conviene solo se hai erba a buon prezzo, non conti il tuo tempo e accetti di non sapere quanti milligrammi ci sono in ogni goccia. Sulla carta sembra la scelta ovvia: compri le cime, compri l’olio vettore, scaldi, filtri e fine. Costa meno, hai tutto sotto controllo e il rito ha il suo fascino. Ma la verità è che la matematica non sempre torna, e il risultato non è sempre quello di cui il corpo ha bisogno.
Quanto costa farselo in casa
Per una boccetta da 30 ml al 5% (il formato più usato dai pazienti in Argentina) ti servono circa 15 grammi di cime con una buona concentrazione di CBD, olio d’oliva o di cocco MCT, una pentola con termometro, una garza e due o tre ore della tua vita. La materia prima è la voce più cara: se trovi cime tracciate REPROCANN (il registro argentino della cannabis terapeutica), in Argentina paghi tra 8.000 e 14.000 pesos al grammo. La boccetta finita ti viene a costare tra 120.000 e 210.000 pesos.
Comprata da un laboratorio autorizzato, la stessa boccetta al 5% costa tra 90.000 e 160.000 pesos. Il fai-da-te sembra più conveniente solo se trovi cime a poco, non conti il tuo tempo e hai l’attrezzatura per decarbossilare a temperatura controllata.
Quello che non stai misurando
Il problema più serio dell’olio fatto in casa non è il costo, è la concentrazione. Senza un’analisi in cromatografia non hai modo di sapere quanti milligrammi di CBD ci sono in ogni goccia. Per chi lo usa per passione cambia poco. Per una nonna con dolore cronico, una persona con epilessia o un ragazzo con disturbo dello spettro autistico cambia tutto: la dose è la terapia, e la dose ha bisogno di un numero.
E aggiungici tre cose che in casa non controlli: il THC residuo (ci può essere, dipende dalla genetica), l’ossidazione dell’olio vettore (un olio conservato male irrancidisce in 3 mesi) e la contaminazione microbiologica se non sterilizzi bene la boccetta.
Quando conviene l’uno e quando l’altro
- Fattelo in casa se: in Argentina coltivi le tue cime con il REPROCANN, lo usi tu (non un’altra persona), vuoi imparare il procedimento e sai che la concentrazione cambierà da un lotto all’altro.
- Compralo se: ti serve per l’uso terapeutico di un paziente, vuoi un numero preciso di milligrammi per millilitro, non hai tempo per fare prove o sei in una situazione in cui dose ballerina = rischio.
- Valuta una via di mezzo: compra la prima boccetta dal club per avere un riferimento e poi impara a fartelo in casa partendo da quello.
L’olio che costa poco finisce per costare caro quando la dose non funziona e devi ricominciare da capo.
Su CosechaLibre trovi oli di produttori con le analisi di laboratorio allegate: lotto, data, concentrazione esatta, profilo dei cannabinoidi. Se ti attira la strada del fai-da-te, abbiamo anche corsi e le cime per farlo. Le due porte sono aperte; il punto è che tu sappia cosa stai scegliendo. Tutto questo vale per l’Argentina: in Italia il quadro è un altro, quindi controlla cosa è permesso dove vivi.
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