Cannabinoidi e bambini: cosa fanno al cervello e quando servono davvero
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Cannabinoidi e bambini: cosa fanno al cervello e quando servono davvero

Un sistema endocannabinoide ancora in costruzione, rischi concreti e un solo uso con prove solide: il CBD contro alcune epilessie.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

Nel cervello di bambini e adolescenti il sistema endocannabinoide è ancora in costruzione, quindi i cannabinoidi della marijuana pesano di più e possono essere rischiosi per lo sviluppo. Oggi l’unico uso terapeutico pediatrico con prove solide è il CBD puro contro alcune epilessie resistenti ai farmaci, come le sindromi di Dravet e di Lennox-Gastaut. Il sistema endocannabinoide, ricordiamolo, regola un sacco di funzioni del corpo e della mente.

Visto che nei più piccoli questo sistema si sta ancora formando, l’influenza dei cannabinoidi è particolarmente forte e potenzialmente pericolosa.

In più ci sono timori sui possibili effetti a lungo termine sullo sviluppo neurologico e sul comportamento. Vediamo come i cannabinoidi agiscono sul cervello dei giovani e cosa comporta usarli in una fascia d’età così delicata.

Giorno di raccolto della cannabis

Cannabis terapeutica in pediatria

L’uso della cannabis terapeutica nei bambini è un tema sempre più seguito, e sempre più discusso. I cannabinoidi, i composti attivi della cannabis, possono attraversare la placenta in gravidanza e incidere sullo sviluppo neurologico del feto.

Alcuni studi hanno associato l’esposizione prenatale alla cannabis a iperattività, impulsività e difficoltà di attenzione durante l’infanzia. Gli effetti tossici dei cannabinoidi possono essere più marcati nei bambini che negli adulti, perché il loro sistema nervoso è ancora in sviluppo.

Nei bambini anche dosi piccole di marijuana possono dare diversi sintomi: atassia (perdita di coordinazione), sonnolenza, letargia, stato mentale alterato e obnubilamento. Più raramente, alcuni piccoli pazienti possono avere effetti gravi come apnea, cianosi, bradicardia, ipotonia e opistotono.

Cannabis terapeutica nei bambini: a che punto siamo?

Oggi le prove più solide sulla cannabis terapeutica nei bambini riguardano l’epilessia refrattaria, in particolare la sindrome di Dravet e la sindrome di Lennox-Gastaut, trattate con cannabidiolo (CBD) puro, senza tracce di altri cannabinoidi.

Per altri disturbi dello sviluppo, come l’autismo e il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), invece, le prove sono scarse e arrivano soprattutto da serie di casi o casi singoli.

Questi trattamenti sono diventati popolari sui social, e con tante forme di cannabinoidi in giro è aumentato anche il rischio che i bambini li ingeriscano per sbaglio.

In sintesi: la cannabis terapeutica può dare benefici in certi disturbi pediatrici, ma va valutata e seguita con attenzione, visti i rischi e le poche prove scientifiche disponibili.

Gli usi della cannabis terapeutica

La cannabis terapeutica e i suoi cannabinoidi sono stati al centro di tante ricerche e discussioni, soprattutto sugli usi medici e sulle regole. Ecco gli usi approvati e le precauzioni da prendere.

I farmaci con THC approvati dalla FDA

Alcuni farmaci che contengono tetraidrocannabinolo (THC) o suoi derivati sono stati approvati dalla FDA, l’agenzia statunitense del farmaco, per indicazioni specifiche. Si usano soprattutto contro nausea e vomito da chemioterapia e contro l’anoressia nei pazienti con AIDS.

Da sottolineare: questi farmaci li prescrive un medico e non sono approvati per i minori di 18 anni. In più, negli Stati Uniti il THC per i minori è soggetto a restrizioni molto strette, e questo limita parecchio la ricerca in età pediatrica.

Epidiolex e l’uso del CBD

Un passo avanti importante nella cannabis terapeutica è stato l’Epidiolex, un farmaco a base di cannabidiolo (CBD) purificato. Negli studi l’Epidiolex si è dimostrato efficace contro le crisi legate a due malattie rare: la sindrome di Lennox-Gastaut e la sindrome di Dravet. Al momento è l’unico prodotto a base di CBD approvato e regolato dalla FDA.

A parte l’Epidiolex, la FDA non ha approvato altre forme di CBD . Il CBD però si trova senza ricetta in tanti formati: oli, caramelle gommose, cerotti. Purezza e quantità di CBD in questi prodotti possono variare tantissimo, e alcuni possono contenere piccole quantità di THC, cosa sconsigliata per i bambini.

E poi il CBD può avere effetti collaterali, tra cui interferire con il metabolismo di diversi farmaci da prescrizione. Negli studi clinici sull’Epidiolex si è visto che in alcuni pazienti il CBD può essere tossico per il fegato.

Cannabis terapeutica: quanto è sicura nei bambini?

Anche se i prodotti al CBD si trovano facilmente, il loro uso nei bambini resta discusso e senza basi scientifiche solide. Alcuni genitori danno il CBD ai figli per vari disturbi, ma non ci sono studi conclusivi che ne dimostrino efficacia e sicurezza.

Ci sono alcune prove che il CBD possa aiutare con l’ansia negli adulti, ma nei bambini è stato studiato poco. Uno studio ha suggerito che il CBD potrebbe ridurre i sintomi nei bambini con forme gravi di autismo, ma non aveva un gruppo di controllo, e questo ne limita parecchio il valore.

Prima di consigliare il CBD ai bambini servono molte più ricerche.

Raccolto di cannabis

Cosa raccomanda l’Accademia americana di pediatria

L’Accademia americana di pediatria (AAP) non sostiene l’uso di prodotti di cannabis terapeutica al di fuori del percorso di approvazione della FDA. L’AAP è favorevole a spostare la marijuana nella Tabella II della DEA, l’agenzia antidroga statunitense, cosa che renderebbe più facile fare ricerca. E sconsiglia di somministrare qualsiasi sostanza fumandola, per i rischi che comporta.

In conclusione

La cannabis terapeutica, soprattutto il CBD, sembra promettente contro l’epilessia refrattaria e il vomito da chemioterapia. Ma qualsiasi trattamento deve essere seguito da medici, per via delle possibili interazioni e degli effetti collaterali. Servono altre ricerche per capire fino in fondo cosa può fare la cannabis terapeutica nei bambini, e dove sono i suoi limiti.