
Cannabis terapeutica in Italia: ricetta, farmacia e rimborso
È legale dal 2006, la può prescrivere qualsiasi medico e si ritira in farmacia. Il difficile viene dopo: trovarla e farsela rimborsare.
In Italia la cannabis a uso medico è legale e la può prescrivere qualsiasi medico, con una ricetta non ripetibile per una preparazione galenica che si ritira in farmacia. Le regole stanno nel decreto ministeriale del 9 novembre 2015. Il rimborso da parte del Servizio sanitario dipende dalla Regione, e trovare il prodotto non è sempre facile.
Per cosa si può prescrivere
Il decreto del 2015 indica gli impieghi per cui la cannabis può essere usata quando le terapie convenzionali non hanno funzionato o non sono tollerate. Non è una prima scelta: è un’opzione in più.
- Dolore cronico e dolore associato a sclerosi multipla o lesioni del midollo.
- Nausea e vomito da chemioterapia, radioterapia o terapie per l’HIV.
- Stimolo dell’appetito in cachessia, anoressia, pazienti oncologici o con AIDS.
- Glaucoma resistente alle terapie convenzionali.
- Movimenti involontari nella sindrome di Tourette.
Come funziona, passo per passo
Il medico, di base o specialista, compila una ricetta non ripetibile indicando varietà, dose e modo di assunzione. Tu la porti in una farmacia che fa preparazioni galeniche: non tutte le fanno, quindi conviene telefonare prima. Il farmacista prepara il prodotto, di solito in cartine da vaporizzare o da fare in decotto, oppure in olio. A ogni rinnovo serve una ricetta nuova.
Cosa c’è in farmacia
Una parte della cannabis medica è prodotta in Italia dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze: la FM2, con THC e CBD entrambi presenti, e la FM1, ad alto THC. Il resto è importato, soprattutto dall’Olanda, con varietà come Bedrocan e Bediol. Esiste anche uno spray a base di THC e CBD autorizzato per la spasticità nella sclerosi multipla.
Chi paga
Qui l’Italia va a macchia di leopardo. Ogni Regione decide per quali patologie e a quali condizioni il Servizio sanitario rimborsa la cannabis: in alcune basta il piano terapeutico di uno specialista, in altre il rimborso è limitato a pochi casi. Se non rientri, paghi di tasca tua, e il conto mensile può essere pesante. Chiedi alla tua ASL cosa prevede la tua Regione.
Due cose che nessuno ti dice
La prima: tieni sempre con te ricetta e confezione originale, soprattutto se ti sposti. La seconda: la ricetta non ti copre al volante. Con il Codice della strada in vigore dal dicembre 2024 conta la positività al test, e il THC resta rilevabile a lungo. Fatti spiegare dal medico come regolarti.
Sulla carta è un diritto. Nella pratica dipende dalla Regione in cui vivi e dalla farmacia che trovi.
E in Argentina?
Noi scriviamo da lì, dove il modello è diverso: con un’indicazione medica ci si iscrive al REPROCANN, il registro del Ministero della Salute argentino, e si può coltivare per sé o tramite un’associazione. Due strade diverse per lo stesso problema: far arrivare la pianta a chi ne ha bisogno.
IL CLUB
Entra nella community
Grower con nome e cognome, lotti tracciabili, una community vera. Niente fuffa, niente promesse a vuoto.
Entra nel clubCONTINUA A LEGGERE
SALUTECannabis e dolore cronico: cosa aspettarsi davvero
Le prove ci sono, ma l’effetto è modesto: aiuta alcune persone, non tutte, e raramente da sola.
SALUTECBD e THC: che differenza c’è, spiegata semplice
Uno sballa e l’altro no, ma la storia non finisce lì. Come lavorano, cosa fanno insieme e cosa dice la legge.