Cannabis terapeutica in Italia: ricetta, farmacia e rimborso
SALUTE

Cannabis terapeutica in Italia: ricetta, farmacia e rimborso

È legale dal 2006, la può prescrivere qualsiasi medico e si ritira in farmacia. Il difficile viene dopo: trovarla e farsela rimborsare.

DI Redazione CosechaLibreLOTTO IT-09238 MIN DI LETTURA

In Italia la cannabis a uso medico è legale e la può prescrivere qualsiasi medico, con una ricetta non ripetibile per una preparazione galenica che si ritira in farmacia. Le regole stanno nel decreto ministeriale del 9 novembre 2015. Il rimborso da parte del Servizio sanitario dipende dalla Regione, e trovare il prodotto non è sempre facile.

Per cosa si può prescrivere

Il decreto del 2015 indica gli impieghi per cui la cannabis può essere usata quando le terapie convenzionali non hanno funzionato o non sono tollerate. Non è una prima scelta: è un’opzione in più.

  • Dolore cronico e dolore associato a sclerosi multipla o lesioni del midollo.
  • Nausea e vomito da chemioterapia, radioterapia o terapie per l’HIV.
  • Stimolo dell’appetito in cachessia, anoressia, pazienti oncologici o con AIDS.
  • Glaucoma resistente alle terapie convenzionali.
  • Movimenti involontari nella sindrome di Tourette.

Come funziona, passo per passo

Il medico, di base o specialista, compila una ricetta non ripetibile indicando varietà, dose e modo di assunzione. Tu la porti in una farmacia che fa preparazioni galeniche: non tutte le fanno, quindi conviene telefonare prima. Il farmacista prepara il prodotto, di solito in cartine da vaporizzare o da fare in decotto, oppure in olio. A ogni rinnovo serve una ricetta nuova.

Cosa c’è in farmacia

Una parte della cannabis medica è prodotta in Italia dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze: la FM2, con THC e CBD entrambi presenti, e la FM1, ad alto THC. Il resto è importato, soprattutto dall’Olanda, con varietà come Bedrocan e Bediol. Esiste anche uno spray a base di THC e CBD autorizzato per la spasticità nella sclerosi multipla.

Chi paga

Qui l’Italia va a macchia di leopardo. Ogni Regione decide per quali patologie e a quali condizioni il Servizio sanitario rimborsa la cannabis: in alcune basta il piano terapeutico di uno specialista, in altre il rimborso è limitato a pochi casi. Se non rientri, paghi di tasca tua, e il conto mensile può essere pesante. Chiedi alla tua ASL cosa prevede la tua Regione.

Due cose che nessuno ti dice

La prima: tieni sempre con te ricetta e confezione originale, soprattutto se ti sposti. La seconda: la ricetta non ti copre al volante. Con il Codice della strada in vigore dal dicembre 2024 conta la positività al test, e il THC resta rilevabile a lungo. Fatti spiegare dal medico come regolarti.

Sulla carta è un diritto. Nella pratica dipende dalla Regione in cui vivi e dalla farmacia che trovi.

E in Argentina?

Noi scriviamo da lì, dove il modello è diverso: con un’indicazione medica ci si iscrive al REPROCANN, il registro del Ministero della Salute argentino, e si può coltivare per sé o tramite un’associazione. Due strade diverse per lo stesso problema: far arrivare la pianta a chi ne ha bisogno.