Emicrania e cannabis: cosa evitare, cosa la calma e cosa dicono i pazienti
SALUTE

Emicrania e cannabis: cosa evitare, cosa la calma e cosa dicono i pazienti

Trigger da tenere d’occhio, rimedi che danno sollievo e il punto, ancora aperto, su THC e CBD.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

Che cos’è l’emicrania?

L’emicrania è un mal di testa forte e ricorrente, considerato una malattia neurologica: dolore pulsante, di solito da un lato solo della testa (a volte da tutti e due), spesso con nausea, vomito e fastidio per la luce (fotofobia) e i rumori (fonofobia), e colpisce tantissima gente in tutto il mondo. Per tenerla lontana conviene evitare i trigger più comuni, come troppa caffeina, alcol, formaggi stagionati, stress e poco sonno; durante l’attacco aiutano buio, silenzio e impacchi freddi. Sulla cannabis i pazienti sono divisi: c’è chi riferisce sollievo e chi dice che gli peggiora o non cambia niente, e la ricerca è ancora in corso.

Un attacco può durare da poche ore a diversi giorni e può essere invalidante, con un impatto pesante sulla qualità della vita. Alcune persone passano prima per una fase chiamata «aura»: disturbi visivi o sensoriali come lampi di luce, punti ciechi o formicolii, che possono arrivare prima del mal di testa.

La causa esatta dell’emicrania non è ancora del tutto chiara, ma si pensa che c’entrino cambiamenti nel flusso di sangue e nell’attività elettrica del cervello. Stress, sonno troppo scarso o eccessivo, alimentazione, sbalzi ormonali e stimoli sensoriali possono scatenarla o favorirla in chi è predisposto.

E se ho l’emicrania e fumo cannabis, cosa succede?

Il rapporto tra cannabis ed emicrania è complicato e non è ancora capito fino in fondo. Alcune persone con emicrania riferiscono che la cannabis le aiuta col dolore e attenua i sintomi, altre dicono che gliela peggiora o che non sentono nessun beneficio vero.

La cannabis contiene composti chiamati cannabinoidi, come il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD), che interagiscono con il sistema endocannabinoide, coinvolto nella regolazione del dolore e di altre funzioni. Alcune ricerche suggeriscono che la cannabis potrebbe ridurre la percezione del dolore e avere un effetto antinfiammatorio e analgesico.

L’olio di cannabis, quando ha concentrazioni più alte di CBD e a volte meno THC, ha attirato interesse per diversi disturbi, emicrania compresa. Alcune persone riferiscono che un olio di buona qualità e con poco THC ha dato loro un sollievo importante dal dolore e dagli attacchi.

Occhio però: la risposta alla cannabis cambia tantissimo da persona a persona e non esiste una ricetta unica per trattare l’emicrania con la cannabis. In più può dare effetti collaterali e interagire con altri farmaci o condizioni di salute, quindi prima di usare cannabis o derivati per l’emicrania parlane sempre con un medico.

La ricerca su cannabis ed emicrania va avanti, e servono altri studi per capire bene quanto funziona e quanto è sicura in questo campo.

Cosa deve evitare chi soffre di emicrania?

Chi soffre di emicrania farebbe bene a evitare certi cibi, bevande e farmaci che possono scatenare o peggiorare gli attacchi. Ecco alcune cose da tenere d’occhio:

  1. Cibi scatenanti: certi alimenti in alcune persone fanno partire l’emicrania. Qualche esempio: formaggi stagionati, salumi, cibi processati, alimenti ricchi di tiramina, glutammato monosodico, caffeina e alcol. Tieni un diario di quello che mangi e dei possibili trigger, così riconosci gli schemi ed eviti quello che può c’entrare con i tuoi attacchi.
  2. Bevande con caffeina: troppa caffeina in alcune persone scatena o peggiora l’emicrania. Ridurre o evitare caffè, tè, bibite gassate ed energy drink può aiutare ad avere meno attacchi.
  3. Farmaci da banco: alcuni farmaci senza ricetta, come gli antidolorifici a base di aspirina, ibuprofene e naprossene, possono peggiorare l’emicrania se li prendi troppo spesso o a dosi troppo alte. L’abuso di antidolorifici può portare alla cosiddetta «cefalea da uso eccessivo di farmaci», o «cefalea da rebound», che fa peggiorare il mal di testa.
  4. Stress e poco sonno: per tante persone stress e mancanza di sonno sono trigger importanti. Conta gestire lo stress e dormire e riposare abbastanza, con regolarità.
  5. Ambienti con stimoli forti: per alcuni luci intense, rumori forti o sbalzi di temperatura improvvisi bastano a scatenare l’attacco. Evitarli o ridurne l’impatto può aiutare.

Ricordati che l’emicrania è una cosa molto personale e i trigger cambiano parecchio da una persona all’altra. Tenere un diario dell’emicrania e annotare i possibili fattori scatenanti aiuta a individuare i tuoi schemi. E per una diagnosi seria e un piano di cura su misura, la cosa giusta è sempre rivolgerti a un medico o a un centro cefalee.

Cosa aiuta a calmare l’emicrania?

Per alleviare un attacco di emicrania ci sono diverse strategie e trattamenti. Ecco alcune opzioni che potrebbero aiutarti:

  1. Riposo al buio e in silenzio: stare in una stanza buia e silenziosa riduce la sensibilità a luce e rumori e allevia i sintomi.
  2. Impacchi freddi o caldi: un impacco freddo o caldo sulla fronte o sulla nuca può alleviare il dolore e la tensione muscolare legata all’emicrania.
  3. Massaggi: un massaggio leggero su collo, spalle e testa può sciogliere i muscoli tesi e dare sollievo.
  4. Tecniche di rilassamento: meditazione, respirazione profonda, yoga o tai chi aiutano a ridurre stress e tensione, e possono servire a prevenire o alleviare l’emicrania.
  5. Antidolorifici da banco: farmaci senza ricetta come ibuprofene o paracetamolo possono funzionare sul dolore lieve o moderato. Però non abusarne, per non rischiare la cefalea da uso eccessivo di farmaci.
  6. Farmaci su ricetta: per emicranie più forti o frequenti il medico può prescrivere farmaci specifici per trattare e prevenire gli attacchi, come i triptani o le terapie di profilassi.
  7. Idratazione: bere abbastanza può aiutare, perché in alcune persone la disidratazione scatena o peggiora l’emicrania.