Storia della cannabis: da dove viene la marijuana e chi l’ha scoperta
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Storia della cannabis: da dove viene la marijuana e chi l’ha scoperta

Dall’Asia centrale al Neolitico, dai bracieri indoeuropei alle farmacie dell’Ottocento, fino al proibizionismo e all’Uruguay.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

Chi abbia scoperto la marijuana non lo sa nessuno: la pianta arriva dall’Asia centrale e gli esseri umani la usano da più di 5.000 anni. Nel tempo è servita a tutto: per sballarsi e divertirsi, per rilassarsi e meditare, e per alleviare diversi malanni e disturbi. Ed è proprio per questo che ha una storia lunga e piena di polemiche.

Per un periodo si è dato per buono che la marijuana fosse nata in Mesoamerica, ma si è visto che era solo una leggenda metropolitana con poche basi. Le sue tracce più antiche, in realtà, stanno in testi medici cinesi datati intorno al 2737 a.C.

Cime di cannabis al giorno 48 di fioritura

Anche se non è nata in Mesoamerica, la pianta ha acceso l’interesse di mezzo mondo. In Messico, per esempio, la cannabis è passata per tutte le fasi: tessile e medicinale, poi consumo ricreativo, vendita libera, proibizione sotto pressioni politiche e sociali, tolleranza e, di recente, la depenalizzazione per uso ricreativo e terapeutico. In Argentina, da dove scriviamo, la storia è un’altra: l’uso ammesso è solo quello medico o terapeutico. Almeno per ora.

Da dove viene davvero la cannabis?

Secondo alcune stime la pianta è originaria della zona desertica a sud-est del Mar Caspio. La marijuana appartiene alla famiglia delle Cannabaceae, che c’è chi fa risalire a circa 100 milioni di anni fa. La lunga storia tra erba ed esseri umani parte con i primi uomini, che piano piano hanno imparato quali erano le piante commestibili e quali avevano proprietà terapeutiche : dopo tanti tentativi ed errori, dal Neolitico hanno cominciato a coltivarle.

Così la cannabis si è allargata dalle sue zone selvatiche d’origine fino ai posti dove vivevano gli uomini. Ovviamente chi sia stato il primo a consumarla non lo sapremo mai, ma c’è chi sostiene che l’inizio dell’umanità vada a braccetto con l’inizio del consumo di questa pianta e che sia stato decisivo per la nostra evoluzione: il nostro corpo, del resto, ha un sistema endocannabinoide.

Quindi si può dire che la piantina di cannabis viene dall’Asia centrale e che si è cominciato a coltivarla nel Neolitico (7000-3000 a.C.), diffondendosi prima verso est (Cina) e poi verso ovest (Europa). In Europa è arrivata già nel Neolitico e ha raggiunto l’estremo occidente più tardi.

Più avanti, nell’Età del rame, si è sparsa per tutto il continente fino alla costa atlantica (Kebors, in Francia) e al sud della Penisola iberica. Nell’Età del ferro la cannabis era molto usata nelle cerimonie funebri dell’aristocrazia di Hallstatt.

Come si è diffusa la marijuana con i popoli indoeuropei

La pianta ha continuato a viaggiare. Diverse analisi dei pollini indicano che dal Neolitico c’era cannabis nel nord della Grecia e anche nel Nord Italia, oltre che nel Mediterraneo occidentale.

Sono stati trovati bracieri della cultura Yamna con resti di cannabis usata nei riti religiosi: segno che la pianta si è diffusa grazie alle tribù indoeuropee tra il 4000 e il 1000 a.C. Più tardi arrivano culture miste che si allargano ancora di più grazie al cavallo e al carro, e i semi di cannabis fanno il viaggio insieme a loro.

Pianta di marijuana in piena fioritura

La marijuana in uno dei primi libri di botanica

Nel Medioevo, nel VI secolo, viene realizzato il Constantinopolitanus, un libro di botanica con un disegno della pianta di cannabis (il più antico disegno della pianta che si conosca in un libro). E Ezio di Amida scrive un’enciclopedia medica in 16 volumi, il Tetrabibloi, dove compare anche la cannabis.

La cannabis e le religioni

Anche sul piano religioso ha avuto il suo peso. Dal VII al XIV secolo è stata usata nel mondo islamico, finché l’hashish non ha cominciato a essere bollato come roba da sufi e da assassini. Qualcosa di simile è successo in Europa dal V secolo, quando il cristianesimo ha cominciato a vietare qualsiasi sostanza enteogena, vista come cosa da seguaci di Satana. In questo clima la marijuana finiva negli unguenti delle streghe e, si dice spesso, venne vietata in modo esplicito da una bolla di papa Innocenzo VIII nel 1484.

Però non è sparita, perché il suo uso principale era la fibra, sia per i vestiti sia per le corde delle navi. La carta dei libri, per esempio, si faceva con la canapa. Si mangiava anche, grazie ai semi, e alcuni speziali e medici la usavano come medicina.

Ottocento: la cannabis entra in farmacia

Le caratteristiche della pianta non si adattavano bene alle esigenze della Rivoluzione industriale: per la raccolta non sono state sviluppate macchine capaci di abbattere il costo della manodopera, almeno fino a Novecento inoltrato.

Eppure dalla seconda metà dell’Ottocento la cannabis entra senza nessuna resistenza da parte delle autorità sanitarie in tutte le farmacopee europee. Alla fine del secolo, però, arrivano sostanze di sintesi come l’aspirina, il cloralio idrato e i barbiturici, chimicamente più stabili della cannabis e quindi più affidabili, che ne accelerano il declino come prodotto farmaceutico. E con la Convenzione di Ginevra del 1925 parte il controllo internazionale della cannabis.

La cultura della cannabis e il proibizionismo

La proibizione mondiale della marijuana arriva con la Convenzione unica sugli stupefacenti delle Nazioni Unite del 1961. L’obiettivo era cancellarne del tutto l’uso nel mondo entro 25 anni.

Il bello è che tre anni dopo, nel 1964, i chimici Raphael Mechoulam e Yechiel Gaoni, del Weizmann Institute in Israele, isolano il principio attivo della cannabis, il tetraidrocannabinolo o THC. Si capisce così che si tratta di una nuova classe di composti, con una struttura diversa da quella di altre sostanze e con un potenziale terapeutico tutto da studiare.

E se saltiamo al 2013, l’Uruguay diventa il primo Paese a legalizzare vendita, distribuzione e coltivazione della pianta. Nel 2018 il Canada diventa il secondo Paese al mondo a legalizzare la cannabis ricreativa.