THC o CBD per dormire? Cosa dicono gli esperti su dosi e tolleranza
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THC o CBD per dormire? Cosa dicono gli esperti su dosi e tolleranza

Perché il THC a dosi basse e alte fa effetti opposti sul sonno, cosa si sa del CBD, il rischio tolleranza e cosa provare prima di affidarti alle gocce.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

La cannabis può aiutare a dormire, ma dipende da dose e cannabinoide: alcuni studi suggeriscono che il THC a dosi basse migliori il sonno mentre a dosi alte lo peggiori, e che il CBD, che non sballa, possa migliorarne la qualità. Gli esperti però avvertono che funziona meglio se usata ogni tanto e non tutte le sere, perché con l’uso regolare arrivano tolleranza e dipendenza. Il sonno è fondamentale per la salute, e il rapporto tra cannabis e riposo interessa sempre di più medici e chi cerca alternative naturali per dormire meglio.

Da secoli diverse culture usano la cannabis per rilassarsi e prendere sonno. Ma il suo rapporto preciso con il sonno è complesso e la scienza lo sta ancora capendo.

Le ricerche sul tema danno risultati misti e c’è ancora tanto da chiarire. Alcuni studi suggeriscono che l’uso regolare di cannabis possa alterare i ritmi del sonno e peggiorarne la qualità sul lungo periodo. Altri hanno trovato possibili benefici in disturbi del sonno come l’insonnia e l’apnea notturna.

Cima di cannabis in mano

Come può aiutare la cannabis a dormire?

Tieni presente che gli effetti della cannabis sul sonno cambiano in base alla dose, alla varietà e alla sensibilità di ognuno.

In più, l’uso terapeutico della cannabis va seguito da un medico, soprattutto se hai già qualche patologia o prendi altri farmaci.

Insomma, il rapporto tra cannabis e sonno ristoratore è un campo di ricerca in movimento, con prove ancora miste. Nel frattempo tante persone provano la cannabis per dormire meglio, ma la prudenza è d’obbligo e prima conviene parlarne con un medico.

CBD per il sonno: cosa dicono le ricerche?

Secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americani, una bella fetta della popolazione degli Stati Uniti non arriva alle ore minime di sonno consigliate, e questo ha fatto crescere l’uso di farmaci per dormire.

In questo quadro c’è chi si rivolge alla cannabis per riposare meglio. Uno studio pubblicato nel 2022 ha rilevato che quasi la metà dei consumatori di cannabis terapeutica tra Stati Uniti e Canada indica il sonno tra i motivi principali per cui la usa.

Capire come la cannabis influisca davvero sul sonno, però, è difficile, perché ricerche e risultati vanno in tutte le direzioni. I due composti principali della cannabis, il tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD), sembrano agire sul sonno in modo diverso, come spiegano esperte come Vyga Kaufmann e Cinnamon Bidwell dell’Università del Colorado a Boulder.

Meglio THC o CBD per dormire?

Studi ancora limitati suggeriscono che il THC a dosi basse possa migliorare il sonno, mentre a dosi alte può fare l’effetto opposto. Il CBD, che non è psicoattivo, potrebbe invece migliorare la qualità del sonno.

Il problema è che i prodotti in commercio hanno proporzioni di THC e CBD diversissime, e questo rende difficile arrivare a conclusioni definitive.

Nonostante le difficoltà della ricerca, il fatto che così tanta gente usi la cannabis per dormire dice che l’interesse per il suo potenziale terapeutico in questo campo è forte.

Pianta di cannabis al giorno 48 di fioritura

Cosa sapere prima di prendere le gocce di CBD per dormire

Prima di usare la cannabis per dormire meglio ci sono un po’ di cose da considerare. La dottoressa Bidwell, nella sua esperienza clinica, ha visto che chi usa prodotti a base di cannabis per dormire di solito è più soddisfatto quando li usa ogni tanto, non tutte le sere.

Il motivo è che l’uso frequente di THC può portare tolleranza o dipendenza, e questo rischia di annullare i benefici che cercavi sul sonno.

Anche la dottoressa Sahni mette in guardia dal rischio di dipendenza con l’uso cronico. Più consumi, più te ne serve per avere lo stesso effetto, e così si può scivolare nella dipendenza.

In più, smettere di colpo può dare sintomi d’astinenza come ansia, irritabilità e difficoltà a prendere sonno. E questi sintomi spingono alcune persone a ricominciare per farli passare.

Esagerare col THC può anche lasciarti il giorno dopo una specie di «hangover da erba», con stanchezza, bocca e occhi secchi. Il CBD, invece, sembra non dare né tolleranza né dipendenza.

Cosa provare prima delle gocce di cannabis per dormire?

Prima di passare alla cannabis, la dottoressa Kaufmann consiglia di lavorare sulle abitudini: orari regolari per andare a letto, meno schermi prima di dormire, niente caffeina nel pomeriggio, attività fisica costante e una camera da letto comoda e silenziosa.

Se l’insonnia non molla, la terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia (CBT-I) può essere un’opzione efficace e duratura. Tieni conto anche che negli Stati Uniti la cannabis non è legale in tutti gli stati, e che può interagire con altri farmaci che prendi.

Ricapitolando: se decidi di provare la cannabis, parti da una dose bassa e guarda come reagisce il corpo. Visto che questi prodotti sono poco regolamentati, è importante tenere presenti i possibili rischi per la salute.

Alla fine servono ancora tante ricerche per capire fino in fondo gli effetti della cannabis sul sonno e come usarla nel modo giusto.