
Arrestati per due canne: il caos della marijuana in Argentina
In Argentina la cannabis terapeutica è legale, ma girare con un po’ d’erba in tasca può ancora finire in cella: ecco perché.
Marijuana in Argentina: un labirinto legale
In Argentina la cannabis terapeutica è legale, ma per tutto il resto la legge resta un casino: non esiste una quantità fissa che puoi portarti dietro senza rischi, e c’è ancora gente che finisce in cella per un po’ d’erba in tasca. Il Paese sta cambiando la sua politica sulle droghe da una decina d’anni, ma la marijuana vive in una zona grigia. In questo articolo vediamo come stanno le cose oggi e perché tanta gente è finita dentro solo per averne addosso.
Perché in Argentina la marijuana è legale a metà
La legalità dell’erba in Argentina è ambigua. Nonostante le riforme e un consenso sempre più ampio verso la regolamentazione, la marijuana resta illegale sotto molti aspetti. La Legge 27.350 sulla cannabis terapeutica è del 2017 ed è stata messa davvero in pratica solo nel 2020, ma la mancanza di regole precise ha creato una situazione parecchio confusa.
Quanta erba puoi portare addosso in Argentina?
È la domanda che si fanno tutti: quanti grammi posso avere in tasca? La legge non fissa una quantità esatta che si può portare legalmente, e questo crea un’incertezza enorme. L’uso terapeutico è stato riconosciuto, ma chi gira con l’erba per uso ricreativo può ancora finire nei guai con la giustizia.
Cosa rischi se ti beccano con la marijuana
Nonostante le nuove leggi, tanta gente continua a essere fermata e arrestata per possesso. Spesso chi viene beccato con un po’ d’erba si ritrova accusato di «detenzione a fini di spaccio». Un paradosso bello e buono: chi porta piccole quantità per uso personale rischia di essere trattato come un trafficante.
Coltivare in casa: il dilemma degli autoproduttori
Anche coltivare è un punto caldo in Argentina. Le leggi sono cambiate, ma la coltivazione resta una zona grigia. Molte persone sono state arrestate per avere qualche pianta in casa, anche se era per uso personale.

Servono regole chiare, e servono adesso
La situazione argentina fa vedere quanto servano regole più chiare sulla marijuana. Finché non si sa quanti grammi si possono portare né se si può coltivare, la gente continua a essere arrestata e a finire in carcere.
Gli ostacoli sulla strada della regolamentazione
L’Argentina sta affrontando un cambio complicato nelle sue politiche sulle droghe, soprattutto sulla marijuana. L’uso terapeutico è stato legalizzato, ma l’ambiguità su quanta erba si può portare e su cosa si può coltivare ha portato all’arresto di tantissime persone. Per avere un sistema più giusto ed efficace servono regole chiare, che dicano senza giri di parole quanta cannabis puoi portare e coltivare senza rischiare un processo penale.
Il Ministero della Salute argentino ha allungato da uno a tre anni la validità del certificato di autorizzazione alla coltivazione controllata di cannabis come trattamento medico, terapeutico e/o palliativo del dolore. Il certificato si ottiene con l’iscrizione al Registro del Programma Cannabis (REPROCANN, il registro argentino della cannabis terapeutica), e la novità è arrivata con la Risoluzione 766/2023, pubblicata nel Boletín Oficial, la gazzetta ufficiale argentina. Secondo il ministero, la decisione è stata presa «in risposta alla forte crescita delle richieste di iscrizione al programma negli ultimi mesi». Il ministero ha anche sottolineato che la revisione della procedura di valutazione «ha permesso di accelerare i tempi e di abbassare l’attesa media a meno di 10 giorni lavorativi». «Così, mentre a febbraio c’erano più di 33.000 pratiche da valutare, oggi ne restano 1.600, per le quali servono informazioni aggiuntive. Ad oggi ci sono più di 200.000 pazienti autorizzati alla coltivazione controllata», si legge nel comunicato. In più è stato annunciato che nel REPROCANN verrà attivato «un modulo speciale per le Organizzazioni Non Governative (ONG)», che potranno coltivare cannabis per assistere fino a 150 pazienti. Sempre lo stesso giorno, con la Risoluzione 767/2023, il THC all’1% entra tra i principi attivi farmaceutici. «Questo favorirà la produzione nazionale per quanto riguarda l’approvvigionamento di questo ingrediente per i prodotti terapeutici che lo richiedono. Quando la concentrazione di THC sale all’1% (finora il limite era lo 0,3%), i prodotti saranno regolati come psicotropi, con il regime previsto per queste sostanze», spiegava il comunicato.

Quanto dura il REPROCANN? Le novità del 2023
Con la Risoluzione 766/2023, pubblicata il 20 aprile nel Boletín Oficial, il Ministero della Salute argentino ha portato da uno a tre anni la validità del certificato REPROCANN per la coltivazione controllata di cannabis. L’obiettivo del nuovo REPROCANN è snellire la burocrazia legata al certificato. Tanti utenti si lamentavano della durata del permesso: un anno sembrava pochissimo per una pratica del genere, considerando anche quanto costano le visite dei medici che firmano l’indicazione e il consenso sulla piattaforma REPROCANN, passaggio obbligatorio per avere l’autorizzazione.
Come si ottiene il permesso per coltivare in Argentina?
Dopo il primo decreto, che autorizzava la coltivazione a scopo terapeutico ma senza un ufficio o un ente a cui rivolgersi per avviare la pratica, alla fine il registro per coltivare cannabis terapeutica ha aperto. Il governo argentino ha regolamentato il funzionamento del Sistema di Registro del Programma Cannabis (REPROCANN). Grazie a questo, chi vuole può iscriversi per coltivare in modo controllato, ma prima serve l’autorizzazione di un medico che attesti che il consumo è a scopo medico, terapeutico e/o palliativo del dolore: solo così si ottiene il certificato REPROCANN. Per chiedere il permesso bisogna iscriversi: si entra su https://reprocann.salud.gob.ar/ e ci si crea un account sulla piattaforma Mi Argentina, l’identità digitale argentina. Una volta creato l’account, si compila il registro del programma cannabis (il nome ufficiale è REGISTRO NAZIONALE DELLE PERSONE AUTORIZZATE ALLA COLTIVAZIONE CONTROLLATA A FINI MEDICI E/O TERAPEUTICI). Se ti serve una mano con il permesso, dai un’occhiata alla nostra pagina per ottenere il certificato.
Che cos’è il permesso per coltivare in Argentina, il «Registro del Programma Cannabis» (REPROCANN)?
Il REPROCANN è una banca dati argentina pensata per registrare chi ha i requisiti per accedere alla coltivazione controllata di cannabis a fini di trattamento medico, terapeutico e/o palliativo del dolore. È stato creato con il decreto 883/20, che regolamenta la Legge n. 27.350 (Uso terapeutico della pianta di cannabis e dei suoi derivati). Quando il Ministero della Salute argentino approva il certificato, l’iscrizione è completa.
Cosa cambia per le ONG
Su Mi Argentina verrà attivato un modulo speciale del REPROCANN per le Organizzazioni Non Governative (ONG), considerate attori strategici della politica pubblica argentina sulla cannabis terapeutica. Con questo aggiornamento, le ONG potranno coltivare cannabis per assistere fino a 150 pazienti.
Si alza il limite di THC per la produzione
In più, con la Risoluzione 767/2023 il THC all’1% entra tra i principi attivi farmaceutici. Vuol dire che in Argentina si potranno sviluppare prodotti nazionali con questo ingrediente. Quando la concentrazione di THC sale all’1%, i prodotti vengono regolati come psicotropi, con il regime previsto per le sostanze psicotrope.
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