
Atleti famosi e cannabis: da Phelps a McGregor, perché l’erba entra nello sport d’élite
Dolore, insonnia e ansia spingono il CBD negli spogliatoi, ma il THC in gara resta vietato.
La cannabis sta guadagnando terreno nello sport d’élite perché molti atleti la usano, soprattutto sotto forma di CBD, per dolore, insonnia, ansia e recupero, non per andare più forte. Nomi come Michael Phelps, Usain Bolt, Allen Iverson, Carmelo Anthony e Conor McGregor sono stati associati all’erba, e il clima nello sport sta cambiando. Ma attenzione: il CBD è fuori dalla lista antidoping dal 2018, il THC in gara resta vietato.
Gli atleti stanno cominciando a pesare su come le sostanze vengono regolate e capite nello sport. E le organizzazioni sportive danno sempre più spazio alla voce di chi in campo ci va davvero. È un passaggio che rompe con la mentalità tradizionale dello sport d’alto livello.
Sport, benessere e cannabis
Atleti come Rodney Wallace, ex calciatore costaricano che ha giocato per anni in nazionale, raccontano che la cannabis non la usano per migliorare la prestazione fisica, ma per problemi che colpiscono tanti sportivi: emicrania, insonnia, dolore fisico e ansia. Gli atleti d’élite sono sempre più attenti al benessere fisico e mentale.
Rachael Rapinoe, ex calciatrice e CEO di Mendi, punta su prodotti al CBD completamente naturali e approvati da professionisti della salute. Secondo lei lo stigma sulla cannabis nasce da vecchi pregiudizi, e va superato.
Perché il CBD piace agli atleti d’élite
Il CBD, un componente della cannabis che non sballa, sta diventando una risorsa preziosa per gli atleti d’élite. Molti lo usano per ridurre stress e ansia e per alleviare il dolore. C’è anche chi lo prende per recuperare meglio dopo lo sforzo, dormire bene o tenere a bada l’umore basso. Per molti sportivi oggi il CBD è un aiuto in più per il benessere generale.
Le regole stanno cambiando
Anche le regole sulla cannabis nello sport si stanno muovendo. L’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) ha tolto il cannabidiolo (CBD) dalla lista delle sostanze proibite nel 2018, perché non è psicoattivo, mentre il THC resta vietato in competizione. La regola vale per gli atleti nelle gare nazionali e internazionali. In Argentina, poi, si applica allo sport nazionale dal 1° gennaio 2021.
La cannabis nel futuro dello sport d’élite
Gli atleti sanno che la cannabis può fare bene al loro benessere fisico e mentale. Più si informano, più cresce l’accettazione. E molti pensano che nei prossimi anni il ruolo della cannabis nello sport d’alto livello verrà riconosciuto in modo ufficiale.
La normalizzazione ha portato anche atleti come Kevin Durant e l’ex giocatore NBA Al Harrington a entrare nel business della cannabis. Durant si è anche schierato pubblicamente a favore dell’uso terapeutico.

La cannabis e i suoi derivati terapeutici, CBD in testa, si stanno facendo strada nello sport d’élite. Sono gli atleti a guidare il cambiamento delle regole e della mentalità, perché ne vedono il potenziale per il benessere e per tanti acciacchi tipici di chi fa sport. In futuro è probabile che la cannabis abbia un ruolo più grande nel mondo dello sport professionistico.
5 atleti famosi legati alla cannabis
La cannabis nello sport è un tema che divide da sempre. Nonostante regole rigide e controlli antidoping, alcuni atleti hanno ammesso pubblicamente di farne uso. Qui guardiamo il punto d’incontro tra sport ed erba attraverso cinque sportivi che hanno avuto a che fare con la cannabis.
1. Michael Phelps, la leggenda della piscina:
Il nuotatore statunitense Michael Phelps, plurimedagliato olimpico, finì sotto i riflettori nel 2009 quando uscì una sua foto mentre fumava da un bong. Phelps pagò le conseguenze di quel comportamento e più tardi ha parlato pubblicamente della sua ansia e della sua depressione.
2. Usain Bolt, il velocista rilassato:
L’iconico velocista giamaicano Usain Bolt, uno degli atleti più veloci di sempre, secondo alcune fonti avrebbe provato l’erba durante la carriera per rilassarsi e scaricare la tensione dopo le gare più dure.
3. Allen Iverson, il guerriero del basket:
L’ex giocatore NBA Allen Iverson non ha mai nascosto il suo rapporto con la cannabis. Ha raccontato di usarla per rilassarsi e per alleviare il dolore fisico dopo le partite più toste. Questa schiettezza lo ha reso un sostenitore della marijuana a uso terapeutico.
4. Carmelo Anthony, la stella del basket:
Un altro nome di peso dell’NBA, Carmelo Anthony, si è espresso a favore della cannabis a scopo terapeutico. Ne ha difeso l’uso per gestire il dolore e per il recupero dopo gli infortuni.
5. Conor McGregor, il lottatore di MMA:
Il famoso lottatore di arti marziali miste (MMA) Conor McGregor ha ammesso di aver fumato cannabis. Ha detto che l’erba lo aiuta a rilassarsi e a scaricare lo stress degli allenamenti e degli incontri nell’ottagono.
Sport ed erba, un incrocio complicato:
Il rapporto tra cannabis e sport è complicato. Anche se alcuni atleti raccontano che li ha aiutati con ansia, stress e dolore, non va dimenticato che usare sostanze controllate e vietate nello sport può costare carissimo.
Le regole antidoping cambiano da una federazione all’altra e da un Paese all’altro. Il modo di vedere la cannabis nello sport si sta evolvendo piano piano, ed è un tema ancora apertissimo.
Quindi, anche se alcuni sportivi hanno parlato del loro rapporto con la cannabis, le regole antidoping vanno rispettate. Il punto d’incontro tra sport ed erba resta un tema complesso, su cui il mondo dello sport continua a discutere.

Che effetto ha la cannabis sugli sportivi?
L’effetto della cannabis su chi fa sport è un tema complesso e discusso. Cambia molto in base a diversi fattori: quanta se ne usa, quanto spesso, la varietà (con livelli diversi di cannabinoidi), la via di assunzione e la tolleranza personale. Ecco alcuni effetti possibili e cose da tenere a mente:
1. Relax e meno stress:
- Alcuni atleti riferiscono che la cannabis li aiuta a rilassarsi e a scaricare lo stress dopo allenamenti intensi o gare.
- In certi casi l’erba potrebbe anche tirare su l’umore e ridurre l’ansia.
2. Dolore e infiammazione:
- La cannabis viene usata in medicina per il dolore cronico e l’infiammazione.
- Gli atleti con infortuni o dolore cronico potrebbero ricorrere alla cannabis per stare meglio.
3. Concentrazione e coordinazione a rischio:
- La cannabis, soprattutto in grandi quantità, può peggiorare concentrazione, coordinazione e riflessi.
- Negli sport che richiedono grande precisione e coordinazione, come il tiro con l’arco o la ginnastica, può essere un problema serio.
4. Cuore e resistenza:
- La cannabis può incidere sulla capacità cardiovascolare, e questo pesa soprattutto negli sport di resistenza come il ciclismo o l’atletica.
- La marijuana può aumentare la frequenza cardiaca e ridurre la resistenza.
5. Regole antidoping:
- In molti sport e competizioni la cannabis è considerata una sostanza proibita dalle regole antidoping.
- Chi risulta positivo ai controlli rischia squalifiche e sanzioni.
6. Motivazione:
- In alcune persone la cannabis può abbassare la motivazione, e questo può pesare sull’impegno e sulle prestazioni in allenamento e in gara.
7. Legge e regole:
- La legalità della cannabis cambia da posto a posto. In alcuni Paesi l’uso ricreativo o terapeutico è legale, in altri no.
- Gli atleti devono conoscere leggi e regolamenti del posto in cui vivono prima di pensare di usare cannabis.
Insomma, l’effetto della cannabis sugli sportivi è complesso e cambia parecchio da persona a persona. Alcuni atleti possono trovarci un aiuto per gestire stress e dolore, ma ci sono anche rischi, soprattutto negli sport che chiedono tanta concentrazione e coordinazione. E poi c’è l’antidoping: in molti sport la cannabis è vietata. Chi fa sport e pensa di usarla deve valutare bene effetti e conseguenze prima di farlo.
La marijuana migliora davvero le prestazioni sportive?
Sull’effetto della marijuana sulle prestazioni sportive le opinioni sono divise. C’è chi giura che farsi una canna prima dell’allenamento lo renda più piacevole, e chi la vede in tutt’altro modo. Resta il fatto che la marijuana può avere effetti negativi sulla prestazione e sulla salute in generale.
La marijuana contiene principi attivi come il THC, che agiscono sul sistema nervoso centrale e hanno effetti psicoattivi. Tra questi ci possono essere meno coordinazione, una percezione del tempo alterata e riflessi più lenti, cose che possono peggiorare la prestazione e la sicurezza mentre ti alleni.
In più la marijuana può dare sonnolenza, poca voglia di fare e meno concentrazione: l’esatto contrario di quello che serve negli sport che chiedono attenzione ed energia.
E non finisce qui: le regole sportive e antidoping vietano la marijuana nella maggior parte delle gare e degli eventi professionistici. Gli atleti trovati positivi rischiano sanzioni e conseguenze sportive.
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