
Azoto e cannabis: perché serve e quando darne di più
Il macronutriente che costruisce foglie, rami e clorofila: come capire se ne manca, se ce n’è troppo e come rimettere le cose a posto.
Perché l’azoto serve alla cannabis e quando ne ha più bisogno?
L’azoto è un macronutriente che la cannabis usa per tutto il ciclo, ma soprattutto in vegetativa, per costruire fusti, rami, foglie e clorofila. Una pianta sana ne contiene circa il 3-4% nella parte che sta sopra il terreno. Se manca, le foglie basse ingialliscono; se è troppo, la pianta diventa verde scuro e fa poche cime.
La cannabis usa l’azoto in tanti modi, e soprattutto per costruire fusti, rami e foglie. Quando parte la fioritura, la pianta smette di fare foglie e rami nuovi e si concentra sui fiori, usando soprattutto fosforo e potassio.
L’azoto serve anche a produrre clorofila: senza azoto la pianta non riesce a farsi il cibo di cui ha bisogno e non ha i mattoni per crescere. Quindi sì, in vegetativa se ne usa tanto, ma una buona dose serve anche durante la fioritura.
Quando compri i fertilizzanti, vedrai che di solito ce n’è uno «da crescita» e uno «da fioritura». Quelli da crescita, per la fase vegetativa, hanno più azoto di quelli da fioritura.

Una delle carenze più comuni nella cannabis è proprio quella di azoto. La pianta ne consuma così tanto che l’azoto disponibile nel substrato (terra, acqua) può finire in fretta.
L’azoto è un nutriente «mobile». Vuol dire che, se alla pianta serve azoto in un punto preciso, può spostarlo da una foglia all’altra.
Una pianta con carenza di azoto mostra i primi segni sulle foglie basse. Se sente che da qualche parte manca azoto, lo prende da dove ce n’è di più. In pratica: se le foglie vecchie hanno azoto e quelle nuove non ne ricevono abbastanza, la pianta lo toglie alle vecchie e lo passa alle nuove, e le foglie che lo cedono diventano gialle.
Siccome l’azoto serve anche a fare la clorofila, senza azoto la pianta ne produce meno e le foglie perdono il verde, si sbiadiscono. Con poca clorofila la pianta non riesce a fare la fotosintesi e alla fine comincia ad appassire.

Quando tratti una carenza, la prima cosa da fare è sempre controllare il pH del substrato. In terra il pH va portato a 6,5; in idroponica e in cocco, a 5,8. Se il pH è nel range giusto, allora il problema è probabilmente la mancanza di azoto. Per correggerla devi dare più azoto: controlla quanto ne stavi dando, confrontalo con la dose indicata in etichetta e aggiusta.
Come eliminare l’azoto in eccesso dalle piante?
Se ti accorgi che le tue piante hanno troppo azoto, per prima cosa riduci il fertilizzante. Fatto questo, annaffia con acqua pulita e con il pH giusto per sciacquare le radici e portare via l’azoto in eccesso dal terreno.
Un’altra opzione è passare a un fertilizzante povero di azoto e ricco di fosforo e potassio. Puoi anche aggiungere al terreno materia organica ricca di carbonio, come compost maturo, che aiuta ad assorbire l’azoto in eccesso (il letame no, perché di azoto ne aggiunge altro).
Occhio: le foglie già rovinate non tornano più al verde di prima. Se l’eccesso di azoto le ha già danneggiate, toglile, così la pianta concentra le energie sulle foglie nuove e sane.
Cosa succede quando c’è troppo azoto?
Quando la marijuana ha troppo azoto, ci possono essere diversi effetti negativi sulla crescita e sulla salute della pianta. Prima di tutto, può spingere una crescita esagerata di foglie verdi a scapito dei fiori. La pianta diventa grande e folta, ma non fa cime di qualità.
In più, l’eccesso di azoto rende la pianta più vulnerabile a malattie e parassiti, perché le foglie verdi e tenere attirano di più insetti e funghi. Può anche ostacolare l’assorbimento di altri nutrienti importanti, con il risultato di altre carenze.
Un altro effetto dell’eccesso di azoto è che le foglie diventano di un verde scuro intenso e lucido: è quello che si chiama «bruciatura da azoto». Le foglie possono diventare lucide, quasi cerose, e le punte possono piegarsi verso il basso come artigli.
Come risolvere le foglie gialle nella marijuana?
Le foglie gialle possono avere tante cause, ma una delle più comuni è la carenza di un nutriente, come l’azoto. Però possono essere anche un segnale di troppi nutrienti, soprattutto se le altre foglie sono verde scuro e lucide.
Se la causa è una carenza, la soluzione è aggiungere il nutriente che manca. Se la causa è un eccesso, devi ridurre i nutrienti che stai dando alla pianta.
In più è fondamentale controllare il pH del substrato (terra, acqua, ecc.), perché un pH sbagliato rende difficile assorbire nutrienti essenziali. Il pH ideale è intorno a 6,5 in terra e intorno a 5,8 in idroponica e cocco.
Controlla anche che le piante ricevano la giusta quantità di luce, acqua e aria. Se prendono troppa o troppo poca acqua, le foglie possono ingiallire.

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