
Piante monster di cannabis: legature, tutori, reti e il terriccio che le tiene in piedi
Una pianta da 4 metri non sta su da sola: genetica, 1000 litri di substrato e un’impalcatura di legacci, tutori e reti.
Una pianta di cannabis in outdoor può arrivare a 4 metri, con rami da 2 metri o più, ma per reggersi in piedi le servono una genetica giusta (meglio se a prevalenza sativa), 1000-1500 litri di substrato, legature ogni 15 giorni, tutori e reti. Senza questa impalcatura una pianta monster si apre sotto il peso delle cime: la coltivazione della marijuana è versatile, ma il gigante va costruito.
E visto che chi coltiva sogna sempre piante enormi, qui ti spieghiamo come arrivare a cime giganti, con qualche dritta per una crescita e una fioritura da paura.
La genetica della pianta
Scegliere una genetica che si sviluppa bene è la prima cosa, perché da lì dipende quasi tutta la struttura della pianta.
Le sative sono famose perché crescono parecchio di più, con internodi più lunghi e una struttura più fine e allungata. Le indiche, invece, danno piante molto più gestibili, con internodi cortissimi, molti più rami e un fusto centrale bello robusto.

Con gli ibridi tra indica e sativa, tieni conto che mostrano caratteri di tutti e due, ma a seconda dei genitori usati nell’incrocio e della genetica che prevale possono tirare più da una parte o dall’altra. In generale, le piante più grandi escono da genetiche con una prevalenza sativa sopra il 60 %; se invece nell’incrocio domina l’indica, avrai piante un po’ più compatte ma più ramificate.
E adesso veniamo al punto: quali sono le varietà più consigliate? Eccone alcune che ti daranno piante gigantesche:
- Moby Dick
- Chronic
- Monster
- Amnesia Cactus
- Amnesia Haze
Trovi anche semi di varietà con fattore genetico Skunk. Queste le consigliamo a chi è alla prima coltivazione:
- Power Kush
- Industrial Plant
- Big Kush
- Critical Jack
- Critical +2.0
- Critical +
- Critical Cheese
- Cheese
- Orange Juice
- Purps #1
- Purple Moby Dick
- Original Amnesia
- Kush’N’Cheese
Le legature
Legare la pianta non serve solo a non farla cadere: ti aiuta anche a darle forma e a guidarla dove vuoi tu, così cresce come un grande cespuglio e non come un abete.
Inutile girarci intorno: le legature sono la chiave per avere piante di marijuana giganti. C’è chi arriva a montare strutture di fil di ferro. E servono anche a tenere uniti tutti i rami che crescono insieme fino a formare quel mostro di pianta. Lega sempre le piante grandi con materiali flessibili, che lascino un movimento naturale e non le strozzino.
E ripeti le legature ogni 15 giorni.
Metti i tutori all’albero di marijuana per farlo più forte
I tutori sono fondamentali se vuoi cannabis gigante, e vanno messi fin dai primi giorni di vita. Prima tuteli il fusto e poi i rami, che grazie a quel sostegno ti daranno i raccolti più alti, perché non dovranno reggere un peso esagerato.
Quando le piante arrivano alla produzione che cerchi, i tutori che hai messo potrebbero non bastare a reggere il peso: a quel punto conviene passare alle reti. Così ogni ramo è sostenuto con meno sforzo, perché il peso si distribuisce su tutta la struttura. E montarla è facilissimo: stendila sopra la pianta gigante e infila i rami nei buchi, così il peso si ripartisce e la luce entra meglio, fino all’attaccatura di ogni ramo.

Il substrato migliore per cime di marijuana giganti
Secondo tanti grower che sono riusciti a tirare su piante enormi, il contenitore conta, perché è lì che la pianta cresce e raggiunge la sua taglia massima. Serve tanto spazio: si calcola che ci vogliano più o meno 1000-1500 litri di substrato per pianta.
Come si sa, il terreno è una delle cose più importanti per avere piante di marijuana grandi. È una delle chiavi per una coltivazione davvero produttiva: più spazio hanno le radici per svilupparsi bene, meglio cresce la pianta.
Se non hai lo spazio per una coltivazione così, puoi usare vasi in geotessuto: rendono la coltivazione più organica, garantiscono al substrato l’ossigeno che serve e la pianta si sviluppa molto meglio, perché sfrutta tutto quello che le dai.
Come preparare il terreno per piante di marijuana grandi?
Per un substrato organico ti servono Trichoderma e micorrize da applicare alle radici, torba bionda e torba nera al 30 % ciascuna, muschio di sfagno, fibra di cocco, humus di lombrico e perlite al 10 % ciascuno, e in superficie uno strato di biochar e di paglia per limitare l’evaporazione.
Le reti
Le reti sono un’ottima strategia per la stabilità: man mano che la pianta cresce le fanno da struttura interna e sostengono i rami delle piante più grandi. Su una pianta di 4 metri puoi avere rami da 2 metri o più.
L’ideale è aggiungere una rete sopra la pianta ogni mese, tipo ScrOG, e far passare i rami nei buchi per fissare la struttura. E più le piante monster crescono, più la rete diventa importante: tiene i rami uniti ed evita che si aprano da tutte le parti.
Le potature
Le piante giganti hanno bisogno di potature: sono uno strumento importantissimo, da usare ma senza esagerare. Ogni volta che poti, infatti, freni la crescita vegetativa e fermi lo sviluppo normale della pianta per farle fare nuovi germogli.
Con le potature decidi se la pianta prende la forma di un abete o di un cespuglio.
Conviene potare all’inizio, per aiutare la pianta a costruirsi la struttura di base del futuro gigante.
La luce
Se vuoi una pianta monster ma non sei partito a marzo (in Argentina, da dove scriviamo, nell’emisfero sud, è settembre), e quindi ti restano pochi mesi di vegetativa, oppure hai una varietà sativa che va a fiore presto, c’è un modo per spingere la crescita: la luce artificiale.
Puoi aggiungerla verso la fine dell’estate per evitare che la pianta parta in fioritura. Basta tenere la luce accesa fino ad arrivare a circa 16 ore di luce di fila, contando quella naturale.
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