
Cannabis per gli atleti: aiuta il recupero, non la prestazione
Da Phelps a Rapinoe, sempre più atleti parlano di cannabis. Ma gli studi sono chiari: prima dello sforzo ti frena.
Se fai sport, la cannabis può avere senso solo come aiuto per il recupero, il sonno e l’ansia, non per andare più forte: gli studi dicono che prima dello sforzo peggiora la prestazione. Quindi niente canna prima di allenarti o di gareggiare, e se la usi, fallo con la testa e lontano dall’allenamento. È così che sempre più atleti la stanno integrando nella loro routine.
La chiave è capire come le diverse varietà e i diversi cannabinoidi agiscono su corpo e testa, e regolarne l’uso per accompagnare il tuo allenamento, non per sostituirlo.
Qui vediamo come inserire la cannabis nella tua routine con criterio, dalla scelta della varietà alla dose giusta. Scoprirai come può incidere su concentrazione, motivazione e recupero, e come evitare gli effetti negativi che ti farebbero rendere peggio.
Con l’approccio giusto, la cannabis può diventare un’alleata per vivere meglio lo sport e arrivare ai tuoi obiettivi in modo più equilibrato.

Marijuana e sport professionistico
Nonostante sanzioni e divieti storici, lo sport professionistico sta facendo passi avanti sulle regole per la cannabis. Il tema resta tabù, ma l’uso di marijuana tra gli atleti d’élite continua a crescere.
Campioni come Michael Phelps, Usain Bolt, Allen Iverson, Carmelo Anthony e Conor McGregor hanno ammesso di aver usato marijuana o suoi derivati a scopo terapeutico. Un segnale che nel mondo dello sport qualcosa sta cambiando.
Lo sport professionistico sta cambiando
Lo sport sta entrando in una fase nuova, in cui la voce degli atleti conta sempre di più. Dirigenti e federazioni cominciano a riconoscere che sono gli atleti a fare la fatica e a vincere i campionati.
Come dice Rodney Wallace, ex calciatore costaricano e fondatore di Rewind, un marchio di CBD biologico: «Quelli “in alto” stanno aprendo gli occhi e capiscono che vietare la cannabis rovina solo il gioco». Secondo Wallace la cannabis può aiutare gli atleti con emicranie, insonnia, dolori fisici e ansia, anche se non migliora direttamente la prestazione fisica.
Lo sport comincia a fare i conti con la cannabis
Lo sport professionistico capisce sempre di più quanto conti il benessere fisico, mentale ed emotivo degli atleti. Rachael Rapinoe, ex calciatrice statunitense e CEO di Mendi, un’azienda di prodotti al CBD, sostiene: «Ci sono abbastanza prove a favore della cannabis come soluzione naturale per stress, ansia e benessere generale».
Rachael e sua sorella Megan, calciatrice di primo piano, promuovono l’uso della cannabis non psicoattiva a scopo terapeutico.
Le sfide e il futuro della cannabis nello sport
Nonostante si sia più aperti, lo stigma resta un problema. Il caso di Sha’Carri Richardson, risultata positiva alla cannabis ai trials statunitensi e rimasta fuori dalle Olimpiadi di Tokyo 2020, dimostra che la percezione pubblica deve ancora cambiare.
Devon Allen, atleta olimpico, aveva previsto che per le Olimpiadi del 2024 la cannabis sarebbe stata accettata nello sport (non è andata così: il THC resta vietato in gara): «C’è troppa scienza a sostegno dell’uso terapeutico dei prodotti con CBD e THC».
Superare lo stigma
Lo stigma legato alla cannabis, spesso associata alla criminalità e alla poca voglia di fare, in tanti posti è ancora lì. Ayesha McGowan, ciclista e attivista, lo dice chiaro: «Finché continueremo ad associare la cannabis alla criminalità, la gente ne starà alla larga». Detto questo, più informazione c’è, più questa percezione cambia, piano piano.
Cannabis e allenamento: i possibili benefici
Gli studi più recenti suggeriscono che la cannabis potrebbe aiutare il recupero fisico, il sonno e l’ansia, con un potenziale terapeutico interessante. C’è ancora tanta strada da fare, ma alcune ricerche indicano che la pianta potrebbe avere un ruolo nel recupero e nel benessere degli atleti, non nella loro prestazione.
Cosa dicono gli esperti sull’effetto della cannabis sulla prestazione?
Jordan Tishler, medico specializzato in cannabis a Inhale MD, a Boston, ha definito «insostenibile e superata» la posizione dell’Agenzia mondiale antidoping (WADA) sulla cannabis.
Per Tishler, infatti, «semmai la marijuana è una sostanza che peggiora la prestazione. Il massimo rendimento (forza massima, velocità massima, VO2 max) difficilmente arriva quando sei sotto cannabis».

Come la cannabis incide sulla prestazione sportiva
Tra gli effetti della cannabis ci possono essere movimenti meno coordinati, difficoltà a ragionare e a risolvere problemi, problemi respiratori e battito accelerato: tutte cose che non ti fanno dare il meglio.
Tishler spiega che «se la inali, gli effetti durano dalle tre alle quattro ore; se la prendi per bocca, dalle otto alle dodici». La durata però dipende anche dalla persona e dalla sua tolleranza, aggiunge Ryan Vandrey, professore di Psichiatria e Scienze del comportamento alla Johns Hopkins School of Medicine.
Vandrey fa notare che, anche se la cannabis può aiutare a dormire, il giorno dopo può restare un certo rallentamento cognitivo. «Non abbiamo ancora stabilito dopo quanto tempo gli effetti della cannabis smettono di essere un problema», spiega.
Mancano dati concreti
Vandrey sottolinea anche che non ci sono dati conclusivi sull’effetto della cannabis sulla prestazione sportiva. «La gente dice che c’è un beneficio, e in teoria si potrebbe sostenere che la marijuana sia debilitante, ma il punto è che nessuno si è preso la briga di studiarlo a fondo. Senza dati, possiamo solo tirare a indovinare», dice.
Cosa dicono le ricerche più recenti
Una revisione scientifica pubblicata ad aprile 2021 su The Journal of Sports Medicine and Physical Fitness ha concluso che la marijuana «non agisce come sostanza che migliora la prestazione sportiva, come vorrebbe la credenza popolare».
Secondo la ricerca, prima dell’esercizio la cannabis andrebbe evitata se vuoi rendere al massimo: riduce la capacità di sostenere lo sforzo, alza frequenza cardiaca e respiratoria e la richiesta di ossigeno del cuore, e crea problemi di equilibrio.
In sintesi: la cannabis non ti dà nessun vantaggio nella prestazione sportiva e, anzi, può aumentare le probabilità di perdere.
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