Cannabis e ciclo mestruale: cinque cose che il THC può cambiare
SALUTE

Cannabis e ciclo mestruale: cinque cose che il THC può cambiare

Ovulazione, dolori, sindrome premestruale, durata del ciclo e impianto dell’embrione: cosa dicono gli studi, e quanto sono solidi.

DI Redazione CosechaLibre6 MIN DI LETTURA

La cannabis può influire sul ciclo mestruale in diversi modi: alcuni studi suggeriscono che il THC possa interferire con l’ovulazione, cambiare la durata del ciclo e disturbare l’impianto dell’embrione, mentre molte donne riferiscono sollievo dai dolori mestruali e dai sintomi premestruali. Gran parte di queste ricerche è vecchia o fatta su animali, quindi le prove sono ancora deboli. Intanto l’uso di cannabis, ricreativo e terapeutico, è cresciuto parecchio negli ultimi anni, e con lui la voglia di capire cosa fa alla salute.

Le donne che usano cannabis riferiscono spesso cambiamenti nel ciclo, e la scienza sta cominciando a studiare queste osservazioni per capire i meccanismi che ci stanno dietro.

Capire come funzionano queste interazioni aiuta ad avere un quadro più chiaro dell’impatto della cannabis sulla salute femminile e a scegliere con cognizione di causa.

Mani che girano una canna

1. Il THC può ridurre la fertilità durante l’ovulazione

Diversi studi hanno indagato il legame tra sistema endocannabinoide e ciclo riproduttivo femminile, e hanno visto che i livelli dell’endocannabinoide principale, l’anandamide, cambiano parecchio nel corso del ciclo mestruale.

In particolare, l’anandamide tocca il picco durante l’ovulazione, quando l’ovaio rilascia l’ovulo. Visto che l’anandamide attiva i recettori cannabinoidi, ci si aspetterebbe che anche livelli alti di THC, che li attiva a sua volta, non diano fastidio all’ovulazione.

Eppure alcune ricerche degli anni ’70 e ’80 suggeriscono che la marijuana, soprattutto il THC, possa bloccare l’ovulazione in diversi mammiferi, primati compresi, anche se negli esseri umani non è stato studiato in modo specifico. Il THC sembra farlo frenando la produzione dell’ormone luteinizzante, fondamentale per l’ovulazione.

Va detto che chi usa cannabis con regolarità potrebbe sviluppare tolleranza a questo effetto sull’ovulazione. Ma per capire con precisione il legame tra cannabis e ovulazione nelle donne servono altre ricerche.

2. La cannabis può alleviare i dolori mestruali

In diverse culture la cannabis è stata usata dalla medicina tradizionale contro la dismenorrea, cioè le mestruazioni dolorose. Un aneddoto famoso, mai confermato, racconta che la regina Vittoria la usasse per i dolori mestruali su consiglio del suo medico; a portare la cannabis nella medicina occidentale fu William B. O’Shaughnessy, uno dei pionieri del suo uso terapeutico.

Ancora oggi tante donne usano la cannabis per i dolori mestruali e riferiscono un sollievo notevole.

Non ci sono studi formali che ne dimostrino l’efficacia e i meccanismi biologici precisi non sono chiari, ma si sa che il THC ha un effetto analgesico e antinocicettivo.

Gli analgesici calmano il dolore in generale, mentre gli antinocicettivi impediscono ai nervi di captare i segnali del dolore. In più, sia il THC sia il CBD hanno proprietà antinfiammatorie, che possono contribuire a ridurre il fastidio.

Per chi cerca sollievo dal dolore senza la botta psicoattiva del THC, il CBD può essere un’opzione da valutare.

3. La cannabis può frenare ormoni chiave nella fase premestruale

Nella fase premestruale, detta anche fase luteale, gli sbalzi ormonali possono portare un sacco di sintomi: dolore, irritabilità, sbalzi d’umore, stanchezza e gonfiore.

In questa fase alcuni ormoni, come il progesterone, salgono parecchio, mentre altri, come gli estrogeni, scendono.

Quando questi sintomi sono troppo forti si parla di sindrome premestruale (SPM). Per tradizione i medici hanno prescritto progesterone in aggiunta per la SPM grave, ma ricerche più recenti indicano che questa terapia non funziona sempre.

L’idea più diffusa è che i sintomi premestruali anomali dipendano da livelli bassi di progesterone in un momento in cui dovrebbero essere alti. Però alcune manifestazioni della SPM sembrano legate al contrario a troppo progesterone e a pochi estrogeni.

Effetti della marijuana nella fase premestruale

È chiaro che i sintomi premestruali forti, quelli da SPM, nascono da sbalzi e squilibri ormonali. E ci sono indizi che la cannabis possa avere diversi effetti durante la fase luteale, il periodo tra l’ovulazione e l’arrivo delle mestruazioni.

La cannabis può:

  • Abbassare i livelli di progesterone.
  • Alterare i livelli di altri ormoni importanti, come la prolattina e il cortisolo.
  • Frenare l’ormone luteinizzante (LH).

I meccanismi precisi non sono ancora stati descritti del tutto, ma il sistema endocannabinoide ha chiaramente un ruolo chiave. Per questo alcuni ricercatori pensano che le donne con sintomi anomali in questa fase potrebbero trarre beneficio da terapie a base di cannabinoidi.

Filtrino di canapa per canne

In effetti, tante donne in tutto il mondo riferiscono sollievo usando cannabis nella fase premestruale. Questo sollievo però potrebbe dipendere dai noti effetti rilassanti e ansiolitici della cannabis più che da un’azione diretta sugli ormoni.

4. Il THC può accorciare il ciclo mestruale

Le ricerche attuali suggeriscono che il THC potrebbe accorciare il ciclo mestruale. In uno studio del 1986 sull’effetto del THC sull’ormone luteinizzante, le donne che avevano ricevuto cannabis hanno avuto cicli più corti rispetto a quelle che avevano ricevuto un placebo.

Cosa si è visto nei primati

Curiosamente, studi più vecchi sui primati hanno mostrato che il THC può alterare la durata del ciclo, ma non per forza accorciarla. Uno studio del 1980 sulle scimmie rhesus ha visto che le femmine trattate con THC avevano cicli molto più lunghi. In un caso il ciclo di una scimmia è arrivato a 145 giorni, contro i 30 abituali.

Servono altre ricerche

È evidente che servono altri studi per capire se e come il THC cambi la durata del ciclo nelle donne. Come per l’effetto sull’ovulazione, è possibile che chi lo usa con regolarità sviluppi presto tolleranza a qualsiasi effetto del THC sulla durata del ciclo.

5. Il THC può disturbare l’impianto dell’embrione nell’utero

Nell’ultimo decennio diversi studi hanno indagato come il sistema endocannabinoide influisca su passaggi chiave del concepimento e delle prime fasi della gravidanza.

Questi studi indicano che i livelli di anandamide cambiano molto nel corso del ciclo mestruale e toccano il minimo proprio durante la «finestra di impianto».

Cos’è la finestra di impianto

La finestra di impianto è il periodo in cui l’embrione può attecchire nell’endometrio, il rivestimento interno dell’utero. Di solito si apre tra 6 e 10 giorni dopo l’ovulazione e dura circa tre giorni.

Come il THC può incidere sull’impianto

Negli studi in cui l’anandamide è stata aumentata artificialmente in questa fase, l’impianto non è avvenuto. Visto che sia l’anandamide sia il THC attivano i recettori cannabinoidi, viene logico pensare che usare THC durante la finestra di impianto possa avere un effetto simile. Ma è un ragionamento semplicistico, e non per forza vale per un sistema complesso come quello endocannabinoide.

I nostri consigli

Servono altre ricerche per confermare il legame tra cannabis ricca di THC e il blocco dell’impianto dell’ovulo fecondato durante la finestra di impianto.

Nel frattempo, per andare sul sicuro, se usi cannabis e vuoi rimanere incinta è meglio smettere e parlarne con il tuo medico: non esiste un intervallo di tempo che si sappia sicuro, e in gravidanza e allattamento è sconsigliato usarla.

In sintesi: cosa fa la marijuana al ciclo mestruale

Il THC può avere diversi effetti sul ciclo mestruale, tra cui forse accorciarlo e interferire con l’impianto dell’embrione. Le ricerche vanno avanti e servono più prove per confermarli, ma se vuoi rimanere incinta tieni conto di queste possibili conseguenze del consumo di cannabis.