Cannabis nelle cure palliative: cosa dicono davvero gli studi sul dolore
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Cannabis nelle cure palliative: cosa dicono davvero gli studi sul dolore

I pazienti riferiscono sollievo, ma una revisione di 14 studi non ha trovato vantaggi chiari sul dolore da cancro. Ecco i numeri, prodotto per prodotto.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA


Nelle cure palliative molti pazienti riferiscono che la cannabis li aiuta con dolore, ansia, appetito e sonno, ma sul dolore da cancro le prove sono più deboli di quanto si pensi. Una revisione di 14 studi su 1823 persone non ha trovato che i farmaci a base di cannabis facciano meglio del placebo nel ridurre il dolore oncologico. L’interesse medico per la cannabis comunque cresce, soprattutto dove l’obiettivo è migliorare la qualità di vita di chi ha una malattia cronica o terminale.

Qui vediamo quali proprietà della cannabis sono state indicate come utili nelle cure palliative. Dal dolore all’ansia, fino all’appetito e alla qualità del sonno, ci sono pazienti che dicono di stare meglio grazie alla marijuana in situazioni mediche difficili, anche se le prove scientifiche sono più contrastanti di quanto si creda di solito.

Crema al CBD

I cannabinoidi, i principi attivi della marijuana, interagiscono con il sistema endocannabinoide del corpo umano, e questo potrebbe aiutare a gestire alcuni sintomi delle malattie gravi. Vediamo allora in che modo la marijuana potrebbe dare sollievo e conforto a chi è in cure palliative, per avere un quadro più completo del suo potenziale in questo campo della medicina.

L’olio di cannabis contro il dolore da cancro: cosa sappiamo

Il dolore legato al cancro è un problema enorme per chi affronta la malattia e pesa su qualità di vita e benessere. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda gli oppioidi, cioè farmaci simili alla morfina, per il dolore da moderato a forte causato dal cancro. Eppure da una persona su dieci fino a una su sei non trova abbastanza sollievo con queste terapie tradizionali.

Da dove nasce la ricerca sulla cannabis

Per cercare alternative efficaci si è studiato il potenziale dei prodotti a base di cannabis contro il dolore oncologico. Parliamo della pianta inalata o mangiata, ma anche di oli, spray o compresse con principi attivi estratti dalla pianta o prodotti in modo sintetico. Alcune persone dicono di trovare sollievo con i farmaci a base di cannabis, ma bisogna verificare in modo sistematico se funzionano davvero e se sono sicuri.

Obiettivi della revisione:

L’obiettivo principale era capire se i farmaci a base di cannabis alleviano il dolore nelle persone con cancro e individuare eventuali effetti indesiderati o dannosi.

Metodi:

È stata fatta una revisione approfondita degli studi clinici che confrontavano i farmaci a base di cannabis con altri trattamenti per il dolore oncologico negli adulti. I risultati sono stati valutati e l’affidabilità delle prove è stata giudicata tenendo conto di metodo e dimensioni degli studi.

Risultati:

In tutto sono stati trovati 14 studi con 1823 persone, con durate e dosi diverse. Quasi tutti sono stati fatti in Nord America, e diversi sono stati finanziati da aziende farmaceutiche.

I farmaci valutati comprendevano sia prodotti a base di THC e CBD derivati dalla pianta sia cannabinoidi sintetici che imitano gli effetti del THC. Non è stato trovato nessuno studio che usasse direttamente la pianta di cannabis.

Pianta di cannabis in una sala di coltivazione

Conclusioni della revisione:

La revisione offre un quadro completo dell’efficacia e della sicurezza dei farmaci a base di cannabis contro il dolore oncologico. I risultati dicono soprattutto che servono altre ricerche per capire meglio che ruolo possono avere queste terapie e se possono entrare nella gestione del dolore dei pazienti oncologici.

I risultati principali, prodotto per prodotto

Lo spray orale con THC e CBD funziona?

Lo spray orale con THC e CBD derivati dalla pianta non ha ridotto in modo significativo il dolore oncologico da moderato a forte rispetto al placebo, nonostante i pazienti prendessero già oppioidi.

Secondo i dati, circa il 32 % delle persone trattate con lo spray a base di cannabis ha riferito un miglioramento importante, contro il 23 % di chi ha ricevuto lo spray placebo.

In più, con lo spray alla cannabis il 19 % ha abbandonato il trattamento, poco più del 16 % visto con il placebo. Non ci sono state differenze significative negli effetti collaterali gravi tra i due gruppi.

E i cannabinoidi sintetici?

Un cannabinoide sintetico che imita gli effetti del THC non si è dimostrato più efficace del placebo nel ridurre il dolore legato a chemioterapia o radiochemioterapia in persone con tumori della testa e del collo e con alcuni tipi di tumore al polmone.

Il confronto con un farmaco simile alla morfina

Dopo la sospensione degli antidolorifici precedenti, una sola dose di un cannabinoide sintetico simile al THC non ha mostrato differenze significative nel ridurre il dolore oncologico da moderato a forte rispetto a una piccola dose singola di un farmaco simile alla morfina, nell’arco di tre-quattro ore e mezza.

Gocce di CBD per il dolore nelle cure palliative: cosa dice l’unico studio

Secondo l’unico studio disponibile, il CBD aggiunto alle cure palliative standard non sembra ridurre di più il dolore nelle persone con cancro avanzato.

I limiti delle prove:

Il dato secondo cui lo spray orale con THC e CBD non riduce il dolore oncologico forte, nonostante gli oppioidi, ha una certezza moderata. Gli studi però hanno dei limiti, come la mancanza di dettagli su tutti i trattamenti usati.

La certezza è bassa, invece, per i risultati sul cannabinoide sintetico, sia sul dolore da chemioterapia o radiochemioterapia sia nel confronto con i farmaci simili alla morfina, perché i dati sono pochi e gli studi piccoli.

Allo stesso modo, la certezza delle prove sull’efficacia del CBD nelle cure palliative è bassa, perché in questo campo gli studi sono pochissimi.