Cannabis per dormire e per l’ansia: cosa dicono gli studi
SALUTE

Cannabis per dormire e per l’ansia: cosa dicono gli studi

Aiuta a prendere sonno ma non è una cura per l’insonnia. E con l’ansia la dose fa tutta la differenza.

DI Redazione CosechaLibreLOTTO IT-09098 MIN DI LETTURA

La cannabis può aiutarti ad addormentarti prima, ma le prove che curi l’insonnia a lungo termine sono deboli. Con l’ansia il THC funziona al contrario di come ti aspetti: a dosi basse calma, a dosi alte la peggiora. Il CBD sembra più promettente per l’ansia, ma a dosi molto più alte di quelle che trovi in una boccetta qualsiasi.

Sonno: cosa succede davvero

Il THC accorcia il tempo che ci metti a prendere sonno, e su questo gli studi sono abbastanza d’accordo. Il rovescio della medaglia è che riduce la fase REM, quella dei sogni, e che il corpo si abitua in fretta: dopo qualche settimana di uso quotidiano l’effetto cala. Chi smette di colpo dopo mesi spesso dorme peggio per una o due settimane, con sogni molto vividi. Non è pericoloso, ma conviene saperlo prima.

Ansia: la dose è tutto

Il THC ha un effetto a due facce. Poco rilassa; tanto può farti partire la paranoia, il cuore in gola e i pensieri a mille. La soglia cambia da persona a persona e dipende anche da quanto sei abituato. Per questo «mi ha preso male» è una delle esperienze più comuni tra chi esagera, soprattutto con gli edibili.

Il CBD non sballa e negli studi sull’ansia ha dato risultati interessanti, ma con dosi singole alte, nell’ordine dei 300 milligrammi. Le poche gocce di un olio al 5 % sono un’altra cosa. E le ricerche sono ancora piccole: promettente non vuol dire dimostrato.

Se vuoi provare, fallo con la testa

  • Parti basso: 1–2,5 mg di THC, o una varietà con THC e CBD bilanciati.
  • Per il sonno, prendilo un’ora prima di andare a letto. Con gli edibili, anche due.
  • Non tutti i giorni: qualche sera di pausa a settimana rallenta l’assuefazione.
  • Non mischiare con alcol o sonniferi senza averne parlato con un medico.
  • Se l’ansia peggiora, fermati. Non è un problema di abitudine: è la dose o non fa per te.
Poco calma, tanto agita. Con l’ansia la differenza tra aiuto e problema sta in pochi milligrammi.

Chi dovrebbe lasciar perdere

Se hai avuto episodi psicotici o ci sono casi in famiglia, il THC è un rischio serio. Lo stesso vale in gravidanza, in allattamento e sotto i 25 anni, quando il cervello è ancora in costruzione. E se prendi farmaci, occhio alle interazioni: il CBD ne modifica parecchi, dagli anticoagulanti agli antiepilettici.

Tirando le somme

Per addormentarsi può aiutare, nel breve periodo e a dosi basse. Per l’ansia è un’arma a doppio taglio. Non è una cura e non è acqua fresca: è uno strumento, e funziona se lo usi sapendo cosa fa. In Italia l’unica strada legale per usarla come terapia passa dalla ricetta di un medico.