
La cannabis uccide i neuroni? Cosa fa davvero il THC al cervello
Il mito delle canne che bruciano il cervello, messo a confronto con quello che sappiamo su THC, memoria, età ed effetti a lungo termine.
Alla domanda se la cannabis «uccida» i neuroni non si risponde con un sì o un no: gli studi segnalano soprattutto effetti su memoria, attenzione e apprendimento, che dipendono da quanto spesso fumi, dall’età in cui hai cominciato e dal rapporto tra THC e CBD. Del legame tra il consumo di cime di marijuana e la salute del cervello si discute da decenni, e la domanda che torna sempre è se l’erba possa danneggiare i neuroni e quindi la funzione cerebrale nel lungo periodo.
Il dubbio è stato alimentato da vari studi e affermazioni secondo cui alcuni composti della cannabis, come il THC, possono pesare su memoria, concentrazione e altri processi cognitivi.

Le ricerche più recenti però hanno cominciato a fare chiarezza: la risposta non è così semplice e gli effetti dipendono da fattori come la frequenza d’uso, l’età di chi consuma e il rapporto tra composti come THC e CBD nella cannabis.
Che effetti hanno i cannabinoidi sul cervello?
La scoperta degli effetti del THC sul cervello è stata un bel salto per la scienza. Nel 1964 il chimico Raphael Mechoulam e il suo gruppo all’Università Ebraica di Gerusalemme identificarono il THC come principale composto psicoattivo della cannabis.
Con le loro ricerche scoprirono anche che il cervello umano produce un composto simile al THC, l’anandamide, che insieme al 2-arachidonoilglicerolo (2-AG) fa parte degli endocannabinoidi.
Gli endocannabinoidi hanno un ruolo chiave nel sistema endocannabinoide e agiscono sui neuroni attraverso recettori specifici sulla membrana neuronale. Questi recettori sono distribuiti in varie zone del cervello: ippocampo, ipotalamo, cervelletto, gangli della base e amigdala, tra le altre.
Proprio per questa distribuzione il THC attiva recettori diversi in punti diversi del cervello, e da qui nascono effetti e reazioni diverse.
Effetti a breve termine del THC sul cervello
Fumando, il THC viene assorbito dai polmoni e arriva in fretta nel sangue, per questo gli effetti sono immediati. Una volta nel cervello, il THC si lega ai recettori dei cannabinoidi e sovrastimola alcune cellule nervose. Questo può portare a effetti come:
- Euforia: sensazione di benessere e piacere
- Sensi alterati: soprattutto la percezione del tempo e dello spazio
- Allucinazioni e deliri (a dosi alte)
- Sbalzi d’umore e reazioni emotive intense
- Movimenti e coordinazione più limitati
- Difficoltà a risolvere problemi e memoria più debole
- Psicosi temporanea in caso di consumo elevato o regolare
In più il THC fa aumentare il rilascio di dopamina e stimola il sistema di ricompensa del cervello. Questo rinforza il piacere legato al consumo, ma contribuisce anche ad alcuni rischi a lungo termine.
Effetti a lungo termine della marijuana sul cervello
Un consumo prolungato, e iniziato da giovani, può incidere sulla funzione cerebrale, toccando memoria, apprendimento e la creazione di connessioni tra neuroni. Alcuni studi indicano che fumare spesso può influire su:
- Capacità di apprendimento e memoria: il cervello giovane è particolarmente vulnerabile, e ne risente la capacità di trattenere ed elaborare informazioni.
- Capacità di ragionare e risolvere problemi: man mano che si sviluppa una dipendenza psicologica, motivazione e concentrazione possono calare.
Tra gli effetti a lungo termine c’è anche il rischio di sviluppare una dipendenza psicologica, spinta soprattutto dal desiderio di rivivere gli effetti del THC.

Effetti fisici legati al consumo di cannabinoidi
L’uso prolungato di cannabis può dare anche effetti fisici e problemi di salute, come:
- Problemi respiratori in chi fuma spesso
- Battito accelerato, un rischio per chi ha problemi di cuore
- Nausea e vomito intensi nei casi di uso cronico
Effetti mentali del consumo prolungato dei diversi cannabinoidi
Sul fronte della salute mentale, un consumo prolungato e a dosi alte può peggiorare alcuni disturbi e sintomi, come:
- Allucinazioni ed episodi di paranoia
- Sintomi più forti in chi soffre di schizofrenia o ha precedenti di disturbi psicotici
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