CBD e fibromialgia: cosa può fare davvero per dolore e sonno
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CBD e fibromialgia: cosa può fare davvero per dolore e sonno

Dolore ovunque, notti in bianco, stanchezza che non passa: cosa sappiamo del CBD contro i sintomi, e cosa ancora no.

DI Redazione CosechaLibre6 MIN DI LETTURA

Il CBD non cura la fibromialgia, ma alcuni studi e molti pazienti indicano che può aiutare a gestirne i sintomi: dolore diffuso, sonno pessimo, ansia. La fibromialgia è una condizione cronica fatta di dolore in tutto il corpo, punti sensibili, stanchezza e notti disturbate, e trovare una terapia che funzioni è spesso un percorso a ostacoli. Qui vediamo cosa può fare il cannabidiolo, cosa no e come usarlo senza farsi illusioni.

Che cos’è la fibromialgia

Che cos’è la fibromialgia? È una condizione cronica che si manifesta con dolore muscolo-scheletrico diffuso in tutto il corpo e punti particolarmente sensibili in zone precise. Spesso si porta dietro una stanchezza che non se ne va, problemi a dormire, fatica a concentrarsi e altri sintomi che pesano parecchio sulla vita di tutti i giorni.

I sintomi della fibromialgia

I sintomi cambiano da persona a persona, ma i più comuni sono questi:

  • Dolore diffuso e continuo a muscoli e articolazioni.
  • Stanchezza cronica.
  • Problemi a dormire o insonnia.
  • Rigidità muscolare al mattino.
  • Difficoltà di concentrazione e vuoti di memoria.
  • Mal di testa.
  • Formicolio a mani e piedi.
  • Depressione e ansia.

Come si tratta la fibromialgia

Di solito il trattamento punta ad alleviare i sintomi e a migliorare la qualità della vita. Gli approcci più usati sono:

  • Farmaci: analgesici, antidepressivi e anticonvulsivanti per tenere a bada il dolore e dormire meglio.
  • Terapia fisica: fisioterapia e terapia occupazionale aiutano a recuperare funzionalità e a ridurre le limitazioni.
  • Attività fisica regolare: un esercizio dolce ma costante rinforza i muscoli e abbassa la stanchezza.
  • Terapia cognitivo-comportamentale: aiuta a costruirsi strumenti per gestire dolore e stress.
  • Terapie complementari: c’è chi cerca sollievo anche in agopuntura, chiropratica e rimedi naturali.
Crema al CBD

Che ruolo può avere il CBD nella fibromialgia?

Il cannabidiolo, o CBD, è un composto della cannabis che ha attirato parecchia attenzione per il suo potenziale contro dolore e infiammazione, senza lo sballo del THC (tetraidrocannabinolo).

CBD e sintomi della fibromialgia

  • Dolore: alcuni studi suggeriscono che il CBD possa ridurre l’intensità del dolore in chi ha la fibromialgia. Interagisce con il sistema endocannabinoide, che partecipa alla regolazione della percezione del dolore.
  • Sonno: dormire male è la norma con la fibromialgia. Molti pazienti riferiscono che il CBD li aiuta a rilassarsi e a fare un sonno più riposante.
  • Infiammazione: l’infiammazione cronica può contribuire al dolore. Le prime ricerche indicano che il CBD ha un’azione antinfiammatoria, anche se nell’uomo i dati sono ancora pochi.
  • Ansia e depressione: tanti pazienti con fibromialgia ci convivono. In alcuni studi il CBD ha mostrato effetti ansiolitici e antidepressivi.

Come usare il CBD per la fibromialgia: i consigli

  • Parlane con un medico: prima di usare il CBD per la fibromialgia, confrontati con chi ti segue. Il CBD può interagire con altri farmaci e va usato sotto controllo.
  • La dose giusta: cambia da persona a persona. Parti basso e sali piano, finché i sintomi non sono sotto controllo.
  • Qualità del prodotto: compra CBD di qualità, da fonti affidabili e con analisi verificabili. In giro c’è tanta fuffa.
  • Effetti collaterali: in genere il CBD è ben tollerato, ma qualcuno può avere bocca secca, cambi di appetito o diarrea. Di solito sono effetti lievi che passano col tempo.

Il CBD promette bene come supporto nella fibromialgia, ma prima di iniziare qualsiasi terapia serve il parere di un professionista. È una condizione complessa e, anche se ad alcuni pazienti il CBD dà sollievo, non esiste la soluzione che va bene per tutti. Seguito come si deve, per qualcuno può diventare un alleato per sentire meno dolore e vivere meglio.

CBD e THC sono la stessa cosa?

No, CBD e THC non sono la stessa cosa. La cannabis contiene più di 500 composti organici, e di questi più di 100 sono cannabinoidi. Tra tutti, per il loro interesse terapeutico, spiccano proprio CBD e THC. Il THC, il tetraidrocannabinolo, è il principale composto psicotropo della pianta: è lui che ti fa sentire fatto.

Il CBD non sballa; il THC sì. Ma entrambi hanno un interesse terapeutico importante, che cresce quando «lavorano» insieme: si parla di effetto sinergico. Il CBD potrebbe potenziare alcune proprietà del THC, come quelle analgesiche (quelle antitumorali sono state studiate solo in laboratorio), e allo stesso tempo smorzarne l’effetto psicoattivo.

CBD: che cos’è e a cosa serve?

Il CBD è stato approvato per la prima volta come farmaco nel 2018 dalla Food and Drug Administration statunitense (FDA), con il nome di «Epidiolex», per le crisi convulsive dei bambini con forme gravi di epilessia. A parte questo, tantissime persone nel mondo usano il CBD per vari disturbi, dal dolore al sonno al benessere in generale.

Oltre che in alcune forme di epilessia, alcuni studi suggeriscono che il CBD possa aiutare a ridurre l’ansia in persone con schizofrenia o psicosi, o con diverse dipendenze.

Il CBD ha tante potenzialità terapeutiche. Si studia il suo effetto su stress, depressione e disturbi psichiatrici, e anche come neuroprotettore e miorilassante: per questo alcuni professionisti lo propongono come terapia palliativa per il dolore e altri sintomi di malessere.

L’olio di cannabis ricco di CBD viene usato ogni giorno come integratore, rimedio topico o terapia farmacologica, per alleviare:

  • il dolore cronico,
  • l’infiammazione nelle malattie infiammatorie dell’intestino o della pelle,
  • l’ansia,
  • la depressione,
  • la gravità e la frequenza delle crisi nelle epilessie farmacoresistenti, ecc.

L’olio di cannabis viene usato anche per i sintomi di malattie neurologiche o neuropsichiatriche come:

  • sclerosi multipla,
  • Alzheimer,
  • Parkinson,
  • schizofrenia.

Il CBD è solo una delle oltre 500 sostanze attive diverse della marijuana, e uno degli oltre 100 cannabinoidi conosciuti finora.

Olio di CBD

Come agisce il CBD nel cervello

Cervello, midollo spinale e sistema nervoso periferico ospitano i recettori CB1 e CB2, che interagiscono con i cannabinoidi. Questo sistema partecipa alle risposte naturali del corpo a stress, ansia e dolore. L’omeostasi è il modo in cui il corpo tiene in equilibrio le sue funzioni, e alcune ricerche suggeriscono che l’olio di CBD possa dare una mano a questo processo naturale.

Il CBD e il sistema endocannabinoide

Come prendere l’olio di CBD per il dolore

Il CBD si può prendere per bocca o applicare sulla pelle, dipende dal prodotto. Le opzioni sono tante: oli e capsule molli, che secondo i produttori aiutano con l’ansia, sali da bagno rilassanti, creme e oli, e altro ancora. Certo, si può anche fumare, ma se usi il CBD per motivi terapeutici meglio evitare la combustione e scegliere formati più sani. 

Diversi studi hanno mostrato che il CBD ha un buon effetto anticonvulsivante in alcune forme di epilessia, e il suo uso è cresciuto tantissimo anche perché non sballa.

Grazie alle tecniche di coltivazione di oggi, si possono coltivare varietà che contengono quasi solo CBD, senza bisogno di assumere il THC, il cannabinoide psicoattivo.