Coltivare cannabis su larga scala: cosa devi sapere, secondo Fernando Saicha
COLTIVAZIONE

Coltivare cannabis su larga scala: cosa devi sapere, secondo Fernando Saicha

Il consulente che ha lavorato alla legalizzazione in Uruguay spiega da dove si parte quando le piante diventano migliaia.

DI Redazione CosechaLibre6 MIN DI LETTURA
Per mettere in piedi una coltivazione di cannabis su larga scala, la prima cosa è il piano: a cosa serve (uso ricreativo o terapeutico) e con quali risorse economiche, umane e tecnologiche. Solo dopo si sceglie tra outdoor, indoor o serra, ognuno con i suoi pro e contro. Siamo abituati a leggere di coltivazioni per uso personale, piccole. In Argentina la produzione e la distribuzione su larga scala, terapeutica o ricreativa, sono illegali. Ma proprio lì accanto c’è l’Uruguay, dove dal 2013 la coltivazione, la vendita e il consumo di cannabis per uso ricreativo sono regolati per legge. Uno dei pionieri del settore è Fernando Saicha, che ha dato la sua consulenza in diversi passaggi del percorso che ha reso l’Uruguay il primo paese al mondo a legalizzare la cannabis a livello nazionale, e che lavora con coltivazioni fino a 5000 piante. Qui ci racconta quali sono i fattori più importanti quando si coltiva in quantità mostruose. Di @fernandosaicha  La cosa più importante da tenere a mente è il piano. Prima di tutto, definiamo: a cosa serve la coltivazione che vogliamo montare? Uso ricreativo? Terapeutico? Poi vanno definite le risorse (economiche, umane, tecnologiche). Tutto questo deve essere chiaro nel progetto, per non pianificare qualcosa che poi non si riesce a realizzare. Con queste due variabili ben definite possiamo montare una coltivazione grossa e gestirla come si deve. . Ogni modalità (indoor o outdoor, outdoor in campo aperto o in serra, coltivazione stagionale o continua) ha i suoi vantaggi e svantaggi. Coltivare outdoor in stagione costa poco, perché sole e acqua li mette la natura, ma il raccolto corre dei rischi: parassiti, maltempo, siccità e alluvioni possono decimare campi interi, e hai una sola occasione all’anno, durante il ciclo di vita naturale della pianta (la fonte, dall’emisfero sud, dice da settembre ad aprile; qui da noi corrisponde più o meno a marzo-ottobre). La coltivazione indoor è più sicura, ma è quella che chiede più risorse.

Coltivazione di cannabis su larga scala

Il grosso vantaggio è che gestisci i cicli come vuoi, quindi puoi fare più raccolti all’anno invece di uno solo. Ed è più facile da controllare sotto ogni aspetto: nutrizione, dimensioni, parassiti, tutto si controlla e si automatizza meglio. . La serra sta a metà strada tra il campo aperto e l’indoor. Né del tutto fuori, né del tutto dentro. Sei riparato dal clima e la luce è naturale, mentre l’irrigazione no, e la ventilazione dipende dal budget: o apri i teli a mano, o usi i ventilatori. . [video width="1080" height="1080" mp4="https://j4znbfye6jqi9wfg.public.blob.vercel-storage.com/uploads/04-Abril-11-FER-S-5000-FEED.mp4"][/video] In un certo senso è il meglio dei due mondi per una coltivazione grossa: sfrutti la luce del sole, hai un po’ di riparo dal maltempo e, a seconda delle risorse, puoi gestire i cicli e fare più di un raccolto all’anno (oscurando o illuminando artificialmente), senza essere troppo esposto al clima, alla stagione o ai costi dell’indoor. Per cosa, con cosa e come. Questa è la cosa più importante, la prima da definire. . Poi vengono la posizione, la qualità del suolo e dell’acqua, la sicurezza, l’attrezzatura e così via. Ma la base è un buon piano! Definiamo: a cosa serve la coltivazione? Uso ricreativo? Terapeutico? Quali risorse abbiamo? Economiche? Umane? Tecnologiche? Tutto questo deve essere chiaro nel progetto, per non pianificare qualcosa che poi non si riesce a realizzare. . Con queste due variabili ben definite possiamo montare una coltivazione grossa e gestirla come si deve.

Cosa devo considerare prima di avviare una coltivazione?

Quando coltivi cannabis ci sono alcuni aspetti chiave da tenere d’occhio. Il primo: conoscere e rispettare le leggi e le regole locali su coltivazione e uso della marijuana. Ogni paese e ogni regione ha le sue norme, quindi devi essere sicuro di muoverti dentro i limiti di legge. Poi c’è lo spazio, che è fondamentale. Puoi coltivare indoor, outdoor o in serra, e ogni opzione ha i suoi vantaggi e le sue complicazioni. Indoor, per esempio, controlli l’ambiente con più precisione e non dipendi dal clima esterno. Outdoor, invece, le piante si godono luce naturale e aria fresca, ma devi fare i conti con le stagioni e il clima della tua zona. Anche l’ambiente in cui coltivi conta tantissimo. Devi tenere sotto controllo temperatura, umidità e ventilazione perché le piante crescano sane. Trovare il giusto equilibrio tra questi fattori è metà del successo. Inoltre conviene scegliere con cura le varietà da coltivare, guardando caratteristiche ed esigenze di ciascuna. Quando scegli i semi puoi andare su indica, sativa o ibride, a seconda dei tuoi gusti e dei tuoi obiettivi. Ed è fondamentale avere le conoscenze giuste sulle tecniche di coltivazione: gestione dei nutrienti, irrigazione, potatura, difesa da parassiti e malattie. Studiarti questi aspetti ti aiuta a tirare fuori il massimo in resa e qualità. Insomma, per una coltivazione di cannabis che funzioni devi informarti sulle leggi e sulle regole locali, scegliere lo spazio e l’ambiente adatti, prendere le varietà giuste, imparare le tecniche di coltivazione e seguire le piante con costanza. Se tieni conto di tutto questo, crei le condizioni migliori per coltivare e ottenere i risultati migliori possibili.

Quali sono i diversi tipi di coltivazione?

Ci sono diversi tipi di coltivazione di marijuana o cannabis, ognuno con le sue caratteristiche e i suoi accorgimenti. Ecco i più comuni:
  1. Coltivazione outdoor: si fa all’aperto, sfruttando la luce naturale del sole. Va meglio nelle zone con un clima favorevole e sole a sufficienza. Chi coltiva all’aperto deve pensare alla posizione, alla difesa dai parassiti e al controllo delle malattie.
  2. Coltivazione indoor: si fa in spazi controllati, come armadi di coltivazione o stanze dedicate. Questo metodo ti dà più controllo su luce, temperatura, umidità e ventilazione. Può richiedere investimenti in illuminazione, ventilazione e sistemi di controllo del clima.
  3. Coltivazione casalinga: si fa in casa, di solito in piccole quantità per uso personale. Può voler dire armadi di coltivazione, growbox o altri spazi adattati all’indoor. Chi coltiva in casa deve fare attenzione agli aspetti legali, avere le conoscenze giuste e procurarsi l’attrezzatura necessaria.

Fernando è anche docente nei corsi di CosechaLibre in Argentina. Ha partecipato alla versione 1 e alla versione 2 del corso di coltivazione e al corso di idroponica.  Clicca QUI per saperne di più!