Come fertilizzare la cannabis: autofiorenti e fotoperiodiche
COLTIVAZIONE

Come fertilizzare la cannabis: autofiorenti e fotoperiodiche

Quando dare il primo fertilizzante a un’autofiorente, quali nutrienti le servono, come farla crescere di più e quando conviene una fotoperiodica.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

Quando cominciare a fertilizzare un’autofiorente?

Un’autofiorente si comincia a fertilizzare di solito verso la seconda o terza settimana dalla germinazione, con dosi leggere che si alzano piano piano, perché il suo ciclo è corto e va in fioritura da sola. Il segreto è andarci piano: con le autofiorenti un errore di nutrienti non hai il tempo di recuperarlo.

In generale si consiglia di partire quando le piantine hanno qualche settimana, appunto intorno alla seconda o terza settimana dopo la germinazione. All’inizio meglio usare fertilizzanti specifici per cannabis o fertilizzanti organici pensati per la marijuana, perché danno i nutrienti giusti nelle proporzioni giuste per uno sviluppo ottimale.

Segui le istruzioni del produttore e non esagerare con le dosi: troppi nutrienti possono causare un blocco dell’assorbimento o addirittura danneggiare la pianta. Guarda le piante da vicino e stai attento ai segni di carenze o eccessi, così puoi correggere la fertilizzazione di conseguenza.

Tieni presente anche che il tipo di substrato e la grandezza del vaso cambiano quello di cui ha bisogno la pianta. Un buon equilibrio di nutrienti è fondamentale per una crescita sana e per avere più cime possibile da un’autofiorente.

Di quali nutrienti ha bisogno un’autofiorente?

Le autofiorenti, come qualsiasi altra varietà di marijuana, hanno bisogno di una serie di nutrienti essenziali per crescere sane e produrre bene. Questi nutrienti si dividono in tre categorie principali: macronutrienti, micronutrienti e oligoelementi. Ecco alcuni dei più importanti:

  1. Azoto (N): è essenziale per la crescita vegetativa, per fare foglie verdi e per la sintesi delle proteine. È un macronutriente fondamentale nelle prime fasi.
  2. Fosforo (P): è essenziale per radici forti e per la produzione di fiori e cime. È un macronutriente importante in fioritura.
  3. Potassio (K): serve per avere cime dense e per rendere la pianta più resistente a malattie e stress. Anche questo è un macronutriente chiave in fioritura.
  4. Calcio (Ca) e magnesio (Mg): sono importanti per una struttura cellulare sana e per prevenire carenze legate al pH e al terreno.
  5. Ferro (Fe), manganese (Mn), zinco (Zn), rame (Cu), boro (B) e molibdeno (Mo): sono micronutrienti e oligoelementi essenziali per varie funzioni metaboliche e per evitare carenze.

Ci sono diverse marche di fertilizzanti specifici per la cannabis, con mix di nutrienti pensati per ogni fase di crescita e fioritura. Tra le più conosciute ci sono Advanced Nutrients, BioBizz, Canna e General Hydroponics, e non solo.

Oltre ai fertilizzanti in commercio puoi usare anche fertilizzanti fatti in casa, come infusi di compost, tè di compost o soluzioni di nutrienti naturali. L’importante è dare i nutrienti nelle quantità giuste e bilanciate, per evitare carenze o eccessi che possono rovinare la salute della pianta. Osservare la pianta da vicino e regolare la fertilizzazione in base a quello che chiede ogni fase è la chiave per far andare bene un’autofiorente.

Come far crescere di più un’autofiorente?

Per far crescere più grande e sana la tua autofiorente puoi seguire questi consigli:

  1. Substrato giusto: usa un terriccio di qualità che contenga i nutrienti che servono alla pianta. Un substrato arricchito aiuta lo sviluppo fin dall’inizio.
  2. Vaso adatto: scegli un vaso abbastanza grande da far sviluppare bene le radici. Un vaso più grande dà più spazio alle radici e la pianta cresce meglio.
  3. Luce adeguata: assicurati che la tua autofiorente riceva luce a sufficienza. Le piante di cannabis hanno bisogno di una buona illuminazione per crescere al meglio. Se coltivi indoor, valuta lampade da coltivazione LED, HPS o CFL di buona qualità.
  4. Nutrienti bilanciati: dai i nutrienti giusti per ogni fase. Usa fertilizzanti specifici per cannabis con quello che serve in ogni momento, come l’azoto in vegetativa e fosforo e potassio in fioritura.
  5. Irrigazione giusta: annaffia con regolarità per evitare stress idrico e mancanza d’acqua. Ma non esagerare, perché l’acqua in eccesso dà problemi alle radici e frena la crescita.
  6. Temperatura e umidità: tieni temperatura e umidità giuste nell’ambiente di coltivazione. Le temperature ottimali vanno dai 20 ai 28 °C di giorno e dai 18 ai 22 °C circa di notte.
  7. Potature e training: puoi fare potature mirate e piegare la pianta perché si sviluppi più aperta e prenda la luce in modo più uniforme. Così anche i rami bassi ricevono abbastanza luce e la pianta cresce di più nel complesso.
  8. Difesa da parassiti e malattie: controlla spesso la pianta per beccare qualsiasi segno di parassiti o malattie e, se serve, intervieni per prevenire o correggere. Parassiti e malattie possono frenare crescita e sviluppo.

Con questi consigli puoi migliorare la crescita e la grandezza della tua autofiorente e portare a casa un raccolto più abbondante e sano. Ricordati che ogni pianta è unica e può chiedere aggiustamenti specifici, quindi seguila da vicino e cambia quello che serve.

Meglio autofiorenti o fotoperiodiche?

La scelta tra semi autofiorenti e fotoperiodici (regolari o femminizzati) dipende dai tuoi gusti, da cosa vuoi ottenere e dalle condizioni in cui pensi di coltivare.

Le autofiorenti hanno il vantaggio di un ciclo di vita più corto, perché fioriscono da sole senza dipendere dal fotoperiodo. Vuol dire che si possono coltivare in quasi ogni periodo dell’anno e in climi molto diversi, e per questo sono perfette per chi è alle prime armi o per chi vuole un raccolto veloce. In più restano più basse, quindi vanno benissimo negli spazi piccoli o per chi vuole stare discreto.

Le fotoperiodiche, invece, hanno bisogno di un fotoperiodo preciso per andare in fioritura. Questo dà al grower più controllo sulla crescita e sulla fioritura, e con le condizioni giuste può voler dire raccolti più abbondanti e piante più grandi. Ed essendo piante più grosse, in mano a un grower esperto le fotoperiodiche possono rendere più delle autofiorenti.

Insomma, le autofiorenti sono ideali per chi cerca raccolti veloci, ha poco spazio o vuole coltivare in modo più semplice; le fotoperiodiche le preferisce chi vuole più controllo sulla crescita e rese più alte. La scelta dipende da cosa ti serve e da come ti piace coltivare.