
Come montare un indoor: growbox, luci e piante per m²
Dalla growbox alla stanza adattata: quante piante ci stanno per metro quadro, quanti watt ti servono e quante ore di luce dare.
Per montare un indoor ti servono quattro cose: uno spazio chiuso e buio, una lampada adatta alla sua superficie, un ricambio d’aria con estrattore e ventilatori, e un piano su quante piante metterci. La prima scelta, quella da cui dipende tutto il resto, è il posto dove staranno le piante, e qui hai due strade:
1- Comprare una growbox
2- Adattare uno spazio di casa per coltivare
Se scegli la growbox, vedrai che è uno dei modi più facili e comodi per partire, perché tutta la struttura arriva pronta: la monti, attacchi la spina e via.
Ne trovi di tutte le misure, per qualsiasi spazio: dalle 60x60 per chi ha poco posto, a quelle più larghe da 120x120, fino a quelle giganti da 240x240.
I vantaggi di una growbox sono parecchi, eccone alcuni:
a- È fatta apposta per ospitare tutto quello che ti serve dentro per far crescere bene le piante (riflettori, ventilatori, estrattore, tubi, ecc.).
b- Il telo è impermeabile sia all’acqua che alla luce, quindi la coltivazione resta discreta e le piante non vengono disturbate dalla luce di fuori.
c- Le pareti interne sono di materiale riflettente, così sfrutti meglio la luce.
La seconda strada è adattare un armadio o una stanza. In questo caso c’è un po’ più di lavoro da fare, perché qualche impianto lo devi montare tu.
Di solito vuol dire installare luci specifiche per la coltivazione, mettere materiale riflettente sulle pareti per aumentare la luce, coprire le finestre con tessuto oscurante (black-out) perché la luce non entri né esca, coprire il pavimento con teli di plastica per non rovinarlo con l’acqua, e montare ventilazione ed estrazione per avere un buon ricircolo d’aria.

Quante piante ci stanno in un metro quadro?
È una delle domande che fa chiunque inizi a coltivare indoor. E la risposta non è semplice, perché dipende da una serie di fattori:
a- La dimensione della pianta: puoi scegliere poche piante grandi o, al contrario, tante piccole. Qualunque cosa decidi, tieni conto che curarne due non è come curarne sette o dieci.
b- Il tempo che riesci a dedicarci pesa parecchio sulla decisione.
c- La misura dei vasi: più è grande il vaso, più spazio ha la pianta per svilupparsi e più cresce. Un vaso medio sta più o meno sugli 11 litri.
d- Il tipo di varietà: di solito le sativa crescono più alte e slanciate, mentre le indica restano più basse e robuste. In più, le prime ci mettono di più a fiorire.
e- Autofiorenti o femminizzate: le autofiorenti sono più piccole e fioriscono in 2 mesi, mentre le femminizzate possono crescere parecchio e di solito vogliono almeno 2 mesi di fioritura. In genere gli si dà almeno un mese di vegetativa.
f- La potenza della luce: se lo spazio è bello grande ma hai solo una lampada da 250 watt, non ha senso metterci 10-12 piante.
g- La durata della vegetativa: se la fase vegetativa è corta (parliamo di circa un mese), le piante restano più piccole e quindi puoi metterne di più. Al contrario, più tempo in vegetativa vuol dire piante di marijuana più grandi.
h- Le tecniche che userai: se vai con una tecnica specifica come lo SCROG, puoi mettere una o due piante per m², perché l’idea è che con la rete i rami coprano tutto lo spazio. Se invece usi la tecnica SOG, cerchi tante cime principali che occupino poco spazio, con parecchi vasi.
Quanti watt servono per il tuo indoor in base allo spazio? Con lampade al sodio (HPS) e agli alogenuri metallici
Come si sa da anni, il sodio è stato uno dei tipi di luce più usati per coltivare marijuana, per i risultati da paura che dà sul raccolto. Il problema grosso di questa luce è che scalda tantissimo e fa schizzare la bolletta. Per questo di solito non si consiglia per spazi molto piccoli (tipo le growbox da 40x40).
Tenendo conto di questo, l’ideale è seguire queste indicazioni perché il tuo indoor vada alla grande:
a- Watt in base allo spazio:
60x60 cm con 250 W
80x80 cm con 400 W
1x1 m con 600 W
In commercio trovi anche lampade da 1.000 W. Però a chi ha appena cominciato a coltivare indoor non si consigliano, perché scaldano un sacco e, per farle rendere, devi saperle gestire e sfruttare al massimo.
Per sfruttare meglio le lampade al sodio è importante usare un buon riflettore che distribuisca la luce in modo uniforme, così le piante crescono robuste e forti. In più un cooltube ci starebbe bene per abbassare la temperatura di qualche grado.
b- Pannelli LED: danno risultati simili al sodio. Il vantaggio? Consumano meno corrente e scaldano molto meno.
Quando devi scegliere il LED per il tuo indoor, l’ideale è guardare la quantità di luce utile per la pianta che il pannello emette davvero, non i watt dichiarati dal produttore. Vuol dire che un pannello LED da 1000 W può non essere la scelta migliore se rende solo il 15-20%, come succede con certi pannelli: in quel caso alle piante arriverebbero solo 150-200 W.
Per sapere quanto spazio copre un pannello LED, l’ideale è che il produttore ti dia già un grafico con la quantità di radiazione utile su una certa superficie (il PPFD, che si misura in μmol/m²/s). Questo valore cambia in base all’altezza a cui viene misurato.
Così sai quanto spazio copre il pannello e puoi capire se basta per lo spazio che hai a disposizione per le piante.
Tieni presente che nelle prime fasi, con talee o piante madri, il LED va messo più lontano e bastano 200-400 μmol/m²/s. In vegetativa si sale a 400-600 e in fioritura l’intensità deve essere più alta, tra 600 e 900.
Avere un indoor non è difficile se ti prepari prima con tutto quello che ti abbiamo lasciato qui sopra e fai particolare attenzione allo spazio e alle genetiche che scegli.
Quante ore di luce servono a una pianta indoor?
Le ore di luce che servono alle piante di cannabis indoor cambiano in base alla fase di crescita in cui si trovano. In generale, durante la fase vegetativa si consiglia di dare dalle 18 alle 24 ore di luce continua al giorno. In fioritura si passa a 12 ore di luce e 12 di buio alternate, per stimolare la formazione dei fiori.
Ricordati che un indoor casalingo richiede una pianificazione attenta di illuminazione, ventilazione e degli altri fattori ambientali, per creare l’ambiente giusto per far crescere le piante. Le luci LED sono una scelta molto diffusa per l’indoor, perché consumano poco e danno la quantità e la qualità di luce che servono alla crescita della cannabis.
Oltre alla luce, anche la ventilazione è importante in un indoor per mantenere l’ambiente adatto alle piante. I ventilatori servono a far circolare l’aria e aiutano a tenere umidità e temperatura ai livelli giusti dentro lo spazio di coltivazione.
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