Come curare un indoor: ventilazione, umidità e annaffiature
COLTIVAZIONE

Come curare un indoor: ventilazione, umidità e annaffiature

Aria che gira, umidità giusta per ogni fase e acqua solo quando serve: le basi per tirare fuori erba decente al chiuso.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

Curare un indoor: cosa serve per un indoor che funziona?

Per un indoor che funziona servono soprattutto luce e ventilazione fatte bene: aria che si ricambia di continuo, umidità e temperatura giuste per ogni fase e annaffiature solo quando il substrato si è un po’ asciugato. Coltivare al chiuso, in growbox o in un armadio, è una delle scelte più diffuse tra i grower proprio perché ti fa controllare meglio i fattori ambientali: ventilazione, umidità, temperatura, distanza tra luci e piante, irrigazione e nutrienti, tra le altre cose. 

Il ricambio d’aria è uno di quegli aspetti della coltivazione a cui si rischia di non dare abbastanza peso, soprattutto all’inizio. Montare una stanza di coltivazione che funzioni è il primo passo per coltivare e raccogliere cannabis di qualità, e la ventilazione è la chiave.

Luce e ventilazione sono due delle cose più importanti quando monti un indoor. Lavorano insieme e ti permettono di controllare l’ambiente della stanza, come temperatura e umidità. Genetiche, nutrienti, vasi e tutto il resto contano, ma senza la luce e la ventilazione giuste tirare fuori un’erba decente diventa una vera impresa.

Un buon impianto di ventilazione sfrutta ventilatori ed estrattori con filtro a carboni attivi: porta aria fresca nello spazio di coltivazione e intanto tiene a bada l’odore forte mentre tira fuori l’aria viziata.

Le piante di cannabis hanno bisogno di aria fresca in continuazione per funzionare bene. Le foglie assorbono la CO2 e con la fotosintesi la trasformano in zuccheri per la pianta. L’ossigeno esce dai pori (gli stomi) sotto le foglie e alla fine viene estratto, così nella stanza può entrare altra CO2.

Come per noi, l’aria è fondamentale per la salute e la sopravvivenza di una pianta di cannabis. Se non ne ha abbastanza, rischia diversi problemi: crescita lenta, carenze, rese basse o addirittura la morte.

Controllare il ricambio d’aria ti permette di controllare con più precisione anche umidità e temperatura nella stanza. Umidità e temperatura ottimali servono perché la pianta assorba acqua e traspiri al ritmo giusto.

L’ideale è avere un termoigrometro che misuri sia l’umidità sia la temperatura. Metterne 2 o 3 in giro per la stanza è un buon modo per avere una lettura generale e vedere se aria e umidità sono distribuite in modo uniforme.

Avere tutto sotto controllo è importante perché, man mano che la pianta cresce, bisogna aggiustare il tiro. Per la maggior parte delle varietà di cannabis, l’umidità in ogni fase dovrebbe stare in questi intervalli:

  • Piantine e talee: 65-70 %.
  • Vegetativa: 40-70 %.
  • Fioritura: 40-50 %.
  • Ultime settimane di fioritura: 30-40 %.

Consiglio da grower a grower: di notte meglio temperature più basse. Prova ad abbassarle piano piano verso la fine della fioritura (come succede d’inverno all’aperto), ma se puoi evita di scendere sotto i 15-16 °C.

Infine, tieni a mente questi consigli quando monti un impianto di ventilazione efficiente:

· Troppa aria diretta può causare «bruciature da vento»: meglio più ventilatori oscillanti a potenza bassa che un ventilatore solo sparato al massimo.

· Monta la ventilazione prima delle luci: è più comodo e rischi meno di rompere lampade e lampadine mentre lavori.

· Assicurati che i raccordi siano sigillati alla perfezione, così ventilatore e filtro a carboni rendono al massimo.

· La cosa migliore è tenere i ventilatori accesi 24 ore su 24. Alcuni hanno sensori di temperatura e umidità che li fanno accelerare o rallentare per mantenere le condizioni giuste. 

· Per far respirare meglio le piante, spruzza acqua tiepida sulle foglie una o due volte durante la crescita, così togli la polvere che può tappare gli stomi.

Quante volte si annaffia una pianta indoor?

Quante volte annaffiare in un indoor dipende da diversi fattori: il tipo di substrato, la misura del vaso, la fase della pianta e le condizioni ambientali. Non c’è una regola fissa, ma ci sono alcune cose da tenere d’occhio.

In generale, conviene lasciare che il substrato si asciughi un po’ tra un’annaffiatura e l’altra, per evitare troppa umidità e possibili malattie delle radici. Un modo classico per capire quando annaffiare è infilare un dito nel substrato fino alla prima falange. Se a quella profondità lo senti asciutto, probabilmente è il momento di dare acqua.

Ricorda però che ogni pianta è diversa e può avere bisogno di più o meno acqua. Osserva le piante da vicino e fai caso ai segnali che ti danno. Per esempio, se le foglie si afflosciano o ingialliscono, può essere un segno che hanno sete. Se invece il substrato è sempre bagnato e le radici sembrano sane, è possibile che tu stia annaffiando troppo.

E non conta solo quanto spesso, ma anche quanto. Annaffia abbastanza perché l’acqua arrivi a tutte le radici, ma senza allagare il substrato.

Ricorda che l’irrigazione dipende anche da altri fattori, come temperatura e umidità dell’ambiente. Con il caldo o con l’aria secca, le piante potrebbero aver bisogno di acqua più spesso.

cannabis

Cosa succede se un indoor non ha ventilazione?

Se un indoor di cannabis non ha una ventilazione adeguata, ci sono diversi effetti negativi sulle piante e sull’ambiente. Uno dei problemi principali è l’accumulo di calore. Senza ricambio, l’aria calda resta intrappolata nello spazio di coltivazione e la temperatura può salire parecchio. Il caldo eccessivo stressa e danneggia le piante, frenandone lo sviluppo e la crescita. In più può dare problemi di traspirazione e rendere difficile l’assorbimento dei nutrienti, con una crescita stentata e meno fiori.

Un altro problema legato alla mancanza di ventilazione è l’umidità che sale. Senza un buon flusso d’aria, l’umidità si accumula nell’ambiente e sulla superficie delle piante, creando il terreno ideale per malattie fungine come peronospora e oidio. Sono malattie che possono danneggiare seriamente le piante e compromettere qualità e quantità del raccolto.

Infine, senza ventilazione l’aria non si rinnova e non entra anidride carbonica (CO2), che è indispensabile per la fotosintesi. Se la CO2 non basta, crescita e produzione delle piante ne risentono.

Potrebbe interessarti anche