Fa più male il tabacco o la marijuana? Canne e sigarette a confronto
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Fa più male il tabacco o la marijuana? Canne e sigarette a confronto

Bruciare una pianta fa male ai polmoni, qualunque sia la pianta. Ma tra sigaretta e canna le differenze ci sono, e qualche studio sui cannabinoidi sorprende.

DI Redazione CosechaLibre7 MIN DI LETTURA

Fanno male tutti e due, perché qualsiasi combustione libera sostanze cancerogene e tossiche che danneggiano i polmoni. Il tabacco però ha in più la nicotina, che crea una forte dipendenza, ed è legato con certezza a cancro, malattie cardiache e BPCO; per la marijuana il legame diretto con il cancro ai polmoni è meno chiaro, e alcuni studi ipotizzano perfino un effetto protettivo dei cannabinoidi. Il tabacco è da anni il bersaglio delle campagne di salute pubblica, mentre la cannabis viene accettata e legalizzata in sempre più paesi: per questo, tra i medici e non solo, ci si interroga sui suoi effetti e sulla sua sicurezza relativa.

Capire i danni potenziali di ciascuna sostanza è fondamentale per decidere in modo informato. Vediamo differenze e punti in comune tra i rischi delle sigarette e quelli della marijuana, sia per il corpo sia per la mente.

Fumare marijuana o fumare tabacco: gli effetti a confronto

Respirare qualsiasi tipo di fumo fa male ai polmoni, che venga da una canna, da una sigaretta o da un falò. Bruciare materiale vegetale libera sostanze cancerogene e tossine, e quando le inaliamo aumenta il rischio di malattie respiratorie.

Ma c’è differenza tra fumare tabacco tutti i giorni e fumare spesso marijuana, che sia in canna, in pipa o nel bong?

Prima di arrivare alle ricerche secondo cui alcuni composti della cannabis potrebbero contrastare parte dei danni del fumo, vediamo come fumare queste due piante espone il corpo a residui pericolosi.

Tabacco: tutte le sostanze cancerogene che ti porta

Non è un segreto che le sigarette siano piene di sostanze chimiche nocive. Il fumo di tabacco contiene più di 7000 sostanze chimiche, e di almeno 250 si sa che sono dannose. Tra queste:

  • Arsenico
  • Benzene
  • Cadmio
  • Cromo
  • Nichel
  • Formaldeide

L’esposizione frequente a queste sostanze danneggia quasi tutti gli organi del corpo: provoca stress ossidativo, infiammazione e danni al DNA che si traducono in una lunga lista di malattie, tra cui:

  • Molti tipi di cancro
  • Malattie cardiache
  • Aneurisma
  • Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)
  • Diabete
  • Artrite

Nonostante tutto questo, milioni di persone nel mondo continuano a fumare. La nicotina, il principio attivo del tabacco, crea dipendenza, sia mentale sia fisica.

Oltre alla voglia continua dei suoi effetti fisiologici, la gente si attacca anche al gesto e al rituale della sigaretta. Il risultato? Più di 8 milioni di morti all’anno nel mondo.

Gli effetti collaterali della marijuana: diversi, ma non migliori

Tanti appassionati di marijuana non vogliono sentir dire che possa fare male alla salute. «È naturale al 100%», ti rispondono. Ma di solito è una fantasia ideologica, non il risultato di un’analisi scientifica.

La verità è che anche fumare erba espone il corpo a sostanze chimiche pericolose. Ecco qualche dato che la maggior parte di chi fuma canne non vuole sentire:

  • Chi fuma marijuana tende a fare tirate più profonde di chi fuma tabacco, e così si espone a più catrame.
  • Il fumo di marijuana è collegato alla bronchite cronica e danneggia il rivestimento cellulare dei polmoni.
  • Fumare marijuana potrebbe aumentare il rischio che si formino sacche d’aria tra i polmoni e la parete toracica (pneumotorace).
  • L’erba coltivata e conciata male può esporre i polmoni a funghi come l’Aspergillus.
  • Il fumo di marijuana contiene livelli più alti di alcune sostanze cancerogene rispetto a quello di tabacco, tra cui il 50% in più di benzopirene e il 75% in più di benzantracene.

Nonostante questi rischi evidenti, alcune ricerche indicano che il fumo di marijuana potrebbe essere meno pericoloso di quello di tabacco. Perché? La risposta sta nei composti chimici unici delle cime di cannabis.

Rischi ed effetti a confronto

Tabacco e marijuana, fumati, hanno entrambi dei rischi, ma ci sono differenze importanti nella composizione chimica e nei rischi associati. Ecco i punti chiave:

  1. I composti chimici di tabacco e marijuana:
    • Il tabacco contiene nicotina, che dà una fortissima dipendenza ed è responsabile di molti degli effetti negativi del fumo sulla salute.
    • La marijuana contiene THC e altri cannabinoidi che non hanno solo effetti psicoattivi, ma interagiscono anche con il sistema endocannabinoide del corpo.
  2. Effetti sulla salute a lungo termine:
    • Il fumo di tabacco è legato direttamente a un’ampia gamma di malattie croniche, come cancro ai polmoni, malattie cardiache e BPCO.
    • Fumare marijuana può dare problemi respiratori, ma le ricerche su un legame diretto con il cancro ai polmoni e altre malattie croniche sono meno conclusive.
  3. Altri modi di consumo:
    • A differenza del tabacco, la marijuana si può assumere in tanti modi che non prevedono di inalare fumo, come vaporizzatori, edibili e oli, e questo può ridurre alcuni dei rischi legati al fumo.

Insomma, sia fumare marijuana sia fumare tabacco comportano rischi seri per la salute, perché inali sostanze tossiche e cancerogene. Natura e livello di questi rischi, però, possono cambiare tra le due.

L’importante è che chi consuma sia consapevole di questi rischi e valuti altri modi di consumo per ridurre il danno alla propria salute.

Quali sono le alternative al fumo di marijuana?

Anche se alcune ricerche suggeriscono un possibile effetto protettivo dei cannabinoidi, il rischio di malattie respiratorie fumando marijuana resta molto reale. Ma fumare non è l’unico modo per chi usa cannabis. Ecco due alternative che funzionano.

Vaporizzare

Vaporizzare la marijuana vuol dire esporre cime e concentrati a temperature molto più basse. Invece di bruciare il materiale vegetale, il vaporizzatore scalda cannabinoidi, terpeni e altri fitocomposti fino al loro punto di ebollizione e li libera sotto forma di vapore.

Il vapo è meno rischioso del fumo, ma può comunque avere un impatto negativo su cuore e polmoni.

Edibili

Con gli edibili i polmoni escono del tutto dall’equazione. THC e altri cannabinoidi passano per l’apparato digerente e vengono elaborati dal fegato prima di arrivare al cervello. Per questo gli edibili ci mettono di più a salire e l’effetto dura molto più a lungo.

Bisogna preoccuparsi degli effetti collaterali della marijuana fumata?

Passare la vita a preoccuparti di ogni scelta ti toglie un po’ del gusto delle cose. Si vive una volta sola. Se fumare erba ti dà davvero piacere e pensi che possa aiutarti anche in altro, la scelta è tua.

Ma falla sapendo quello che fai. Vivere una volta sola vuol dire anche che probabilmente vuoi vivere il più a lungo possibile. Fumare marijuana espone il corpo a sostanze nocive e aumenta il rischio di alcune malattie. Se vuoi ridurre i rischi, prova a vaporizzare la tua erba o a farci degli edibili.

In conclusione

Fumare non è l’unico modo di godersi la marijuana. Alternative come il vapo e gli edibili possono dare un’esperienza soddisfacente riducendo i rischi per la salute. Fare scelte informate ti permette di usare la cannabis in modo più sicuro e di stare bene più a lungo.

I cannabinoidi proteggono dalle sostanze cancerogene?

Chi fuma marijuana di solito pensa a due componenti principali: THC e CBD. Entrambi hanno effetti interessanti: il THC dà lo sballo, mentre il CBD non è psicotropo (non si lega ai recettori CB1). Eppure queste molecole, insieme ad altri cannabinoidi, potrebbero offrire una certa protezione dai danni del fumo.

Un articolo di Robert Melamede, ricercatore e attivista pro cannabis, intitolato «Il fumo di cannabis e quello di tabacco non sono ugualmente cancerogeni», descrive questi meccanismi. Melamede spiega che i due fumi hanno in comune molte sostanze dannose, tra cui i procancerogeni chiamati idrocarburi policiclici aromatici.

Gli enzimi del corpo trasformano questi composti in veri e propri cancerogeni, ma il THC sembra bloccare questo processo: per questo Melamede ipotizza che il cannabinoide abbia un effetto protettivo.

Le ricerche su fumo di marijuana e cancro

Un altro articolo, pubblicato sulla rivista Cannabis and Cannabinoid Research, ha analizzato il legame tra fumo di marijuana e cancro. Prima dello studio il gruppo di ricerca ha formulato tre ipotesi:

  • Più rischio di cancro: che gli effetti cancerogeni del fumo di marijuana aumentassero il rischio di sviluppare un tumore.
  • Danni compensati: che cannabinoidi e altri fitocomposti potessero compensare questi effetti dannosi.
  • Meno rischio di cancro: che gli effetti dei cannabinoidi potessero perfino ridurre il rischio di cancro.

Dopo aver analizzato una grande quantità di dati, gli autori sono arrivati a questa conclusione: l’ipotesi che la marijuana aumenti il rischio di cancro non è sostenuta dai dati disponibili, e quello che i dati mostrano è piuttosto una tendenza verso un’associazione negativa tra consumo di marijuana e rischio di cancro. Un segnale interessante, non un via libera a fumare.