
Freddo a fine fioritura: come sfruttarlo senza perdere la pianta di cannabis
Sotto gli 8-9 °C le radici rallentano, ma il fresco di fine stagione indurisce le cime e salva i terpeni: come gestire il freddo fase per fase.
Il freddo, se non è estremo, può fare bene alla cannabis: a fine fioritura le notti fresche induriscono le cime, spingono la produzione di resina e salvano i terpeni, che col caldo evaporano. Il problema comincia sotto gli 8-9 °C, quando le radici rallentano e assorbono meno nutrienti, e sotto zero la linfa gela e la pianta si blocca. Quindi la temperatura è uno dei fattori che contano di più in coltivazione: in certe stagioni e in certe zone il freddo è un nemico serio, ma se conosci bene la tua pianta puoi farlo lavorare a tuo favore.
Per la cannabis, come per qualsiasi pianta, il troppo freddo fa male quanto il troppo caldo. E a ogni fase di crescita corrisponde una temperatura che le conviene: vediamo quale e come gestirla.
Il freddo fase per fase: quanto freddo regge una pianta di cannabis?
Durante la fase vegetativa la pianta mette tutta la sua energia nel produrre cellulosa, cioè nel costruire una bella massa vegetale, sia nelle radici sia nella parte aerea.
Se parti a inizio primavera, le piante avranno quattro mesi di crescita per farsi una struttura bella solida, con radici grandi e profonde e migliaia di capillari, le radichette sottili e bianche che sono quelle che assorbono più nutrienti.
Quando comincia la fioritura, verso metà luglio nel nostro emisfero (in quello sud, verso gennaio o febbraio), la pianta avrà una struttura consolidata, capace di reggere tanti tipi di stress, compreso quello termico, che è l’argomento di oggi.
Quando si avvicina il raccolto e ti sembra che il freddo stia mettendo sotto la tua pianta giorno dopo giorno, niente panico: è il classico segnale che il suo ciclo sta finendo. La spiegazione che si dà di solito tra grower è che, come risposta, la pianta moltiplica la produzione di resina per catturare il polline di un maschio. Sono momenti chiave, perché la cannabis cerca di compiere la sua missione: fare semi e continuare la specie.
Più resina produce, più possibilità ha di catturare polline. E siccome a fine ciclo non le resta molto altro da fare, ci mette tutta l’energia che ha: vedrai le cime indurirsi a vista d’occhio e le foglie, ancora in buono stato, cominciare ad accartocciarsi, come succede agli alberi che perdono le foglie in autunno. E la pianta si coprirà di uno strato di resina spesso e denso che ti farà brillare gli occhi.
Occhio però: tutto questo succede solo se la pianta è già completamente matura e sta entrando nella fase finale. Se per qualche motivo il freddo arriva prima, succede l’esatto contrario: le cime ancora in formazione non arrivano alla durezza giusta e la pianta comincia a declinare, buttando via tutto il potenziale di crescita che aveva.
In più, il caldo tende a far evaporare i terpeni, mentre il freddo no. Sapore e aroma di una pianta cresciuta col fresco sono molto più puliti e intensi.

Usa il freddo a tuo favore: conosci il tuo clima
Come dicevamo, il freddo fa bene alla pianta nelle condizioni che abbiamo visto. Ma attenzione: parliamo di fresco, non di temperature troppo basse, tipo sotto gli 8-9 °C. Lì l’attività delle radici rallenta e l’assorbimento dei nutrienti cala. E se si scende sotto gli 0 °C, preparati alle conseguenze: la linfa della pianta gela, le funzioni vitali si bloccano e il tempo che ci vuole perché ripartano è micidiale per la pianta.
Tranquillo, non vuol dire che la pianta muoia, anzi, parlando di piante già ben formate. Però è innegabile che esporla a temperature estremamente basse le fa male.
Per esempio (la natura è grande) si sono viste sativa belle grosse coperte di neve a inizio dicembre e raccolte due settimane dopo senza nessun problema: piante seguite alla lettera, con una fortuna più unica che rara. Sempre parlando di piante coltivate in piena terra, perché in vaso il freddo colpisce molto più duro.
Per questo è fondamentale conoscere il proprio clima prima di scegliere una genetica.
Prima di rischiare danni seri alle tue piante, se a inizio autunno da te fa già molto freddo la scelta migliore è puntare su indica precoci e di montagna: sono genetiche fatte per reggere le notti fredde di fine estate e inizio autunno. Vanno bene anche dove le giornate sono caldissime ma di notte la temperatura crolla così tanto che lo stress termico diventa troppo per la maggior parte delle varietà.

Qualche consiglio
Se hai coltivato col freddo di fine stagione o calcoli che manca una settimana al raccolto, ti conviene togliere le foglie grandi e quasi tutte quelle piccole. In pratica è una manicure fatta sulla pianta una settimana prima di tagliare. Senza le foglie che le servono per la fotosintesi e per andare avanti col suo processo normale, la pianta si concentra sulla produzione di resina e tricomi.
Quando cominciano i giorni e le notti fredde, secondo molti grower bisogna smettere di annaffiare. Il motivo è che la stessa gelata che cade sulle foglie può congelare l’acqua nel substrato, e questo può essere fatale e far morire la pianta. La teoria è che una siccità prolungata insieme a una gelata non troppo forte dia un raccolto della massima qualità.
Come hai visto, la pianta regge bene il freddo nella parte aerea, molto meno nelle radici. Uno dei modi migliori per proteggerle è una pacciamatura con erba appena tagliata, foglie secche, o anche un telo di plastica o un sacco. Erba e foglie, mentre si compostano, scaldano parecchio. Il compostaggio è lento, quindi non danneggia una pianta che raccoglierai tra pochi giorni.
Il telo di plastica, invece, aiuta il substrato a scaldarsi di giorno più di quanto farebbe senza. E di notte ci mette di più a raffreddarsi, tenendo la temperatura quasi fino al mattino dopo.
Essiccazione e concia
Per essiccare le piante, il freddo secco è la scelta migliore. E se poi fai anche la concia in condizioni simili, ancora meglio.
Il caldo accelera l’essiccazione, ma toglie potenza al THC. Il freddo no, purché sia secco e non umido; l’essiccazione però ci mette un po’ di più.
Quindi, quando vedi arrivare un crollo delle temperature nei primi giorni d’autunno, devi già sapere tutto delle tue piante: se sono sativa o indica, se sono pronte da raccogliere o gli mancano ancora settimane, perfino se la genetica viene da climi freddi o no. Con queste risposte in mano, l’anno dopo saprai quali genetiche scegliere.
Come dicevamo all’inizio, il troppo freddo o il troppo caldo non fanno bene a nessuno, figurati alla tua pianta. Però, se sai bene con cosa hai a che fare, puoi sfruttare il lato buono di entrambi, far crescere la pianta forte e chiudere con un raccolto da paura.

Quanto freddo sopporta una pianta di marijuana?
La cannabis ha una certa tolleranza al freddo, ma quanto ne regge dipende dalla varietà e dalle condizioni. In generale, sotto i 10 °C la crescita comincia a risentirne. Alcune varietà però sono geneticamente adattate a reggere meglio le basse temperature, soprattutto quelle che vengono da zone fredde o di montagna: sono più resistenti e possono sopportare temperature vicine allo zero. Se ti aspetti freddo prolungato, puoi proteggere le piante con una serra, coperture di plastica o teli che facciano da barriera, o anche con sistemi di riscaldamento che tengano la temperatura giusta intorno alle piante. Le gelate forti, però, sono particolarmente pericolose, perché possono danneggiare cellule e tessuti della pianta in modo irreversibile. Per questo è importante proteggere la cannabis dalle gelate ed evitare esposizioni lunghe alle basse temperature, se vuoi una crescita sana.
Qual è il clima migliore per la cannabis?
Il clima ideale per coltivare cannabis è in genere quello caldo e temperato. In vegetativa si consiglia una temperatura tra 20 e 30 °C: sono le condizioni ideali per una crescita sana e vigorosa. In fioritura conviene abbassarla un po’, intorno ai 18-26 °C, per favorire un buon sviluppo delle cime.
Tieni presente che alcune varietà reggono il caldo meglio di altre. Queste genetiche adattate possono sopportare temperature più alte, anche oltre i 30 °C, senza danni significativi. Se coltivi in una zona calda, puoi puntare su queste varietà resistenti al caldo per avere una resa migliore.
D’altra parte, anche se la cannabis soffre più il freddo che il caldo, alcune varietà sono resistenti al freddo e tollerano temperature più basse. Se vivi in una zona con inverni rigidi, cerca varietà pensate per i climi freddi e capaci di reggere temperature vicine allo zero.
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