Cosa fa il fumo della canna al corpo: cuore, polmoni e vista
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Cosa fa il fumo della canna al corpo: cuore, polmoni e vista

Dallo studio di Stanford sulle arterie alla vista annebbiata: cosa sappiamo dei danni del fumo di marijuana, anche passivo.

DI Redazione CosechaLibre7 MIN DI LETTURA

Il fumo della canna non è innocuo: alcuni studi, soprattutto sugli animali, suggeriscono che per cuore e circolazione possa fare danni paragonabili a quelli del tabacco, anche a chi lo respira di riflesso. Uno studio di Stanford ha collegato l’uso frequente a un rischio più alto di infarto precoce, e la combustione irrita i polmoni e altera per qualche ora la vista. Oggi la cannabis la fumano in tanti, per calmare i nervi, per evitare il tabacco o semplicemente in compagnia, e di questa pianta millenaria, a cui vengono attribuiti anche diversi effetti positivi, si studia sempre di più.  

Intanto, però, sono girati anche parecchi miti. Uno diceva che stare nella stessa stanza con chi fuma erba non ha conseguenze sulla salute. È stato smentito. 

Secondo alcuni studi (in gran parte sugli animali), il fumo di marijuana può essere dannoso quanto quello del tabacco per l’attività del cuore e la circolazione. E colpisce sia chi fuma sia chi respira il fumo passivo. Quindi, che malattie può causare la marijuana?

Le conseguenze di fumare marijuana:

Un nuovo studio dei ricercatori della Stanford University, negli Stati Uniti, ha trovato una forte associazione tra l’uso frequente di marijuana e un rischio più alto di infarto precoce e malattie cardiovascolari. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Cell. 

La ricerca ha anche scoperto, in test di laboratorio sui topi, che il tetraidrocannabinolo (THC), uno dei componenti psicoattivi della pianta, infiamma le cellule che rivestono l’interno dei vasi sanguigni e favorisce l’aterosclerosi (indurimento o ispessimento delle arterie).

Per lo studio sono stati analizzati i dati di 500.000 persone tra i 40 e i 69 anni, presi dalla UK Biobank, la banca dati sanitaria britannica. Quasi 35.000 partecipanti hanno dichiarato di fumare cannabis; di questi, circa 11.000 fumavano più di una volta al mese.

I ricercatori hanno visto che chi fumava più di una volta al mese aveva più probabilità degli altri di avere un infarto, anche tenendo conto di fattori come età, indice di massa corporea e sesso. Ed è risultato anche più probabile, rispetto a chi non fuma, che il primo infarto arrivasse prima dei 50 anni.

Ma perché succede?

Quando fumi marijuana, il THC si lega a un recettore chiamato CB1 nelle cellule del cervello, del cuore e dei vasi sanguigni. Questo recettore riconosce i cannabinoidi naturali del corpo, gli endocannabinoidi, che regolano umore, percezione del dolore, sistema immunitario e metabolismo. L’uso frequente di marijuana, però, può attivare il CB1 più del dovuto, e questo può causare infiammazione e aterosclerosi. È un meccanismo che è stato associato anche a obesità, cancro e diabete.

Per questo i ricercatori stanno cercando di sviluppare molecole chiamate antagonisti, che bloccano il CB1 quando il recettore è iperattivo, come nell’obesità. 

Secondo il quotidiano El Economista, gli autori dello studio si sono messi a spulciare un grande database di strutture proteiche per trovare molecole simili agli antagonisti del CB1, capaci di bloccare l’effetto infiammatorio e aterosclerotico del THC senza gli effetti collaterali psichiatrici. 

Così hanno trovato una piccola molecola presente nella soia e nelle fave, la genisteina, che potrebbe bloccare l’infiammazione e l’aterosclerosi provocate dalla marijuana. E siccome la genisteina non attraversa la barriera ematoencefalica, non cancella gli altri effetti del THC (fame, sollievo dal dolore, stop alla nausea) che interessano a chi usa la cannabis terapeutica.

Quando hanno messo la genisteina in cellule endoteliali umane trattate con THC, o in topi con colesterolo alto a cui era stato iniettato THC, hanno visto che bloccava gli effetti cardiovascolari della marijuana senza dare effetti psicoattivi.

Su questa molecola, però, c’è ancora tanto da studiare. Joseph Wu, autore principale dello studio e direttore dello Stanford Cardiovascular Institute, ha fatto notare che tra la gente cresce l’idea che la marijuana sia innocua o addirittura benefica; per lui la marijuana ha usi terapeutici importanti, ma chi la usa per sballarsi dovrebbe pensarci bene prima di esagerare.

Quanto fa male il fumo di cannabis?

Secondo alcuni studi (in gran parte sugli animali), il fumo di marijuana può essere dannoso quanto quello del tabacco per il cuore e la circolazione, e colpisce sia chi fuma sia chi respira il fumo passivo. Lo studio di Stanford ha trovato una forte associazione tra uso frequente di marijuana e rischio più alto di infarto precoce e malattie cardiovascolari. In più, l’uso frequente può attivare più del dovuto il recettore CB1 nelle cellule di cervello, cuore e vasi sanguigni, con il rischio di infiammazione e aterosclerosi, un meccanismo associato anche a obesità, cancro e diabete.

Fa peggio il fumo della sigaretta o quello della canna?

In genere si considera la sigaretta più dannosa della canna per via di quanto e quanto spesso si fuma. Il tabacco contiene tante sostanze chimiche tossiche e cancerogene che fanno malissimo ai polmoni e ad altri organi. Anche il fumo della canna ne contiene alcune, ma di solito l’erba si fuma meno spesso e in quantità minori rispetto al tabacco, e questo riduce il rischio di danni ai polmoni nel lungo periodo. Resta il fatto che qualsiasi cosa fumata può fare male alla salute in generale, al respiro e ad altri aspetti della salute fisica e mentale.

Che effetti ha la marijuana sui polmoni?

Fumare canne ha le sue conseguenze: può irritare e infiammare i polmoni, il che può portare a malattie respiratorie croniche e ridurre la capacità polmonare. Inoltre il fumo di marijuana contiene molte delle stesse sostanze tossiche del tabacco, e questo aumenta il rischio di problemi ai polmoni e di cancro.

Quali malattie può causare la marijuana?

Fumare marijuana può avere conseguenze negative sui polmoni, come irritazione delle vie respiratorie, infiammazione dei polmoni e riduzione della capacità polmonare. Chi fuma erba può avere anche sintomi simili a quelli della bronchite cronica, come tosse, catarro e respiro sibilante. In più il fumo di marijuana può contenere sostanze tossiche e cancerogene che possono aumentare il rischio di malattie polmonari e cancro. Tieni presente che il modo in cui la consumi (fumata, vaporizzata, mangiata) cambia rischi e benefici per i polmoni.

Altri effetti

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Granada, in Spagna, ha scoperto che fumare cannabis altera parecchio la vista, anche se più del 90 % dei consumatori pensa che non abbia alcun effetto sulla vista, o al massimo un effetto leggero. Lo ha riportato il sito argentino Filo.News. 

Uno degli effetti più famosi della canna sono gli occhi rossi. Succede perché il THC abbassa la pressione arteriosa, dilata i capillari e aumenta il flusso di sangue nel corpo. Di conseguenza si dilatano anche i vasi sanguigni degli occhi, che si arrossano. L’impatto della marijuana sulla visione periferica, sulla pressione oculare e sull’elaborazione visiva, invece, non è ancora del tutto chiaro. 

Lo studio, pubblicato su Scientific Reports (gruppo Nature), voleva quindi misurare gli effetti sulla vista e confrontarli con quelli percepiti dai consumatori. Il gruppo di ricerca ha fatto un test visivo a 31 consumatori di cannabis, sia da lucidi sia sotto effetto. E ha studiato anche come i partecipanti percepivano gli effetti sulla vista dopo aver fumato.

Risultato: dopo il consumo peggioravano in modo significativo l’acuità visiva, la sensibilità al contrasto, la visione tridimensionale (stereopsi), la capacità di mettere a fuoco e la sensibilità all’abbagliamento. Eppure il 30 % ha detto che la vista non era cambiata per niente, e il 65 % che era peggiorata solo un po’.

Sulla pianta c’è ancora tanto da studiare. Ma ci sono già dati che confermano quello che si sa: il fumo fa male alla salute, e molte delle sue conseguenze nascono dal fatto che chi fuma non ci fa caso. Per questo, anche se c’è ancora molto da scoprire, conviene andarci con prudenza ed essere consapevoli di quello che si fuma.

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