
Ghiaccio nel lavaggio delle radici: serve davvero o è un mito?
Il trucco del ghiaccio sul vaso per fare più resina gira da anni tra i grower: vediamo cosa c’è di vero e come si fa un lavaggio radici come si deve.
No, mettere ghiaccio durante il lavaggio delle radici non fa produrre più resina alla cannabis: non c’è nessuna prova scientifica solida che funzioni. In compenso il freddo e l’umidità del ghiaccio possono creare l’ambiente ideale per i funghi. È uno di quei consigli che passano di bocca in bocca tra i grower da anni, spesso insieme ad altri trucchi come la privazione di luce, e qui vediamo cosa c’è dietro e perché conviene lasciarlo perdere.
Cos’è il lavaggio delle radici nella coltivazione di cannabis
Il lavaggio delle radici (il famoso flush) consiste nel dare alle piante solo acqua nelle ultime settimane di coltivazione. L’idea è che, senza nutrienti dall’esterno, la pianta consumi quelli che ha immagazzinato nei tessuti e che questo, in teoria, migliori la qualità della resina e quindi il sapore e l’aroma delle cime.
Ghiaccio e lavaggio radici: i miti più diffusi
Il mito del ghiaccio
Tra i grower gira da tempo l’idea di usare il ghiaccio durante il lavaggio radici. Si pensa che mettendo cubetti sul vaso, o raffreddando la pianta in qualche altro modo, le si provochi uno stress che, come risposta, la spinge a fare più resina. Il punto è che queste affermazioni non hanno una base scientifica solida.
Il lavaggio radici e la resina della cannabis
Su quanta resina fa una pianta di cannabis influiscono diversi fattori, ma non ci sono prove scientifiche solide che il ghiaccio durante il lavaggio radici la aumenti in modo significativo. È vero che alcune coltivazioni reagiscono allo stress producendo più tricomi, e quindi più resina, ma sono risultati non conclusivi e spesso ottenuti in esperimenti controllati, non in una growbox di casa.

Ghiaccio e funghi
C’è un aspetto da non sottovalutare: il ghiaccio nel lavaggio radici può creare l’ambiente perfetto per i funghi. Umidità, temperature basse e buio intorno alle radici sono proprio le condizioni in cui i funghi proliferano. Risultato: piante che si ammalano e un raccolto di qualità peggiore.
Luce ultravioletta: un’alternativa per avere più tricomi
Se vuoi più resina, e di qualità migliore, invece di affidarti al ghiaccio c’è un’alternativa più sensata. Alcuni studi suggeriscono che la luce ultravioletta (UV) possa aiutare ad aumentare la produzione di tricomi, cioè le ghiandole di resina della pianta. Aggiungere una fonte di luce UV nelle ultime settimane di fioritura può migliorare la qualità dei tricomi e, di conseguenza, della resina.
In sintesi: il ghiaccio nel lavaggio radici è un mito
Negli anni sulla coltivazione di cannabis si sono accumulati un sacco di miti, e il ghiaccio nel lavaggio radici è uno di questi. Le prove scientifiche non sostengono che migliori in modo significativo la produzione di resina o la qualità del raccolto. In più, può creare un ambiente favorevole ai funghi.
Se il tuo obiettivo è più resina, ci sono strade più efficaci, come la luce ultravioletta per stimolare i tricomi. Alla fine, un grower dovrebbe basarsi su pratiche che hanno un fondamento, non sulle leggende da forum. E il lavaggio radici, come qualsiasi altra tecnica, va fatto con giudizio e sapendo bene che effetto ha davvero sulla pianta.
Come fare un lavaggio radici rapido
Il lavaggio radici serve a togliere dal substrato l’eccesso di nutrienti e sali accumulati e, in teoria, a migliorare la qualità del raccolto. Un lavaggio rapido può essere utile in emergenza, per esempio con una sovrafertilizzazione, ma tieni presente che non è la strada migliore se punti al massimo risultato. Può salvare una pianta in difficoltà, ma farlo di routine, o tirarlo fuori all’ultimo minuto a fine fioritura, non è consigliabile: per chiudere il ciclo conviene un lavaggio pianificato, come vediamo più sotto.
Detto questo, ecco una guida veloce per fare un lavaggio radici:
Cosa ti serve:
- Acqua senza cloro, a temperatura ambiente
- Vaso
- Sottovaso o bacinella per il drenaggio
- Misuratore di pH (facoltativo)
Come fare un lavaggio radici rapido, passo passo:
- Prepara l’acqua: usa acqua senza cloro. Se quella del rubinetto è clorata, lasciala riposare almeno 24 ore oppure usa un declorante. E controlla che sia a temperatura ambiente.
- Prepara il vaso: metti il vaso con la pianta in una bacinella o su un sottovaso che raccolga l’acqua che esce durante il lavaggio. Il vaso deve avere i fori di drenaggio sul fondo, così l’acqua in eccesso scorre via.
- Annaffia con acqua: dai alla pianta più o meno tanta acqua quanto è il volume del vaso. Per esempio, con un vaso da 10 litri, annaffia con circa 10 litri d’acqua. Cerca di distribuirla in modo uniforme su tutto il substrato.
- Drenaggio: lascia che l’acqua coli tutta attraverso il vaso fino al sottovaso. È così che si portano via nutrienti e sali accumulati nel substrato. Butta l’acqua che si raccoglie: è carica proprio dei sali che vuoi togliere, quindi non riusarla per annaffiare.
- Ripeti se serve: se la pianta mostra ancora segni di sovrafertilizzazione o di eccesso di sali (foglie gialle o bruciate), dopo un po’ puoi ripetere il lavaggio rapido per sciacquare via altri nutrienti indesiderati.
- Controlla il pH: se hai un misuratore di pH, verifica e correggi il pH dell’acqua del lavaggio, così resta in un range adatto all’assorbimento dei nutrienti da parte delle radici.
- Ritrova l’equilibrio: dopo il lavaggio radici, assicurati che la pianta riceva i nutrienti di cui ha bisogno per stare bene. Puoi tornare a fertilizzare con una soluzione nutritiva bilanciata.
Ricorda: il lavaggio radici rapido va usato solo in emergenza. Per evitare accumuli di nutrienti e tenere la pianta in equilibrio, è molto meglio seguire fin dall’inizio un programma di irrigazione e fertilizzazione ben bilanciato.
Il modo migliore per fare un lavaggio radici efficace e sicuro è pianificarlo per tempo nelle ultime due settimane di fioritura, invece di ricorrere a un lavaggio rapido all’ultimo. Così la pianta usa le sue riserve di nutrienti in modo graduale e la qualità del raccolto ne guadagna.
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