Indica o sativa? Come capirlo dalla forma della pianta
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Indica o sativa? Come capirlo dalla forma della pianta

Altezza, foglie, rami e cime dicono tanto della genetica che hai in vaso. Non tutto, però.

DI Redazione CosechaLibre6 MIN DI LETTURA

Per capire se la tua pianta è indica o sativa dalla forma guarda altezza, foglie, rami e cime: le indica sono basse e cespugliose, con foglie larghe e cime compatte; le sativa sono alte e slanciate, con foglie sottili e cime lunghe e ariose. È un primo indizio utile, non una sentenza, perché la maggior parte delle genetiche di oggi sono ibride. Sapere cosa hai in vaso ti aiuta a coltivarla meglio e a farti un’idea dell’effetto che ti aspetta.

Indica e sativa: le differenze di base

Prima di metterti a riconoscere le genetiche, devi avere chiare le differenze di fondo tra piante indica e sativa:

  1. Indica: le varietà indica di solito sono piante più compatte e basse. Hanno foglie larghe e fitte che le fanno sembrare dei cespugli. In più hanno un ciclo più corto e tendono a reggere meglio le condizioni difficili.
  2. Sativa: le varietà sativa in genere sono più alte e sottili delle indica. Le foglie sono più fini e allungate. Hanno un ciclo più lungo e spesso chiedono più luce e più spazio per crescere come si deve.

Come riconoscere la genetica dalla forma della pianta

La forma della pianta è un buon indizio per distinguere una indica da una sativa. Ecco le caratteristiche da guardare:

  1. Piante indica:
    • Statura bassa: sono più corte e compatte, perfette per spazi piccoli.
    • Foglie larghe: hanno foglie larghe e fitte, anche se la forma della foglia non ti dice quanti cannabinoidi ha la pianta.
    • Ciclo corto: le indica hanno un ciclo più breve e fioriscono prima.
    • Ramificazione: hanno rami più fitti e tendono a fare cime pesanti.
  2. Piante sativa:
    • Statura alta: sono più alte e slanciate, quindi adatte alla coltivazione all’aperto.
    • Foglie sottili: le foglie sono più fini e lunghe, anche se l’effetto dipende dal profilo chimico di ogni pianta e non dalla forma della foglia.
    • Ciclo lungo: le sativa hanno un ciclo più lungo e possono metterci di più a fiorire.
    • Ramificazione aperta: hanno una struttura più aperta e fanno cime lunghe e ariose.
Differenze tra foglie e forma di una pianta sativa e una indica

Riconoscere la genetica delle tue piante dalla forma è un primo passo importante per capire come coltivarle bene e che effetto aspettarti al raccolto. Le indica di solito sono più compatte e con un ciclo più corto, le sativa più alte e slanciate, con un ciclo più lungo. Più ti fai le ossa con la coltivazione, più questa conoscenza ti servirà per scegliere le genetiche giuste per te. Buon viaggio nel mondo delle genetiche di cannabis, che è tanta roba!

Come si riconoscono le genetiche?

Riconoscere la genetica delle piante di cannabis è fondamentale per sapere che varietà stai coltivando e come curarla. Ecco qualche dritta per riconoscere le genetiche delle tue piante:

  1. Sappi da dove vengono i semi: il modo più sicuro per conoscere la genetica delle tue piante è comprare semi da una fonte affidabile. Le seed bank di solito danno informazioni dettagliate sulle varietà che vendono.
  2. Guarda foglie e forma della pianta:
    • Varietà indica: di solito piante più basse e compatte, con foglie larghe. Hanno un aspetto cespuglioso e rami fitti.
    • Varietà sativa: in genere più alte e sottili, con foglie fini e lunghe. Hanno una ramificazione più aperta.
  3. Guarda le cime: anche le cime danno indizi. Le indica tendono a fare cime compatte e pesanti, le sativa cime lunghe e ariose.
  4. Fai caso agli effetti: le varietà spesso hanno effetti tipici legati alla loro genetica. Si dice che le indica diano un effetto più rilassante e di corpo, mentre le sativa tendono a essere più stimolanti e di testa. Se provi l’effetto della pianta, puoi farti un’idea della sua genetica.
  5. Annusa e assaggia: anche aroma e sapore danno indizi. Alcune varietà hanno profili di terpeni tipici della loro genetica.
  6. Cerca online: se sai qualcosa della storia delle tue piante, tipo l’origine o la genetica dei semi, cerca in rete per saperne di più. Tanti breeder e seed bank pubblicano schede dettagliate delle loro varietà.
  7. Chiedi a chi ne sa: se fai fatica a riconoscere la genetica delle tue piante, chiedi aiuto a grower più esperti o a consulenti di cannabis. Ti possono orientare con la loro esperienza.
  8. Analisi di laboratorio: in alcuni posti puoi far analizzare le piante in laboratorio per identificarne la genetica. Si sequenzia il DNA della pianta per avere informazioni precise.
  9. Ricordati degli ibridi: tantissime varietà sono ibride, cioè hanno un mix di genetica indica e sativa. Riconoscere una genetica pura è più facile che inquadrare un ibrido.

Insomma, come si riconoscono le genetiche? Tieni presente che la genetica influisce su crescita, resa ed effetti della pianta. Col tempo e con l’esperienza diventerai sempre più bravo a distinguere le genetiche di cannabis. Saperle riconoscere ti permette di coltivare e consumare in modo più consapevole.

Pianta di cannabis al giorno 48 di fioritura

Come si fa il miglioramento genetico delle piante?

Il miglioramento genetico delle piante è il processo con cui si creano varietà nuove con caratteristiche precise e desiderate: più resistenza alle malattie, resa più alta, adattamento a climi particolari, qualità migliore e così via. Ecco in breve i passaggi chiave:

  1. Scelta dei genitori: si parte scegliendo piante madri e padri che hanno le caratteristiche che cerchi. Devono essere geneticamente diversi, ma avere in comune alcuni tratti che vuoi passare alla nuova varietà.
  2. Incrocio: i genitori scelti si incrociano con un’impollinazione controllata. L’incrocio può essere tra due piante diverse, il cosiddetto outcross, oppure tra due piante simili, un incrocio più vicino alla consanguineità.
  3. Selezione della discendenza: tra le piante nate dall’incrocio si scelgono quelle con le caratteristiche volute. Bisogna osservarle e valutarle con attenzione mentre crescono, e possono servire diverse generazioni di selezione.
  4. Prove sul campo: le piante selezionate si testano in campo o in serra per valutare resa e adattamento. Si raccolgono dati su produzione, resistenza alle malattie, tempi di fioritura e altri aspetti.
  5. Incroci selettivi: se serve, si fanno altri incroci mirati per rifinire le caratteristiche della nuova varietà.
  6. Prove su larga scala: le varietà migliorate si testano su scala più grande, in posti e condizioni diverse, per confermare resa e stabilità.
  7. Registrazione della nuova varietà: se la nuova varietà rispetta gli standard voluti, si può registrare e mettere in commercio.
  8. Produzione dei semi: una volta pronta la nuova varietà, si producono abbastanza semi per la distribuzione commerciale.
  9. Commercializzazione: la nuova varietà arriva a coltivatori e a chiunque sia interessato.
  10. Controllo e miglioramento continuo: il miglioramento genetico non finisce mai. Con il tempo si può continuare a rifinire la varietà e migliorarne ancora le caratteristiche.