Lampade LEC (CMH) per coltivare: conviene passarci?
COLTIVAZIONE

Lampade LEC (CMH) per coltivare: conviene passarci?

Bruciatore ceramico, luce quasi solare e un po’ di UV-B: pregi e difetti delle LEC rispetto a LED e sodio.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA
Le lampade LEC, chiamate anche CMH, sono lampade a ioduri metallici con un bruciatore in ceramica al posto di quello in quarzo: danno una luce più naturale, più lumen per watt e un po’ di UV-B. Nel mondo della cannabis ogni giorno spunta una tecnologia che promette raccolti più grossi e bollette più leggere, e promettere è facile, mantenere molto meno. Ma se cerchi un impianto che renda, le LEC potrebbero davvero essere il prossimo passo: più lumen per watt, la promessa di rese migliori e uno spettro più vicino al sole. Occhio: l’articolo è di qualche anno fa, e confronti e prezzi sono quelli di allora.

Ma vale la pena passare alle lampade LEC?

Oggi, se decidi di coltivare indoor, una buona illuminazione è fondamentale. Le scelte più comuni sono i LED e le lampade al sodio. Il sodio è lo standard della coltivazione, dalle growbox piccole fino alle grandi produzioni commerciali, e va benissimo sia in vegetativa sia in fioritura. I contro sono due: il caldo e la bolletta della luce. All’epoca presentati come la nuova rivoluzione, i LED coprono gli spettri di luce che servono, come il sodio, ma consumano molto meno e scaldano molto meno. In poco tempo sono diventati l’impianto preferito. Con l’arrivo delle LEC (Light Emitting Ceramic, ceramica a emissione luminosa), però, la partita si è riaperta.

Cosa sono, esattamente?

Le LEC usano un bruciatore in ceramica invece di quello in quarzo delle classiche lampade a ioduri metallici. Il risultato è una luce dal colore più naturale, più lumen per watt e una durata molto più lunga. Il modello più diffuso è il 315 W con lampada a «4200 K». Con la concorrenza agguerrita dei LED, un sistema di illuminazione che sembra già completo, che cosa hanno in più le LEC?

Piante di cannabis in vegetativa sotto una lampada LEC da 315 W

LED o LEC: quali sono le differenze?

Tanto per cominciare, la LEC fa una luce dal colore molto più naturale. Così vedi il colore vero delle piante in ogni fase del ciclo. Sembra un dettaglio, ma è fondamentale per controllare come va la coltivazione: se salta fuori un problema, lo becchi subito dai cambi di colore. Per capirci, il sodio fa una luce giallissima, mentre i LED di solito danno un tono viola. Le LEC emettono raggi UV-B che, secondo alcuni grower, aumentano la produzione di tricomi in fioritura. Il risultato sarebbe un bel salto nella resa, anche se su quanto migliori davvero il raccolto si discute ancora parecchio. Altri due vantaggi evidenti sono la durata e il fatto che si collegano e via. Hanno il reattore integrato, quindi il montaggio è semplicissimo. Però... non è tutto oro Nessun impianto di luci è perfetto, e anche le LEC hanno i loro difetti. I raggi UV-B fanno male alle persone: servono protezioni adeguate per occhi e pelle. Quando è uscito questo articolo, poi, il costo d’ingresso delle LEC poteva scoraggiare. Essendo una tecnologia più recente, costa decisamente di più...

Sta cambiando tutto?

I vantaggi delle LEC sembrano pesare più della maggior parte dei difetti. Raccolti migliori con meno consumi, in più gli UV-B e costi di gestione bassi: le uniche vere rivali delle LEC sono i LED. Eppure, anche se i LED offrono vantaggi simili e scaldano poco, alcuni grower sostengono che non arrivano all’aumento di resa che danno le LEC. Se pensi di coltivare per un bel po’, l’investimento nelle LEC lo recuperi in poco tempo. E se il tuo impianto di luci sta per tirare le cuoia, potrebbe essere il momento giusto per passare a qualcosa di più efficiente e innovativo.

I vantaggi delle lampade LEC

Le LEC (o CMH) sono lampade a scarica di gas a ioduri metallici che usano un tubo ad arco in ceramica al posto di quello in quarzo delle lampade tradizionali. Tra i pregi delle LEC ci sono più efficienza energetica, più durata, una luce di qualità migliore e una maggiore capacità di penetrare nella chioma. Danno uno spettro più ampio, più simile alla luce del sole, e questo può tradursi in una crescita e uno sviluppo migliori delle piante. Esistono diversi tipi di LEC, tra cui quelle da 315 W e da 630 W. Quale scegliere dipende da vari fattori: la superficie da coltivare, quanta luce chiedono le piante e il budget che hai.

I difetti delle lampade LEC

Anche se le LEC hanno parecchi vantaggi, ci sono alcuni difetti da mettere in conto:
  1. Costo iniziale più alto: rispetto ad altre opzioni, come le lampade al sodio ad alta pressione (HPS) o i LED, le LEC costano di più all’acquisto. Se hai un budget ridotto può essere un bell’ostacolo.
  2. Calore: le LEC scaldano parecchio mentre sono accese. Se non lo tieni sotto controllo, il caldo si accumula nella growbox, può rovinare la crescita delle piante e obbligarti a potenziare ventilazione o raffreddamento.
  3. Ricambi: le LEC usano uno speciale bruciatore in ceramica: se la lampada si rompe o si esaurisce va sostituita e, in alcuni apparecchi integrati, questo può voler dire cambiare più della sola lampadina. Può costare di più ed essere più scomodo rispetto ad altre tecnologie in cui i singoli pezzi si sostituiscono facilmente.
  4. Poca reperibilità: anche se negli ultimi anni le LEC sono diventate più popolari, possono essere ancora più difficili da trovare rispetto a opzioni più collaudate come le HPS o i LED. Questo restringe anche la scelta di marche e modelli sul mercato.

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