Lampade LED per coltivare cannabis: pro, contro e confronto col sodio
COLTIVAZIONE

Lampade LED per coltivare cannabis: pro, contro e confronto col sodio

Consumano poco, scaldano poco e durano una vita. Ma costano di più e non perdonano chi le compra a caso.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

Le lampade LED consumano molta meno corrente delle HPS al sodio, scaldano poco, spesso ti fanno regolare lo spettro e durano oltre 50.000 ore: per questo oggi sono la scelta di base per quasi ogni indoor di cannabis. Il rovescio della medaglia è un prezzo iniziale più alto, un po’ più di sbatti per imparare a usarle e il rischio di pannelli scadenti che ti affossano il raccolto. Qui trovi pro e contro, uno per uno, e il confronto con le lampade al sodio.

I pro delle lampade LED nell’indoor:

  1. Risparmio energetico: il punto forte dei LED è proprio questo. Consumano molta meno elettricità delle classiche lampade HPS e, ciclo dopo ciclo, in bolletta la differenza si sente eccome.
  2. Poco calore: le HPS sparano calore a palla, i LED molto meno. Così la temperatura nella growbox resta più stabile e non ti servono impianti di raffreddamento costosi.
  3. Spettro regolabile: molti pannelli LED ti fanno cambiare lo spettro della luce in base alla fase della pianta. In pratica dai a ogni stadio la luce che gli serve per crescere al meglio.
  4. Durano tantissimo: un LED vive molto più di una lampada HPS, di solito oltre 50.000 ore di funzionamento. Vuol dire meno ricambi e meno soldi spesi negli anni.
  5. Poca manutenzione: visto che reggono a lungo e non vanno sostituiti spesso, i LED chiedono molta meno manutenzione delle lampade tradizionali.
Piante di cannabis indoor al giorno 31 di vegetativa

I contro delle lampade LED nell’indoor:

  1. Costo iniziale: con tutti i vantaggi che hanno sul lungo periodo, all’acquisto i LED costano di solito più delle HPS. Il risparmio in bolletta e la durata, però, col tempo ripagano la differenza.
  2. Bisogna saperci fare: per sfruttare bene un LED devi capirne un po’ di illuminazione: regolare lo spettro, misurare l’intensità della luce. Per chi è al primo grow può essere più complicato.
  3. La distanza giusta: con i LED la distanza tra lampada e piante va calibrata con precisione. Man mano che le piante crescono devi sistemarla spesso, e può essere più noioso che alzare una HPS e via.
  4. La qualità conta: i LED non sono tutti uguali. Conviene spendere per pannelli seri: con le lampade da quattro soldi rischi piante stentate e raccolti scarsi.
  5. Luce direzionale: le HPS irradiano luce in tutte le direzioni, i LED la sparano in una direzione precisa. Per questo serve pensare meglio a come disporre l’illuminazione, così che ogni parte della pianta prenda la luce che le serve.

Ricapitolando: per l’indoor di cannabis i LED portano tanta roba, dal risparmio energetico al poco calore alla lunga durata. Però chiedono una spesa iniziale più alta e qualche conoscenza tecnica in più per usarli bene. Prima di decidere, guarda di cosa hai bisogno tu e metti sulla bilancia pro e contro dei LED rispetto alle altre opzioni.

Per coltivare è meglio il LED o il sodio?

La scelta tra LED e lampade al sodio ad alta pressione (HPS, High-Pressure Sodium) dipende da diversi fattori e non c’è una risposta valida per tutti: ogni tipo di luce ha i suoi punti forti e i suoi limiti. Ecco un confronto per capire quale fa al caso tuo:

Lampade LED per coltivare:

Vantaggi:

  1. Efficienza energetica: i LED sono molto efficienti. Per fare la stessa quantità di luce consumano meno elettricità delle lampade al sodio, e col tempo risparmi.
  2. Poco calore: scaldano meno del sodio, quindi la temperatura nello spazio di coltivazione resta stabile e serve meno raffreddamento costoso.
  3. Spettro regolabile: parecchi pannelli LED permettono di regolare lo spettro, così adatti la luce a ogni fase di crescita delle piante.
  4. Lunga durata: un LED dura molto più di una lampada al sodio: meno ricambi e meno spese sul lungo periodo.
Coltivazione indoor di cannabis in fase vegetativa

Svantaggi:

  1. Costo iniziale: all’acquisto i LED costano in genere più delle lampade al sodio. La spesa, però, si recupera col risparmio in bolletta.
  2. Serve più conoscenza: usarli bene richiede di capirne di più di illuminazione, tra regolazione dello spettro e misura dell’intensità luminosa.
  3. Qualità variabile: non tutti i LED sono di buona qualità: per avere risultati decenti conviene puntare su pannelli affidabili.

Lampade al sodio (HPS):

Vantaggi:

  1. Costano meno all’inizio: le lampade al sodio di solito hanno un prezzo d’acquisto più basso dei LED.
  2. Efficacia collaudata: il sodio si usa in orticoltura da decenni e ha dimostrato sul campo di far crescere bene le piante.
  3. Facili da usare: per chi comincia sono più semplici, perché non chiedono tutta la preparazione tecnica dei LED.

Svantaggi:

  1. Consumi: il sodio è meno efficiente dei LED, e questo si traduce in bollette più salate.
  2. Calore: buttano fuori parecchio calore, che può richiedere raffreddamento extra e sballare la temperatura dello spazio di coltivazione.
  3. Durano meno: hanno una vita più corta dei LED, quindi le lampade vanno cambiate più spesso.

Quindi: se ti interessano risparmio energetico, poco calore e la possibilità di regolare lo spettro, i LED possono essere la scelta migliore per il tuo indoor, anche se all’inizio costano di più. Se invece hai un budget stretto e vuoi qualcosa di più semplice da gestire, le lampade al sodio fanno ancora il loro lavoro. Alla fine dipende da cosa ti serve e da quanto puoi spendere.