
INDUSTRIA
Lavorare nella cannabis: le professioni dell’industria cannabica
Dal grower professionista al consulente legale, passando per edibili, cosmetica e marketing: le strade per farsi uno stipendio con la cannabis.
DI Redazione CosechaLibre6 MIN DI LETTURA
Nella cannabis si lavora in tanti modi: coltivazione e produzione, tecnologia, cosmetica, consulenza legale o di coltivazione, cucina di edibili, marketing e negozi come growshop e head shop. Quali strade hai davanti dipende dalle leggi del paese in cui vivi, ma i paesi che regolano autoproduzione, produzione e industria della cannabis, a uso ricreativo o terapeutico, sono sempre di più, e il settore cresce a vista d’occhio.
Il sogno di tanti consumatori e grower è riuscire a viverci. Ecco in che modi puoi guadagnarti da vivere con la cannabis.
Prima di tutto bisogna capire che regole valgono nel paese in cui viviamo o vogliamo lavorare. Col digitale è un po’ più facile, perché potremmo lavorare da qualsiasi paese indipendentemente dalle sue regole, sempre senza violare la legge.
Il primo passo è sempre scrivere un business plan e decidere se l’attività sarà di produzione di prodotti, vendita, coltivazione, marketing digitale o altro. Una volta chiarito questo, se serve, va ottenuta una licenza.
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Foglie di marijuana in mano.[/caption]
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Foglie di marijuana in mano.[/caption]
Gli ambiti in cui si lavora con la cannabis:
Produzione e coltivazione
Coltivare in modo industriale e professionale è in pieno boom. Ci sono sempre più aziende che producono cannabis e canapa a scopo terapeutico e ricreativo, a seconda delle leggi di ogni posto. Se sogni di coltivare in grande, è un’ottima strada: chiede tanta organizzazione, pianificazione, risorse e lavoro, ma può rendere parecchio.Tecnologia
Qui si parla di soluzioni tecnologiche per le aziende della cannabis, tipo i dispensari: progettazione di app e software per i punti vendita. È un settore che ti fa lavorare con realtà cannabiche già avviate e migliorarne la logistica.Cosmetica
Creme, lozioni e perfino oli essenziali di cannabis piacciono sempre di più, sia a chi consuma sia a chi non lo fa. Hanno un mercato molto più ampio delle cime o degli oli di THC e CBD, perché non danno nessun effetto psicoattivo. Se il paese in cui vivi lo permette, la cosmetica a base di cannabis è senza dubbio un mercato in crescita su cui vale la pena puntare.Consulenza
Le regole sulla cannabis cambiano nel tempo e da una zona all’altra. La consulenza legale è fondamentale quando si apre un’attività, ed è una bella fonte di lavoro perché gli specialisti del settore non abbondano. Se ti appassionano le leggi e l’erba, questo lavoro fa per te. E la consulenza non deve per forza essere solo legale. Se sei un grower con esperienza puoi lavorare come consulente e passare quello che sai ad altri coltivatori che stanno iniziando o che non sanno come far andare avanti le loro piante.Edibili
Ti piace cucinare? Ti piace la cannabis? Buttati! Cucinare con la cannabis è facile e divertente. Come in tutti i campi, però, bisogna studiare e conoscere benissimo le dosi da usare quando crei ricette e prodotti. Un’overdose da edibili può essere un’esperienza bruttissima per chi li mangia, per questo è fondamentale che il cuoco o la cuoca sappia esattamente cosa sta facendo.Marketing e pubblicità
Se ti piacciono i social, il branding, il design, la scrittura o la pubblicità, questo potrebbe essere il tuo lavoro. Oggi qualsiasi azienda o negozio ha bisogno di comunicare prodotti e servizi sui social o sul web. Di lavori così ce ne sono tanti, e sono perfetti per chi fa il freelance.Negozi
A seconda delle leggi del tuo paese puoi aprire un growshop, un head shop o un dispensario. Ti piace consigliare varietà di marijuana? Vuoi vendere accessori e articoli per fumatori? Ti interessa la coltivazione e dare consigli? Aprire un negozio è un’ottima idea, purché sia legale dove lo fai. E puoi vendere anche online!
A cosa serve la cannabis?
La cannabis ha usi diversi in tanti campi: medicina, industria e altro. Ecco i principali:- Usi in medicina: la cannabis viene usata per diverse condizioni e sintomi. L’olio di cannabis, per esempio, è stato usato per alleviare il dolore, ridurre l’infiammazione e migliorare il sonno in alcuni pazienti. Se ne studia anche l’efficacia in malattie come l’epilessia, il cancro e il disturbo da stress post-traumatico.
- Industria della cannabis: comprende produzione, distribuzione e vendita di prodotti legati alla cannabis. Cioè cime, estratti, oli, edibili e prodotti per la cura della persona derivati dalla pianta. In vari paesi il settore sta crescendo parecchio, e si sviluppano nuove tecnologie e pratiche per sfruttarne al massimo il potenziale.
- Cosmetica e cura della persona: la crema alla cannabis si usa in cosmetica per i suoi presunti benefici sulla pelle. Le si attribuiscono proprietà idratanti, antinfiammatorie e antiossidanti, e la trovi in creme viso, lozioni per il corpo e burrocacao.
- Usi industriali: la cannabis ha anche applicazioni industriali. Le fibre di canapa, una varietà di cannabis, servono per fare corde, carta, tessuti e materiali da costruzione. In più la cannabis si usa per produrre bioplastiche, biocarburanti e altri materiali sostenibili.
- Semi di cannabis: i semi hanno vari usi, dal far nascere nuove piante per uso ricreativo o terapeutico fino all’olio di semi di canapa, ricco di nutrienti e acidi grassi essenziali.
- Uso terapeutico: la cannabis viene spesso usata per alleviare il dolore, controllare i sintomi della sclerosi multipla, contrastare la nausea da chemioterapia, ridurre ansia e stress e per disturbi del sonno come l’insonnia. Contiene principi attivi come il THC e il CBD, a cui alcuni studi attribuiscono proprietà analgesiche, antinfiammatorie e ansiolitiche. Detto questo, va usata sotto controllo medico e nel rispetto delle leggi e delle regole in vigore.

Quanto rende il business della cannabis?
La redditività della cannabis può cambiare tantissimo in base a vari fattori: il tipo di mercato in cui ti muovi, la zona, il tipo di prodotto e il punto della filiera in cui si trova l’azienda o l’attività. In generale, negli ultimi anni l’industria della cannabis è cresciuta parecchio in molti paesi, soprattutto dove è stata legalizzata o dove le regole sull’uso terapeutico e/o ricreativo si sono allentate. Così sono nate opportunità in diversi settori: produzione, distribuzione, vendita al dettaglio e servizi collegati. Però bisogna anche tenere presente che il settore ha le sue grane. Concorrenza, regole, costi per stare in regola, tasse e altri fattori possono mangiarsi i guadagni di un’attività legata alla cannabis. Prima di fare i conti su quanto può rendere un business di cannabis, è fondamentale fare un’analisi seria: domanda del mercato, costi di produzione, margini, spese operative e requisiti legali e normativi. E la redditività cambia anche in base alla durata dell’investimento e all’orizzonte di tempo che consideri. Alcuni investimenti a breve possono dare guadagni rapidi, altri hanno bisogno di più tempo per rendere davvero. Insomma, la cannabis può essere un business promettente in certi mercati e in certe condizioni, ma ha i suoi rischi e le sue particolarità. Prima di decidere di investirci, analizza tutto per bene e valuta ogni fattore che conta.
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