Marijuana e motivazione: l’erba ti toglie la voglia di fare?
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Marijuana e motivazione: l’erba ti toglie la voglia di fare?

Sindrome amotivazionale, uso pesante, differenze tra uomini e donne e il legame con la depressione: cosa si sa davvero.

DI Redazione CosechaLibre4 MIN DI LETTURA

Sul momento la marijuana rilassa e mette di buon umore, ma proprio quel relax può spegnerti la voglia di fare. Con un uso regolare e pesante alcune persone sviluppano la cosiddetta «sindrome amotivazionale»: apatia, poco interesse per le cose di tutti i giorni, fatica a concentrarsi e a portare avanti obiettivi. Non succede a tutti, e quantità e frequenza fanno la differenza. Vediamo cosa si sa, chi rischia di più e le conseguenze nel lungo periodo.

Gli effetti immediati sulla motivazione

Per capire come l’erba incide sulla motivazione, partiamo dagli effetti sul momento. Tanti dopo una canna sentono euforia e relax, spesso con un calo temporaneo di ansia e stress. Ma questo relax, quando si parla di motivazione, ha il suo rovescio della medaglia.

Cos’è la sindrome amotivazionale?

Per descrivere il fenomeno a volte si parla di «sindrome amotivazionale». È la perdita di motivazione e di interesse per le attività quotidiane che può comparire con un uso regolare di marijuana. Chi ne soffre può diventare apatico, disinteressato e fare fatica a restare produttivo.

L’erba toglie la motivazione più alle donne o agli uomini?

Gli effetti dell’erba sulla motivazione possono cambiare tra uomini e donne. Alcune ricerche suggeriscono che le donne potrebbero essere più sensibili agli effetti amotivazionali rispetto agli uomini. Per capire bene queste differenze, però, servono altri studi.

Effetti a lungo termine e conseguenze

Fumare di continuo, soprattutto in grandi quantità e per tanto tempo, può lasciare il segno su motivazione e comportamento. Alcuni consumatori fanno fatica a concentrarsi, a pianificare e a raggiungere obiettivi a lungo termine. In più, un uso eccessivo può pesare su memoria e funzioni cognitive, e questo frena ancora di più la motivazione e il rendimento a scuola o al lavoro.

Vivere con chi fuma erba

Vivere con una persona che fuma può avere un effetto anche sulla motivazione di chi le sta intorno. Familiari e amici possono notare cambiamenti nel suo comportamento e nella sua voglia di fare, e a volte questo porta litigi e preoccupazioni.

Chi fuma vive di meno? Aspettativa di vita e altri rischi

Quanto alla domanda «quanto vive chi fuma erba», la marijuana da sola in genere non accorcia in modo significativo l’aspettativa di vita. Però può portare a comportamenti a rischio, come guidare da fatti, che aumentano il rischio di incidenti stradali mortali.

Tirando le somme, la marijuana può avere effetti complicati su motivazione e comportamento. Alcuni dopo averla usata sentono la voglia di fare che cala, altri non notano niente o addirittura trovano sollievo dall’ansia. Gli effetti cambiano da persona a persona e in base a quanto e ogni quanto fumi. Se hai dubbi su come l’erba incide sulla tua motivazione e sulla tua salute, cerca informazioni serie e, se serve, una mano.

Come incide la marijuana sulla depressione?

Il rapporto tra marijuana e depressione è complicato e ancora oggetto di studio. Qualcuno la usa per tirarsi su per un po’, ma il legame con questo disturbo ha tante facce e gli effetti cambiano parecchio da persona a persona. Ecco alcuni dei modi in cui la marijuana può incidere sulla depressione:

  1. Sollievo temporaneo: alcune persone riferiscono che la marijuana dà un sollievo temporaneo da sintomi come ansia e tristezza. Succede perché i suoi effetti psicoattivi cambiano l’umore e danno una sensazione di euforia.
  2. Il rischio del fai da te: chi è depresso a volte usa la marijuana per automedicarsi, convinto che lo faccia stare meglio. Ma è un approccio rischioso, perché la marijuana non è un trattamento approvato dagli specialisti della salute mentale per la depressione.
  3. Rischio di dipendenza: un uso frequente e continuo può portare a tolleranza e dipendenza. Col tempo ne serve di più per avere lo stesso effetto, e smettere può scatenare sintomi d’astinenza che possono peggiorare la depressione.
  4. Si mette in mezzo alle cure: la marijuana può interferire con altri trattamenti per la depressione, come la psicoterapia o i farmaci prescritti. E può rendere più difficile seguire il percorso indicato dagli specialisti.
  5. Rischi per la salute mentale nel lungo periodo: alcuni studi suggeriscono che un uso cronico, soprattutto a dosi alte, potrebbe aumentare il rischio di problemi di salute mentale come depressione e ansia. Per capire bene questo legame servono però altre ricerche.
  6. Varietà e cannabinoidi diversi: la marijuana contiene tanti cannabinoidi, e non tutti agiscono allo stesso modo sulla depressione. Il cannabidiolo (CBD), per esempio, non è psicoattivo e in alcuni studi ha mostrato un certo potenziale contro ansia e depressione. Il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), invece, è il principale componente psicoattivo della marijuana e può avere effetti molto variabili sull’umore.