Michael Phelps e la foto con la canna: lo scandalo che non lo ha fermato
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Michael Phelps e la foto con la canna: lo scandalo che non lo ha fermato

Otto ori a Pechino, poi una foto con l’erba e tre mesi di stop: com’è andata nel 2009 e cosa fa davvero la cannabis a chi fa sport.

DI Redazione CosechaLibre6 MIN DI LETTURA

Nel febbraio 2009 Michael Phelps, il fenomeno del nuoto dagli otto ori di Pechino, finì in prima pagina per una foto in cui fumava marijuana a una festa. La federazione di nuoto statunitense lo sospese per tre mesi e gli tolse il sostegno economico, anche se non aveva violato nessuna regola antidoping. Lui chiese scusa, tornò in vasca e vinse altri ori a Londra 2012 e Rio 2016.

Il fenomeno del nuoto finito in una foto virale

Michael Phelps nel nuoto è sinonimo di vittoria. Alle Olimpiadi di Pechino 2008 ha fatto la storia con otto medaglie d’oro, un record ancora imbattuto. Ma la sua carriera non è stata tutta in discesa.

Nel febbraio 2009 il suo nome tornò su tutti i giornali, solo che stavolta le imprese in acqua non c’entravano niente. Una foto di Phelps che fumava marijuana durante una festa all’Università della Carolina del Sud finì sulla prima pagina del tabloid britannico «News of the World». L’immagine fece il giro del mondo, e tutti rimasero a bocca aperta nel vedere il superatleta alle prese con una cosa illegale e controversa.

Le conseguenze dello scandalo

La reazione del pubblico fu immediata e spaccata in due. Da una parte i fan di Phelps, per cui era solo un ragazzo che aveva sbagliato. Dall’altra chi lo attaccava duro, accusandolo di deludere chi lo seguiva, soprattutto i giovani che lo vedevano come un idolo.

La federazione di nuoto degli Stati Uniti rispose con provvedimenti disciplinari. Phelps fu sospeso per tre mesi da tutte le gare ufficiali e per lo stesso periodo perse il sostegno economico. La federazione diffuse un comunicato in cui disapprovava il suo comportamento e diceva che bisognava mandare un messaggio chiaro ai giovani, che lo prendevano come modello.

La sospensione non aveva niente a che fare con violazioni delle regole antidoping, ma pesò parecchio sulla vita di Phelps, sia in vasca sia fuori.

Il ritorno e un’immagine ricostruita

Phelps non si fece definire da quell’episodio: chiese scusa in pubblico e accettò la sanzione. Scontata la sospensione, tornò a nuotare e continuò a vincere. Partecipò alle Olimpiadi di Londra 2012 e di Rio 2016, portò a casa altri ori e consolidò il suo posto tra i più grandi nuotatori di tutti i tempi.

Col tempo è diventato anche una voce importante sulla salute mentale e il benessere, parlando apertamente delle difficoltà che ha attraversato. Ha dimostrato che anche dopo un tonfo pubblico ci si può rialzare e fare del bene.

Lo scandalo del 2009 fa capire quanto una sola foto possa cambiare il modo in cui la gente vede una persona, perfino un atleta del calibro di Michael Phelps. Resta famoso per le sue vittorie, ma quell’esperienza lo ha anche reso più umano e lo ha trasformato in un simbolo di resilienza.

Oggi, più di dieci anni dopo quella foto famigerata, il nome di Michael Phelps è ancora sinonimo di eccellenza nello sport, ma anche di capacità di rialzarsi e di determinazione davanti agli ostacoli, personali e professionali.

Phelps ha mostrato che, anche quando le telecamere ti beccano nel momento peggiore, il carattere di un atleta si misura da come affronta le difficoltà e va avanti. La sua storia ricorda che siamo tutti umani e sbagliamo, ma dagli errori si può imparare e ripartire.

Che effetto ha la cannabis sugli sportivi?

L’effetto della cannabis su chi fa sport è un tema complicato e discusso. Può cambiare parecchio a seconda di quanta ne usi, quanto spesso, che varietà (con livelli diversi di cannabinoidi), come la prendi e quanto sei abituato. Ecco alcuni dei possibili effetti e delle cose da tenere a mente:

1. Relax e stress che cala:

  • Alcuni atleti raccontano che la cannabis li aiuta a rilassarsi e a scaricare lo stress dopo allenamenti duri o gare.
  • In certi casi l’erba potrebbe anche tirare su l’umore e ridurre l’ansia.

2. Dolore e infiammazione:

  • La cannabis viene usata a scopo terapeutico per il dolore cronico e l’infiammazione.
  • Gli sportivi con infortuni o dolori cronici potrebbero ricorrere alla cannabis per stare meglio.

3. Concentrazione e coordinazione che peggiorano:

  • La cannabis, soprattutto in grandi quantità, può colpire concentrazione, coordinazione dei movimenti e riflessi.
  • Negli sport che chiedono tanta precisione e coordinazione, come il tiro con l’arco o la ginnastica, farsi può essere un problema.

4. Cuore e resistenza:

  • La cannabis può incidere sulla capacità cardiovascolare, cosa che pesa soprattutto negli sport di resistenza come il ciclismo o l’atletica.
  • La marijuana può alzare la frequenza cardiaca e ridurre la resistenza.

5. Regole antidoping:

  • In molti sport la cannabis è considerata una sostanza vietata in competizione dalle regole antidoping.
  • Gli atleti positivi ai controlli possono beccarsi sanzioni e squalifiche.

6. Motivazione:

  • In alcune persone la cannabis può smorzare la motivazione, e questo può pesare sull’impegno e sul rendimento in allenamento e in gara.

7. Legge e regole:

  • La legalità della cannabis cambia da paese a paese. In alcuni posti l’uso ricreativo o terapeutico è legale, in altri no.
  • Chi fa sport deve conoscere le leggi e le regole del posto in cui vive prima di pensare di usarla.

Insomma, l’effetto della cannabis sugli sportivi è complicato e cambia molto da persona a persona. Qualcuno ci trova un aiuto per stress e dolore, ma ci sono anche rischi, soprattutto negli sport dove servono concentrazione e coordinazione. E poi ci sono le regole antidoping: in molti sport la cannabis è vietata in gara. Se fai sport e stai pensando di usarla, valuta bene effetti e conseguenze prima.

La marijuana migliora davvero le prestazioni sportive?

Sull’effetto della marijuana sulle prestazioni le opinioni sono divise. C’è chi giura che una canna prima dell’allenamento gli migliori l’esperienza e chi la pensa all’opposto. Resta il fatto che la marijuana può avere effetti negativi sulle prestazioni e sulla salute in generale.

La marijuana contiene principi attivi come il THC, che agiscono sul sistema nervoso centrale e hanno effetti psicoattivi. Tra questi ci sono meno coordinazione, una percezione del tempo alterata e riflessi più lenti, tutte cose che possono peggiorare le prestazioni e la sicurezza mentre ti alleni.

In più la marijuana può dare sonnolenza, poca voglia di fare e meno concentrazione: proprio il contrario di quello che ti serve negli sport che chiedono attenzione ed energia.

E non dimenticare che le regole sportive e antidoping vietano la marijuana in competizione nella maggior parte delle gare e degli eventi professionistici. Gli atleti positivi possono ritrovarsi con sanzioni e conseguenze sportive.