Nodi e internodi della cannabis: cosa sono e cosa ti dicono della pianta
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Nodi e internodi della cannabis: cosa sono e cosa ti dicono della pianta

Luce, temperatura, sesso, potatura e talee: perché la distanza tra un nodo e l’altro è una delle cose da guardare per prime.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

I nodi sono i punti in cui un ramo si attacca al fusto principale, o in cui da un ramo spuntano nuovi germogli; gli internodi sono il tratto di fusto tra un nodo e l’altro. Guardarli ti dice tanto: se la luce basta, se la temperatura è giusta, di che sesso è la pianta, dove cimare e da dove prendere le talee. Il ciclo di vita della cannabis parte con la germinazione: il seme affonda nel terreno e allunga la radice principale. Poi spunta un fusticino con un germoglio e un paio di foglie, ed è l’inizio della fase di plantula, quando la pianta getta le sue fondamenta. Man mano che la piantina entra in vegetativa, nodi e internodi diventano sempre più evidenti.

Per il grower comune, i nodi della marijuana sono l’attacco tra i rami e il fusto principale, o tra un ramo e i nuovi germogli secondari. Gli internodi sono semplicemente la distanza tra un nodo e l’altro. Il concetto è facile, ma capire bene cosa sono e cosa guardare può tornarti utilissimo in coltivazione.

Nodi sul fusto di una pianta di cannabis

In questa guida vediamo perché nodi e internodi contano tanto nella coltivazione della cannabis e cosa ti raccontano sulle tue piante. Perché ogni nodo, a saperlo leggere, è un pezzo della storia della crescita della pianta e del suo potenziale.

Cosa ti dicono nodi e internodi sulle tue piante di marijuana?

Nodi e internodi non sono solo dettagli anatomici: sono indicatori preziosi per il grower, perché danno indizi sull’ambiente e sullo sviluppo delle piante. Guardando la distanza tra i nodi puoi regolare bene temperatura e illuminazione per tirare fuori il massimo in resa e salute.

Per esempio, se la distanza tra i nodi aumenta parecchio, può voler dire che c’è troppa differenza tra la temperatura di giorno e quella di notte, e le piante vengono su più deboli e meno resistenti. Per rimediare, tanti grower sistemano l’ambiente per ridurre questo sbalzo e rinforzare la struttura della pianta.

I nodi ti parlano di temperatura e luce

La lunghezza degli internodi dice qualcosa anche sulla qualità della luce che arriva alle piante. Internodi troppo lunghi possono essere il segno che la luce non basta, e il risultato sono rami deboli che rischiano di spezzarsi sotto il peso delle cime in fioritura.

Al contrario, internodi corti indicano una luce adeguata, e quindi rami abbastanza robusti da reggere il peso dei fiori quando si avvicina il raccolto.

I nodi ti dicono il sesso della pianta

Oltre a darti informazioni su ambiente e luce, i nodi rivelano anche il sesso delle piante di cannabis. Durante la vegetativa le piante iniziano a sviluppare i prefiori sui nodi vicino al fusto centrale, e questi prefiori si riconoscono dalla forma.

Per esempio, i prefiori con due peli lunghi e bianchi, i pistilli, indicano una pianta femmina, mentre quelli con delle sacchettine al posto dei pistilli sono tipici di una pianta maschio. Riconoscendo questi segnali sui nodi puoi capire il sesso delle tue piante e organizzarti di conseguenza.

La distanza tra i nodi ti dice dove potare

I nodi sono una guida fondamentale per i grower di cannabis, perché ti dicono quando è il momento di potare e come si svilupperà la pianta. Questi punti di attacco tra il fusto principale e i rami laterali ti indicano quando una pianta è pronta per la potatura e ti aiutano a decidere dove cresceranno i prossimi rami.

La potatura di solito comincia verso la seconda o terza settimana di vegetativa, e può cambiare da varietà a varietà, ma è importante aspettare che la pianta abbia diversi internodi ben sviluppati prima di iniziare.

Potatura FIM su una pianta di cannabis

Le tecniche di potatura sono tante, e quasi tutte prevedono di tagliare il fusto principale in corrispondenza di un nodo preciso. Così la pianta sviluppa rami separati, concentra la crescita dove vuoi tu e fa cime più grosse lungo quei rami.

Che tu scelga la cimatura, la pulizia dei rami bassi o un’altra tecnica, capire la struttura di nodi e internodi è essenziale per fare tagli precisi che favoriscano una crescita sana. Usando i nodi come riferimento, decidi con cognizione di causa dove e quando potare, e tiri fuori il massimo dalle tue piante.

I nodi ti fanno prendere le talee migliori

I nodi non contano solo per la crescita della pianta: sono fondamentali anche per fare le talee migliori quando cloni. Se vuoi moltiplicare bene le tue piante, devi conoscere l’anatomia dei nodi.

Quando cloni, la scelta del punto in cui tagliare la talea è decisiva. Di solito si taglia un ramo appena sopra un nodo nella parte bassa della pianta, perché lì i rami tendono a essere più forti e sani.

Meglio scegliere rami che stiano almeno tre nodi sotto la cima della pianta madre: così le talee crescono meglio e radicano più facilmente.

Se capisci quanto contano i nodi nella clonazione, prendi decisioni più ragionate quando fai talee dalle tue piante madri. Guardando bene i nodi trovi i punti migliori dove tagliare e vai sul sicuro con le nuove piante.

Con queste nozioni puoi migliorare resa e salute delle tue coltivazioni, con raccolti costanti e di qualità.