
Di quali nutrienti ha bisogno la cannabis: NPK, pH e dosi fase per fase
Azoto, fosforo, potassio e tutto il resto: cosa mangia la tua pianta, quanto darle in ogni fase e perché il pH conta quanto il concime.
Di quali nutrienti ha bisogno la tua pianta di marijuana?
La cannabis ha bisogno soprattutto di azoto, fosforo e potasio (NPK), poi di nutrienti secondari come zolfo, calcio e magnesio e di una serie di micronutrienti come ferro, zinco e manganese. Le dosi cambiano in base alla fase: più azoto in vegetativa, più fosforo e potasio in fioritura, quasi niente nelle prime settimane.
I tre nutrienti principali sono quelli dell’NPK: azoto, fosforo e potassio. Sono la base di qualsiasi fertilizzante per cannabis e di qualsiasi pianta di marijuana che cresce alla grande. Alle piante servono anche anidride carbonica e ossigeno, che prendono dall’aria che circola, e idrogeno, che arriva dall’acqua.
Poi ci sono i nutrienti secondari: zolfo, calcio e magnesio.
Infine c’è un gruppo più ampio di micronutrienti che stimolano la crescita della pianta. Tra questi micronutrienti essenziali ci sono zinco, manganese, ferro, boro, cloro, cobalto, molibdeno e silicio, tra gli altri.
Come e quando fertilizzare le piante di cannabis?
Le piante di marijuana hanno bisogno di livelli di nutrienti diversi a seconda della fase di crescita. In genere il fertilizzante si dà almeno una volta a settimana, con abbastanza acqua dal pH corretto.
Come regola generale, il pH ideale per la marijuana coltivata in terra sta tra 6,0 e 6,8. In idroponica, invece, il pH dell’acqua va tenuto tra 5,5 e 6,5.

Cosa dare alla pianta in ogni fase di crescita?
Piantina: fertilizzante minimo o niente. Meglio aspettare che siano spuntate un po’ di foglie prima di dare la prima dose di fertilizzante NPK.
Vegetativa: la prima settimana usa un rapporto NPK di 2:1:2, cioè due parti di azoto, una di fosforo e due di potassio. Verso la settimana 7 puoi salire a un rapporto di 10:5:7, per passare poi a 1:1:1 a fine vegetativa.
Fioritura: in questa fase concentrati sull’alzare fosforo e potassio. Fertilizzare è utile all’inizio della fioritura, ma serve molto meno nelle ultime settimane, quando le cime vere si sono già formate.
Consiglio: le tabelle di dosaggio non sono tutte uguali. Meglio partire con meno di quanto consigliato e salire piano, per evitare eccessi di nutrienti o di bruciare le piante.
Cos’è un fertilizzante?
In parole semplici, il fertilizzante è cibo per le piante, fatto con sostanze naturali o prodotte industrialmente, che si dà al terreno e alle piante per farle crescere al meglio. I nutrienti dei fertilizzanti fanno bene a tantissime piante diverse, comprese quelle da appartamento in vaso.

Perché il fertilizzante è importante per la cannabis?
I nutrienti dei fertilizzanti aiutano a ottenere un raccolto più sano, con più foglie e, alla fine, più fiori. Se vuoi cime grosse, il fertilizzante giusto ti può aiutare ad arrivarci. Senza un buon fertilizzante, le cime rischiano di non raggiungere tutto il loro potenziale.
Qual è il miglior fertilizzante?
Se vuoi coltivare in biologico, puoi usare un fertilizzante naturale per marijuana che contenga questi ingredienti:
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Batteri e funghi benefici
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Humus
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Farina di pesce
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Farina di sangue
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Guano di pipistrello
Di quali nutrienti ha bisogno la cannabis in fioritura?
In fioritura la pianta ha esigenze precise per fare cime di qualità. I nutrienti essenziali in questa fase sono i macronutrienti azoto (N), fosforo (P) e potassio (K), i nutrienti secondari come calcio (Ca) e magnesio (Mg) e micronutrienti come lo zinco (Zn).
L’azoto conta molto nelle prime fasi di crescita, ma in fioritura va ridotto, perché un eccesso di azoto può frenare lo sviluppo delle cime. Il fosforo, invece, ha un ruolo chiave nella produzione dei fiori e aiuta la formazione delle cime. Anche il potassio è fondamentale in fioritura, perché favorisce la sintesi di resina e oli essenziali, e quindi cime migliori e più compatte.
Oltre ai nutrienti principali, devi assicurarti che non manchino secondari e micronutrienti. Il calcio, per esempio, serve per una struttura cellulare solida, mentre il magnesio è fondamentale per produrre la clorofilla, che serve alla fotosintesi. I micronutrienti come lo zinco servono in quantità più piccole, ma restano importanti perché le piante in fioritura si sviluppino bene.
Occhio però: anche troppi nutrienti fanno male alla cannabis in fioritura. Fertilizzare troppo può bruciare le foglie e mettere in crisi la salute della pianta. Per questo conviene seguire una tabella di carenze e nutrienti della cannabis, così da dare le cose giuste nelle quantità giuste durante la fioritura.

Perché e come concimare le piante di marijuana?
Concimare le piante di marijuana è fondamentale per dargli i nutrienti che servono a crescere sane e a fiorire al meglio. I nutrienti del substrato si esauriscono man mano che le piante crescono, quindi bisogna rimetterli con i fertilizzanti.
In commercio trovi diversi tipi di concime, organici e chimici. Quelli organici vengono da fonti naturali e di solito rilasciano i nutrienti in modo più lento e costante. Quelli chimici, invece, hanno i nutrienti in forma più concentrata e le radici li assorbono in fretta.
Quando concimi, segui le istruzioni del produttore e usa la dose giusta. Meglio partire con una dose bassa e salire piano piano, in base a cosa serve alle piante e a come reagiscono. Fertilizzare troppo può fare danni, con bruciature e squilibri di nutrienti.
Conta anche il pH del substrato, perché decide quanto i nutrienti sono disponibili per la pianta. Per la maggior parte delle varietà l’ideale è un pH tra 6 e 7. Se il pH è troppo alto o troppo basso, le radici non riescono più ad assorbire alcuni nutrienti e arrivano le carenze.
Anche la concimazione cambia in base alla fase. In vegetativa le piante hanno bisogno di più azoto per crescere vigorose. In fioritura servono più fosforo e potassio per far sviluppare le cime.
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