
Quante ore di buio servono alla cannabis? Vegetativa, fioritura e autofiorenti
Perché la notte conta quanto la luce, quante ore di buio dare in ogni fase e cosa cambia con le autofiorenti.
Nella coltivazione di cannabis le ore di buio contano quanto quelle di luce: una pianta fotoperiodica in vegetativa di solito sta a 6 ore di buio (18/6), in fioritura a 12 ore di buio filate e senza infiltrazioni di luce (12/12). Le autofiorenti non dipendono dal buio per fiorire, ma un po’ di riposo serve anche a loro. Pensa a una coltivazione di erba: cosa ti viene in mente? Probabilmente una stanza illuminata da lampade potenti sopra un gruppo di piante rigogliose. Eppure la natura fa il suo corso e, come a noi piace l’equilibrio, alla cannabis piace anche il buio.
Durante le ore di buio le piante di marijuana portano avanti processi diversi da quelli del giorno. La durata della notte dice alla pianta in che periodo dell’anno si trova, e questo fa scattare le varie fasi del suo sviluppo.
Già dalla germinazione i semi di cannabis contano sul buio per capire di essere sotto terra. E il buio protegge anche le radici da parassiti e malattie, creando l’ambiente ideale per crescere.

Saltare le ore di buio può fare danni allo sviluppo delle piante. Con un minimo di attenzione, però, è facile dargli tutto il buio che serve per fiorire alla grande. E quando arriva il raccolto, te ne accorgi.
Perché il buio è decisivo nella coltivazione di cannabis fotoperiodica
Se coltivi cannabis fotoperiodica, devi capire perché il buio ha un ruolo così importante nel processo.
Si sa che le piante fanno la fotosintesi quando sono esposte alla luce. Ma, proprio come gli animali, di notte portano avanti altri processi. Per questo è fondamentale lasciare che passino al buio il tempo che gli serve.
Di giorno le piante di marijuana fanno la fotosintesi e producono l’energia per crescere. Di notte queste riserve vengono metabolizzate: l’energia in eccesso raccolta di giorno diventa amido, una scorta che la pianta usa nelle ore di buio.
Questo processo di metabolizzazione dell’amido non è ancora capito del tutto, ma è fondamentale per il giusto sviluppo delle piante. Si è visto che le piante di cannabis tenute sotto luce continua non danno raccolti di qualità o potenza migliori.
In più, le piante fotoperiodiche regolano la crescita in base a quanta luce ricevono. In natura germogliano di solito in primavera e a inizio estate, e crescono sotto il sole forte delle lunghe giornate estive. Quando le giornate iniziano ad accorciarsi, entrano da sole in fioritura.
Se però questi cicli si sballano, per esempio con una luce che va e viene senza regole, la crescita e lo sviluppo ne risentono: la pianta può restare bloccata in vegetativa per sempre o addirittura morire.
Insomma, capire e rispettare il ciclo di luce e buio è fondamentale per coltivare bene cannabis fotoperiodica e fare raccolti di qualità.
Quante ore di buio dare alla pianta di cannabis
Quando inizi a coltivare, capire quanto conta il ciclo di luce e buio è fondamentale. Di quanto buio ha bisogno davvero la tua pianta, e perché è così importante rispettare un fotoperiodo preciso?
Vediamolo nel dettaglio, così tiri fuori il massimo dal tuo raccolto.

Il bisogno di buio cambia a seconda della fase?
Quanto buio serve alla tua pianta dipende da se hai scelto una varietà fotoperiodica o un’autofiorente. Le autofiorenti hanno un orologio interno tutto loro, quindi non hanno bisogno di un ciclo luce/buio specifico.
Le fotoperiodiche, invece, che seguono il ritmo delle stagioni, hanno esigenze precise di luce e buio.
Vegetativa: dare alla pianta l’energia che le serve
In vegetativa, la fase tra plantula e fioritura, la pianta pensa a crescere e a fare foglie per la fotosintesi. Chi coltiva indoor di solito usa un ciclo 18/6: 18 ore di luce e 6 di buio. Questo ciclo spinge la crescita perché dà alle piante l’energia che serve per svilupparsi.
Alcuni grower sperimentano cicli alternativi, come il 6/2, in cui le piante ricevono tre sessioni di luce e buio al giorno, ma l’efficacia di questi metodi meno classici non è del tutto dimostrata.
Fioritura: verso il raccolto
In fioritura le ore vanno portate a 12 di luce e 12 di buio (12/12). Il cambio imita l’accorciarsi delle giornate d’autunno e dice alla pianta che è ora di riprodursi prima che arrivi l’inverno.
In questa fase è fondamentale che non entri nemmeno un filo di luce durante le ore di buio, perché potrebbe disturbare la fioritura.
Il buio prima del raccolto
Alcuni grower lasciano le piante al buio completo per circa due giorni prima del raccolto. Si pensa che così producano più cannabinoidi e terpeni, migliorando la qualità del prodotto finale. La scienza dietro questa pratica non è del tutto chiara, ma in tanti dicono di vederne i benefici.
Riassumendo: capire e rispettare i cicli di luce e buio è essenziale per avere un raccolto di qualità e quantità. Se segui bene la pianta in ogni fase, i risultati arrivano.
Autofiorenti: quanto conta il buio
Nella coltivazione di cannabis le autofiorenti sono un caso a parte quando si parla di come luce e buio influiscono sullo sviluppo.
A differenza delle fotoperiodiche, che rispondono al ciclo di luce e buio, le autofiorenti hanno un orologio biologico tutto loro, e quindi il loro rapporto con la luce e il buio è diverso.
Luce e buio nelle fasi dell’autofiorente
In fioritura le autofiorenti non seguono le regole rigide delle fotoperiodiche. Hanno sempre bisogno di luce per crescere e di buio per riposare, ma la durata di questi periodi può cambiare parecchio.
I cicli di luce più usati
Il ciclo più usato per le autofiorenti è 18 ore di luce e 6 di buio (18/6) per tutta la vita della pianta. Così ricevono l’energia per crescere, seguita da un periodo di riposo.
Alcuni grower passano le autofiorenti a 12 ore di luce e 12 di buio (12/12) in fioritura. In questo caso, però, è la luce ad adattarsi alla pianta e non il contrario, perché le autofiorenti non risentono del fotoperiodo come le fotoperiodiche.
Luce continua (24/0): cosa sapere
C’è chi dà alle autofiorenti luce continua, 24 ore di luce e zero di buio (24/0). Può funzionare, ma ci sono dei dubbi sui possibili effetti negativi, come costi più alti, rischio di bruciature da luce e accumulo di calore nell’ambiente di coltivazione.
In sintesi, anche se le autofiorenti hanno esigenze di luce e buio diverse dalle fotoperiodiche, trovare il giusto equilibrio resta decisivo. Provare cicli di luce diversi può aiutarti a trovare quello che funziona meglio per le tue piante.
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