
Pianta maschio di cannabis: può diventare femmina? E come riciclarla
Un maschio non si trasforma in femmina, ma non è nemmeno da buttare: fibra di canapa, succo di foglie, piante da giardino e semi, più le differenze tra i due sessi.
Una pianta di cannabis maschio non può diventare femmina: il sesso lo decide la genetica, e non c’è trucco che lo cambi. Visto che il suo polline riempie di semi le cime delle femmine vicine, di solito va tolta appena la riconosci. Ma prima di buttarla, sappi che un maschio può servire per fare semi, fibra di canapa, succo di foglie o come pianta da giardino.
A cosa può servire una pianta di cannabis maschio?
Le piante femmina fanno i fiori, cioè le cime, e le piante maschio fanno il polline. E siccome i maschi liberano polline, impollinano le femmine vicine e ci fanno crescere semi che nessuno voleva. Le cime con semi di solito sono meno potenti e più piccole. Per questo si consiglia di togliere i maschi dalla coltivazione appena li riconosci.
Quindi l’uso principale del maschio è la riproduzione. Serve un maschio che impollini una femmina perché si formino semi da usare poi per coltivare. Ma la maggior parte dei grower vuole femmine per i fiori, e in quel caso usa semi femminizzati per non ritrovarsi maschi tra i piedi.
Però i maschi non servono solo a impollinare. Tanti grower li vogliono lontani dalla coltivazione per i motivi che abbiamo appena visto, ma hanno usi e qualità che in pochi conoscono.

Ci puoi ricavare fibra di canapa
A differenza delle femmine, i maschi hanno una struttura più morbida, e per questo sono una fonte ideale di fibra di canapa, da riciclare per usi tessili come vestiti o stoffe. La leggenda dice che le vele delle navi di Cristoforo Colombo fossero di canapa: sarà vero?
Nel mondo della cannabis, anche il maschio sa stare in cucina
C’è chi sostiene che i profili acidi delle piante maschio e femmina siano uguali e diano gli stessi benefici. Entrambi sono ricchi di antiossidanti e fenoli. Con le foglie del maschio puoi fare un succo che in tanti considerano salutare. In più il corpo risponde bene ai cibi verde scuro e crudi. Tutte le altre parti della pianta si possono spremere, tranne i fusti grossi e i rami pesanti. C’è anche chi usa il polline del maschio per fare burro e oli per le ricette alla cannabis.
Per un giardino sano, mettici un maschio
Maschi e femmine producono sostanze chiamate terpeni, che fanno da repellenti naturali contro i parassiti e aiutano a evitare le malattie delle piante. Invece di buttare i maschi della tua growbox, puoi portarli fuori e piantarli in giardino.
I terpeni dei maschi liberano un odore che può proteggere le piante tenendo alla larga gli animali che se le vogliono mangiare. E hanno anche un bel potenziale contro gli insetti. In più la cannabis ha radici a fittone belle robuste, che si fanno strada nel terreno e possono smuovere la terra povera. Rompere la terra del giardino fa entrare aria nel suolo e migliora il drenaggio.
La verità è che, se coltivi per avere cime spettacolari e hai paura che un maschio impollini tutto, la cosa migliore è toglierlo. Ma queste alternative sono un buon modo per non ammazzare dei maschi così belli e così utili.

Si può far diventare femmina una pianta maschio?
No, non si può trasformare una pianta di marijuana maschio in femmina. Il sesso della pianta si definisce in modo naturale e lo decide la genetica. Le piante di marijuana possono essere maschio, femmina o ermafrodite. I maschi fanno fiori maschili che liberano polline, mentre le femmine fanno i fiori femminili, quelli che diventano le cime.
Per capire il sesso di una pianta bisogna guardare i fiori. Le femmine sviluppano pistilli bianchi e pelosetti, mentre i maschi hanno fiori che sembrano palline piene di polline. Se vuoi cime senza semi, i maschi vanno riconosciuti e tolti il prima possibile.
Se invece vuoi fare semi, puoi incrociare un maschio con una femmina e ottenere una discendenza. Però per farlo servono conoscenze e tecniche da breeder.
Ricorda che selezione e incroci sono lavori complessi, che richiedono esperienza e conoscenze avanzate. Per avere una coltivazione costante e di qualità conviene prendere semi da fornitori affidabili, o talee da fonti sicure.
Che differenza c’è tra pianta maschio e femmina?
La differenza di fondo tra un maschio e una femmina sta nei fiori. I maschi sviluppano fiori maschili che producono polline, le femmine fiori femminili che diventano le cime.
I fiori maschili sembrano piccole palline o sacche di polline, che si aprono e liberano il polline quando sono maturi. I fiori femminili, invece, hanno pistilli bianchi e pelosetti, che sono quelli che catturano il polline per la fecondazione.
In pratica, la differenza che conta per chi coltiva è che i maschi non fanno cime di qualità da fumare. Il loro compito è liberare polline per fecondare i fiori femminili e fare semi. Quindi, in una coltivazione pensata per cime senza semi, i maschi vanno riconosciuti e tolti per evitare impollinazioni indesiderate.
Occhio anche alle piante ermafrodite, che hanno fiori di tutti e due i sessi. Tendono di più ad autoimpollinarsi e a fare semi. Per questo, di solito, si tengono le femmine e si tolgono maschi ed ermafrodite, per avere cime di alta qualità e senza semi.
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