Pioggia sulla cannabis in fioritura: come salvare cime e rami
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Pioggia sulla cannabis in fioritura: come salvare cime e rami

La pioggia annaffia gratis, ma in fioritura porta muffa e rami spezzati: come proteggere le piante quando arriva la tempesta e cosa fare se si bagnano.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

Se piove sulla cannabis outdoor in fioritura, copri le piante dall’alto con un telo di plastica prima che venga giù e toglilo appena smette: l’acqua ferma sulle cime porta muffa. I rami spezzati si legano e si fasciano con il nastro, e un tutore aiuta a reggere il peso delle cime bagnate. Nella coltivazione all’aperto la pioggia è insieme una benedizione e un pericolo: annaffia gratis, ma in fioritura può dare parecchi problemi.

Quando la pianta è in fioritura, l’ideale è che le cime non si bagnino. L’acqua può far venire funghi, che col clima umido sono di casa. Se a un acquazzone segue tanto sole, le cime asciugano prima e il rischio cala. Il meglio, però, è che le piante già in fioritura siano al riparo dalla pioggia. Puoi coprirle dall’alto con un telo di plastica prima che cominci a venire giù. Appena smette, toglilo: la ventilazione è fondamentale e non vuoi creare un microclima perfetto per le muffe. Se si bagnano un pochino è molto meno grave di un acquazzone preso in pieno.

Cosa succede se lascio le piante sotto la pioggia?

Con la pioggia forte può spezzarsi qualche ramo, ma niente panico: la cosa migliore è legarlo, sempre che non si sia staccato del tutto dalla pianta. Cerca di rimettere il ramo dritto, com’era prima di rompersi, e fascia bene il punto della frattura con del nastro adesivo (va benissimo quello grigio americano). Aspetta un paio di giorni e controlla che il ramo non sia appassito. Per evitare guai peggiori conviene piantare un bastone o una canna come tutore, così i rami reggono meglio il peso delle cime.

I pericoli della pioggia in fioritura

  • Il primo: le cime si riempiono d’acqua e il peso le fa piegare, fino a spezzare qualche ramo. Non è gravissimo e si evita legando i rami.
  • Il secondo è il peggiore: tutta quell’acqua, insieme agli sbalzi tra caldo e freddo, fa comparire funghi sulle piante.

C’è una cannabis che regge meglio la pioggia?

Tra tutte le varietà, le sativa reggono gli acquazzoni meglio delle indica, perché vengono dalle zone tropicali del pianeta e si sono evolute proprio in queste condizioni. Rami lunghi e flessibili e cime più ariose le aiutano a sopportare anche le piogge più forti.

Le indica, con cime più compatte e di solito più grosse, sono le più esposte a muffe e rami spezzati.

L’unica vera soluzione è spostare le piante sotto un tetto, se sono in vaso, oppure costruirgli una tettoia dove ripararle. Con la pioggia, o con le notti di rugiada che arrivano verso fine stagione, così il problema è quasi risolto.

Oltre a queste soluzioni, ci sono altre strategie per proteggere le piante dalla pioggia durante la fioritura.

Altri modi per proteggere la cannabis quando c’è un temporale

Coltivare in serra

Una possibilità è coltivare in serra, dove controlli meglio le condizioni ambientali e proteggi le piante da pioggia e altri agenti naturali che possono rovinare crescita e raccolto. La serra ti dà anche più privacy e sicurezza, se vuoi tenere le piante lontane da occhi indiscreti.

Con genetiche resistenti

Un’altra strada è coltivare varietà resistenti all’umidità e alla muffa, come certe indica e certi ibridi selezionati apposta. Sono adattate ad ambienti più umidi e resistono meglio a funghi e malattie legate all’umidità. Puoi anche informarti su tecniche di coltivazione e di gestione dell’umidità per ridurre i rischi legati al meteo.

Insomma, proteggere le piante dalla pioggia in fioritura è fondamentale per evitare muffe e altri problemi da umidità. Le opzioni sono tante: da una tettoia o una serra fino alle varietà resistenti o alle tecniche di gestione dell’umidità. L’importante è valutare cosa hai a disposizione e trovare la strategia che va meglio per te e per la tua coltivazione.

Cosa faccio se piove e la pianta si bagna?

Se la pianta si è bagnata con la pioggia, scuotila delicatamente per togliere l’acqua in eccesso da foglie e cime. Fallo con attenzione, per non danneggiarla. E assicurati che il vaso o il terreno drenino bene, così l’acqua non ristagna intorno alle radici.

Per curare bene una pianta di marijuana devi darle un ambiente ottimale: temperatura e umidità giuste, buona luce e ventilazione, irrigazione e nutrienti adeguati. Ed è importante controllarla spesso, per beccare subito qualsiasi problema, come parassiti o malattie.

Se la pianta è appassita o si è rovinata per la pioggia o per altro, ci sono diverse tecniche per riprenderla, a seconda della causa. Tra queste: correggere l’irrigazione, darle i nutrienti giusti, tagliare le parti danneggiate o fare talee per ottenere una nuova pianta dalla pianta madre.

Qual è l’ambiente migliore per una pianta di marijuana?

L’ambiente giusto dipende dalla fase di crescita e dalle esigenze della varietà che coltivi. In generale le piante di marijuana vogliono luce intensa e una temperatura tra i 20 e i 25 gradi. Hanno bisogno anche di un terreno ben drenato e arieggiato, umido quanto basta ma senza ristagni che possano rovinare le radici.

Se coltivi in vaso, scegline uno della misura giusta e con un buon drenaggio, per evitare che l’acqua si accumuli. Poi annaffia con regolarità e fertilizza secondo quello che chiede la pianta.

Se coltivi all’aperto, è importante proteggere la pianta dal maltempo, come la pioggia forte o il vento. E occhio anche a parassiti e malattie che possono comprometterne la salute.

Se una pianta si è seccata, puoi provare a riprenderla con acqua e nutrienti, ma se è troppo danneggiata potrebbe non farcela. Meglio tenerla d’occhio da vicino e prevenire, così non si secca proprio.