Quando fare il lavaggio delle radici e a cosa serve davvero
COLTIVAZIONE

Quando fare il lavaggio delle radici e a cosa serve davvero

Due settimane prima del raccolto, solo acqua: come si fa il flush, quante volte farlo e cosa fare dopo.

DI Redazione CosechaLibre4 MIN DI LETTURA
Corsi di coltivazione CosechaLibre (Argentina)

Lavaggio delle radici della cannabis con acqua semplice prima del raccolto

Il lavaggio delle radici (il famoso flush) si fa circa due settimane prima del raccolto: dai alla pianta solo acqua, niente fertilizzanti, per sciacquare via i sali e i nutrienti accumulati nel terriccio e nelle radici. È l’ultimo passaggio prima di tagliare, ma non è roba da poco. Se lo salti, le cime rischiano di avere un sapore cattivo e di farti tossire di brutto. Annaffiare la cannabis con acqua semplice porta via i nutrienti rimasti nella terra. Il momento giusto per partire è due settimane prima del raccolto: se la tua varietà ha una fioritura di 8 settimane, cominci alla sesta. L’altro modo per capirlo è guardare i tricomi. Quando i cristalli passano da trasparenti a lattiginosi e spuntano i primi color ambra, è ora di lavare. Di solito il lavaggio si fa prima del raccolto, ma puoi farlo anche in vegetativa, per togliere il fertilizzante in eccesso dal terriccio. Troppo fertilizzante può bloccare i nutrienti: la pianta non riesce più ad assorbire quello che c’è nel substrato e la crescita si inchioda. I metodi sono diversi. Il più usato è smettere di dare nutrienti e annaffiare solo con acqua normale finché il substrato si pulisce. L’altro è dare in una volta sola il triplo del volume del vaso: con un vaso da 20 litri, ci fai passare circa 60 litri d’acqua. Occhio al pH dell’acqua con cui lavi, conta tantissimo. Spesso quella del rubinetto o quella minerale hanno già un pH accettabile, ma controllalo sempre con un pHmetro.

Quando si fa il lavaggio delle radici?

Il lavaggio delle radici si fa alla fine del ciclo di coltivazione, in genere un paio di settimane prima del raccolto. In pratica annaffi le piante solo con acqua, senza nutrienti né additivi, per eliminare i residui di sali e fertilizzanti accumulati nel substrato e nelle radici. Conta soprattutto nell’indoor, dove le piante vanno avanti a fertilizzanti e altri prodotti. Togliendo questi residui, il sapore viene più pulito e le cime hanno meno probabilità di trattenere gusti sgradevoli. Nell’outdoor il lavaggio può servire se hai concimato pesante o se sospetti un accumulo di sali nel terreno. Anche lì, la regola è farlo circa due settimane prima del raccolto. Fallo con la testa: controlla il pH e la qualità dell’acqua che usi. E regola le annaffiature in questo periodo, così la pianta non va in stress idrico.

Pianta di cannabis in fioritura vicina al raccolto

Quante volte va fatto il lavaggio delle radici?

Dipende da un po’ di cose: il tipo di coltivazione, il substrato e quello che chiedono le tue piante. Nella maggior parte dei casi, però, basta un lavaggio solo, alla fine del ciclo, circa due settimane prima del raccolto. L’obiettivo è sempre lo stesso: togliere i residui di sali e nutrienti da substrato e radici, per avere cime dal sapore più pulito, senza retrogusti strani. Un lavaggio fatto bene in questa fase spinge la pianta a consumare le riserve di nutrienti che ha immagazzinato, e questo può dare una mano alla qualità finale del raccolto. Non esagerare: fare un lavaggio dopo l’altro stressa la pianta per niente e può costarti salute e resa. Quasi sempre un lavaggio solo, fatto come si deve, è quello che ti serve.

Cosa fare dopo il lavaggio delle radici?

Dopo il lavaggio ci sono alcune cose da fare per tenere le piante in forma e arrivare al raccolto nel modo migliore:
  1. Regola le annaffiature: dopo il lavaggio, dai alle piante l’acqua che gli serve davvero, né troppa né troppo poca. Così si riprendono e vanno avanti sane.
  2. Tieni d’occhio pH ed EC: misura e correggi il pH e la conducibilità elettrica (EC, cioè quanti sali ci sono disciolti nell’acqua) di quello con cui annaffi. Con un pH giusto e una EC equilibrata la pianta assorbe bene ciò che le serve e cresce sana.
  3. Osserva: dopo il lavaggio stai attento a ogni segnale di stress o di carenza. Guarda bene foglie, fusti e cime per beccare subito cambi o problemi. Se qualcosa non va, intervieni prima che peggiori.
  4. Cura l’ambiente: tieni temperatura, umidità e ricambio d’aria ai valori giusti nella zona di coltivazione. In un ambiente buono le piante si riprendono in fretta e continuano a svilupparsi alla grande.
Con questi accorgimenti dai alle tue piante quello che serve dopo il lavaggio, così si riprendono e arrivano sane fino al raccolto. Logo CosechaLibre