Quanti estrattori servono per una coltivazione indoor?
COLTIVAZIONE

Quanti estrattori servono per una coltivazione indoor?

Come calcolare l’aria da ricambiare nella tua growbox, quanta potenza deve avere l’estrattore e dove piazzare entrata e uscita dell’aria.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

Per una coltivazione indoor di solito basta un solo estrattore ben dimensionato, capace di cambiare tutta l’aria dello spazio in circa 5 minuti, più un’entrata d’aria che può essere attiva (un intrattore, cioè una ventola che spinge aria dentro) o passiva. Il numero conta meno della potenza: è quella che tiene temperatura, umidità e ricircolo d’aria ai livelli giusti, e da lì dipendono piante sane e un raccolto abbondante.

Senza una ventilazione come si deve, muffa, troppo caldo o poco ossigeno possono buttarti giù la resa delle piante.

Coltivazione indoor di cannabis sotto le lampade

Come calcolare la ventilazione che serve al tuo indoor

Quando monti un indoor di cannabis, una delle cose più importanti è avere una ventilazione adeguata, che tenga l’ambiente sano per le piante. Per riuscirci devi calcolare bene quanta aria va ricambiata e quanta potenza devono avere ventole ed estrattori.

Così l’aria dello spazio di coltivazione si rinnova in modo efficiente ed eviti problemi come troppo caldo, troppa umidità o poco ossigeno.

Calcolare il volume dello spazio della growbox

Il primo passo è calcolare il volume dello spazio in cui coltivi. Basta moltiplicare lunghezza, larghezza e altezza. Per esempio, se la tua coltivazione misura 1 x 2 x 1,80 metri, il volume è di 3,60 m³ (1 * 2 * 1,80 = 3,60 m³).

Ricambiare l’aria con i tempi giusti

Una volta che sai il volume, il passo successivo è capire quante volte devi ricambiare l’aria. L’obiettivo è che l’estrattore riesca a cambiare tutta l’aria della coltivazione in circa 5 minuti.

Per calcolare la potenza che ti serve devi sapere quanta aria muove la ventola in un’ora. Per esempio, se una ventola muove 400 m³ all’ora, in 5 minuti ne sposta 33 m³, che è più che sufficiente per uno spazio di 3,60 m³.

Rapporto tra estrazione e immissione d’aria

In generale il rapporto consigliato tra estrattori (aria che esce) e intrattori (aria che entra) è di 1:4. Vuol dire che se l’estrattore ha una portata di 400 m³ all’ora, l’intrattore deve averne una di circa 100 m³ all’ora. Negli spazi più piccoli, però, l’immissione può essere passiva, cioè affidata al flusso d’aria naturale senza una ventola in più.

Che tipi di estrattori ci sono per l’indoor

Ci sono diversi tipi di estrattori, da scegliere in base alla grandezza dello spazio e al budget. Ecco qualche opzione:

  1. Ventole da PC: sono gli estrattori più usati nelle coltivazioni piccole perché costano poco, sono compatte e si montano facile. Vanno a 12 V, anche se quelle a 220 V con cuscinetti a sfera sono da preferire perché fanno meno rumore e durano di più. Puliscile spesso, così la sporcizia non ne rovina il funzionamento.
  2. Aspiratori da bagno o da cucina: sono più efficienti delle ventole da PC e muovono più aria, ma fanno anche più rumore e di solito costano di più. Sono l’ideale per chi coltiva con lampade al sodio (HPS) di alta potenza, perché aiutano a tenere a bada la temperatura in modo più efficace.
  3. Estrattori centrifughi: sono più potenti e consigliati per gli spazi più grandi. Il difetto principale è che possono essere parecchio rumorosi, ma la quantità d’aria che muovono compensa.
  4. Estrattori in linea: tornano utili negli spazi piccoli, perché occupano poco e si montano più facilmente. Per ridurre vibrazioni e rumore, metti gomma o materiali antivibranti nei punti in cui l’estrattore tocca le pareti dell’indoor.

Filtri per l’entrata dell’aria

Per non far entrare parassiti nel tuo spazio di coltivazione, puoi mettere dei filtri sull’entrata dell’aria usando dei collant o i filtri delle cappe da cucina (in Argentina vanno forte quelli tipo Spar). Tieni conto che questi filtri possono ridurre il flusso d’aria, quindi devi aumentare la potenza dell’intrattore per mantenere un ricambio adeguato.

Dove piazzare la ventilazione in un indoor di cannabis

Piazzare bene estrattori e intrattori è fondamentale per avere una ventilazione efficiente.

  • Entrata dell’aria: va messa nella parte più bassa dello spazio, a circa 10-15 cm da terra, così l’aria fresca si mescola con quella calda e sale. Aiuta anche a non far accumulare polvere e sporcizia e a evitare l’umidità che si forma con vasi e annaffiature.
  • Uscita dell’aria: l’estrattore va messo in alto, vicino alla lampada, per buttare fuori l’aria calda prodotta dalla luce. E siccome l’aria calda tende a salire, tirarla fuori dall’alto è più efficiente.

Se ci sono punti dove si accumulano caldo o umidità, conviene usare dei ventilatori interni per far girare bene l’aria in tutto lo spazio.

Piante di cannabis al giorno 14 in un indoor

In sintesi: la ventilazione meccanica nell’indoor di casa

Una ventilazione adeguata in una coltivazione indoor è fondamentale per avere un ambiente sotto controllo che aiuti le piante a crescere. Calcolare il volume dello spazio, scegliere l’estrattore giusto e piazzare bene la ventilazione ti garantisce un flusso d’aria efficiente, con meno problemi di temperatura, umidità e parassiti. Con un impianto montato come si deve, il tuo indoor va alla grande e il raccolto migliora sia in qualità sia in quantità.