Quanto tempo ci vuole per coltivare marijuana? Dal seme al raccolto
COLTIVAZIONE

Quanto tempo ci vuole per coltivare marijuana? Dal seme al raccolto

Autofiorenti in tre mesi, femminizzate in quattro o cinque: i tempi di germinazione, vegetativa e fioritura.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

Quanto ci mette a crescere una pianta di marijuana? 

Indoor, un’autofiorente va dal seme al raccolto in circa 3 mesi (3-4 settimane di vegetativa più circa 8 di fioritura), mentre una femminizzata ci mette di solito 4-5 mesi (6-8 settimane di vegetativa e 10-12 di fioritura). All’aperto i tempi si allungano parecchio. E tutto parte da un semino e da tanta pazienza. 

Se vuoi una pianta con cime da far invidia, il tempo e il modo in cui la curi fanno la differenza tra una pianta turgida e produttiva e un «mucchio di rami» con poche foglie e quasi niente raccolto.

Per questo vediamo quanto tempo passa da quando la pianta germina a quando è pronta per il raccolto. 

La crescita della cannabis si divide in 3 fasi principali: germinazione, vegetativa e fioritura. Ognuna ha le sue esigenze di ambiente e nutrienti, e perfino fotoperiodi diversi (ore di luce e di buio). Eccole una per una. 

Germinazione

È il periodo in cui i semi di marijuana diventano piantine. Se invece parti da talee, questa fase corrisponde al tempo che serve per clonarle e farle radicare.

Le tecniche di germinazione sono tante, ma la più usata e consigliata è quella del tovagliolo o della carta umida sotto il seme. C’è chi preferisce altri metodi che noi consigliamo meno, come il cotone umido, la semina diretta nel terriccio o nel jiffy, o il bicchiere d’acqua.

Alcuni grower usano anche stimolanti per la germinazione, che danno una spinta al metabolismo iniziale del seme e ammorbidiscono il guscio: così, nella maggior parte dei casi, la germinazione si riduce praticamente a un giorno.

Per il resto, i tempi sono relativi, perché entrano in gioco anche la varietà e la qualità del seme. Contano poi l’età del seme, la sua fertilità e come è stato conservato. Non cambia nulla, invece, se i semi sono femminizzati o autofiorenti.

La piantina spunta, più o meno, in 24-72 ore, ma questa parte può durare anche 5 giorni o perfino 10-15. L’importante in questa fase è che acqua e umidità siano al punto giusto, che ci sia ossigeno e che la temperatura stia tra i 21 e i 24 °C.

Fase vegetativa

È la fase centrale nello sviluppo della pianta e una delle più importanti.

Dopo la germinazione, quando hai la tua piantina e l’hai trapiantata (nel jiffy o direttamente nel vaso), comincia la fase di crescita. Come dice il nome, qui la pianta fa il suo scatto più grande, fino a raggiungere la forma e le dimensioni che le servono per passare alla fase successiva, la fioritura.

In questa fase di solito si consigliano diciotto ore di luce e sei di buio al giorno. Il fotoperiodo è più lungo rispetto alle altre fasi, e l’equilibrio tra luce e buio è fondamentale. 

Perché conta anche il buio? Perché è lì che avviene lo scambio di gas essenziale per il metabolismo delle cellule della pianta.

Come dicevamo, questa fase dura più o meno a seconda del tipo di seme, della varietà e del tipo di coltivazione. Le autofiorenti sono più veloci delle femminizzate, e indoor si va più veloci che outdoor. In più, con una lampada più potente la crescita accelera rispetto a una luce più debole.

In generale, indoor, questa fase dura circa 3-4 settimane (21-25 giorni) per le autofiorenti e dalle 6-8 settimane in su per le femminizzate. All’aperto, regolari e femminizzate possono arrivare a 8-9 mesi di ciclo, mentre indoor puoi spingere la crescita più del solito e accorciare il ciclo. Detto questo, è difficile dare un tempo standard a questa fase, come a qualsiasi altra: ci sono troppi fattori ambientali, della pianta ed esterni (fertilizzanti e mano del grower) che possono cambiare la coltivazione. 

Fioritura

È l’ultima fase della cannabis. Quando comincia dipende da quanto tempo di crescita dai alla pianta e da quanto è pronta a reggere le cime che svilupperà.

Quindi, se la pianta è debole o piccola e non mostra ancora segni di infiorescenze, conviene allungare un po’ la vegetativa.

Le autofiorenti, come sai, vanno in fioritura praticamente da sole: non serve cambiare il fotoperiodo, perché fioriscono in base all’età. Le fotoperiodiche invece, indoor, dipendono dal grower: per mandarle in fioritura bisogna passare a dodici ore di luce e dodici di buio al giorno, così il cambio di luce fa scattare la fioritura.

Per decidere quando finisce la fioritura, quando fare il lavaggio delle radici e quando tagliare, devi guardare bene lo sviluppo delle cime. I tempi sono relativi, come dicevamo, ma l’essenziale è vedere le cime ingrossarsi fino a coprire o inglobare la maggior parte dei pistilli. Una volta che sono sviluppate, il momento del raccolto lo segnano la maturazione e l’ossidazione progressiva di pistilli e tricomi, fino al tipico colore ambra o miele.

Quindi, indoor, le autofiorenti finiscono in circa otto settimane, mentre le femminizzate possono andare più per le lunghe, a seconda di quanto le hai fatte crescere. Di solito si parla di 10-12 settimane o più.

Insomma, ogni fase della pianta ha i suoi tempi. La cosa migliore è lasciare che il ciclo segua il suo corso nel modo più naturale possibile, senza forzare niente, e mettere la pianta nelle condizioni di dare il massimo. 

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