Come riconoscere un buon seme di marijuana: colore, forma ed età
COLTIVAZIONE

Come riconoscere un buon seme di marijuana: colore, forma ed età

Colore, forma e durezza: i segnali per capire a occhio e al tatto se un seme di cannabis vale la pena o è acerbo, vecchio o rovinato.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

Un buon seme di marijuana è scuro (grigio, marrone o nero, spesso tigrato), ha la classica forma a goccia e resta duro quando lo stringi tra le dita. I semi verdi o bianchi sono acerbi, quelli piatti, molli o crepati germinano male o non germinano proprio. Nessuno di questi segnali è una garanzia al 100 %, ma messi insieme ti dicono parecchio.

A prima vista, il seme deve sembrare sano. Per riconoscere quelli buoni devi sapere che forma, colore e dimensione cercare, anche se nessuna di queste caratteristiche ti assicura che germoglierà.

Con tutte le genetiche che girano, i semi sani possono avere un aspetto molto diverso l’uno dall’altro.

I segnali di un seme di cannabis di qualità

Colore scuro

I semi sani di solito sono grigi, marroni o neri, con macchie e linee più scure messe un po’ a caso. Possono avere un colore uniforme oppure mostrare le classiche striature tigrate o un disegno a guscio di tartaruga, con varie tonalità scure.

Il guscio può anche essere ceroso e riflettere un po’ la luce. Occhio però: il colore cambia in base alla genetica, all’ambiente in cui è cresciuta la pianta madre e a come sono stati conservati i semi. Per esempio, dopo qualche mese di conservazione possono scurirsi.

Semi di cannabis scuri e tigrati

Forma a goccia (la dimensione conta poco)

Giudicare un seme solo da forma e grandezza non è facile. I semi di qualità possono essere piccoli o grandi: se è piccolo ma ha tutti gli altri segnali giusti, può essere buonissimo.

Sulla forma, invece, un indizio c’è: il seme buono tende ad avere la forma di una goccia, con un’estremità tonda e l’altra a punta. In genere, i semi che non hanno questa forma hanno meno probabilità di essere vitali.

Semi giovani

L’età è un buon indicatore di qualità, il problema è che spesso non la conosci. In genere i semi con meno di un anno sono i migliori per un raccolto che va alla grande: germinano più in fretta e, se li conservi per poco tempo, è meno probabile che si rovinino.

Tanti grower tengono i semi in frigo per anni, per allungargli la vita. Detto questo, piantarli quando sono ancora relativamente giovani di solito dà risultati migliori.

Se non sai quanti anni hanno i tuoi semi, c’è un trucco per farsene un’idea: stringili piano tra pollice e indice. Più il seme è giovane e sano, più lo senti duro.

Seme di cannabis tenuto tra le dita

Come capire se un seme di marijuana è buono o da buttare

Colore verde o bianco

Il seme non deve essere verde né bianco: quel colore vuol dire che non è arrivato a maturazione.

Anche un aspetto spento e opaco è un brutto segno. I semi verdi escono così quando la pianta viene raccolta prima che i semi maturino del tutto, e usare semi così chiari spesso vuol dire germinazione fallita.

Forma irregolare

I semi sani arrivano in tutte le forme e dimensioni, ma qualche segnale per capire se un seme è buono c’è. Quelli che non hanno il corpo a goccia hanno meno probabilità di darti una pianta che rende. I semi piatti o deformi possono non germinare o tirare fuori piante tutt’altro che al top.

Semi vecchi

I semi vecchi e poco vitali al tatto possono sembrare un po’ molli e spugnosi. Quelli messi peggio possono addirittura spaccarsi quando li premi, perché hanno meno umidità e meno riserve dei semi giovani.

Se vedi semi che si crepano, si rompono o hanno ammaccature, puoi star certo che sono di bassa qualità. Il più delle volte fa tutta la differenza come è stato trattato il seme prima che lo comprassi. E a volte è pura fortuna.

Seme di cannabis sano

Il test di qualità dei semi

La prova del galleggiamento:

Semi di cannabis in un bicchiere d’acqua
Semi che galleggiano nell’acqua

Se ti chiedi come capire se un seme di marijuana è buono, c’è una prova semplice: metti i semi in un bicchiere d’acqua tiepida e lasciali lì un’ora o due. Quelli che restano a galla non sono il massimo; quelli che vanno a fondo sono di qualità migliore. Fallo però solo subito prima di germinarli, perché l’umidità li può rovinare se poi li rimetti via.

Ci vuole un po’ di pazienza, perché il risultato non è immediato: devi aspettare più o meno 1-2 ore prima di tirare le somme. E alcuni semi buoni ci mettono un po’ ad assorbire abbastanza acqua per affondare.

Fai questa prova solo se hai intenzione di germinare i semi subito dopo. I semi vitali che sono andati a fondo avranno assorbito acqua: l’acqua attraversa il guscio e dà al seme il segnale che è ora di svegliarsi, cioè fa partire la germinazione.

Saper distinguere i semi buoni da quelli scarsi ti fa risparmiare tempo e soldi. Partire con semi di qualità vuol dire più semi che germinano, genetica migliore, rese più alte, più aroma e sapore e, in generale, cime migliori.


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