Rinvasare la cannabis: quando cambiare vaso e perché
COLTIVAZIONE

Rinvasare la cannabis: quando cambiare vaso e perché

Radici che girano in tondo, terra che si asciuga in un attimo, foglie stanche: i segnali che ti dicono che è ora di un vaso più grande.

DI Redazione CosechaLibre7 MIN DI LETTURA

Rinvasare serve a dare spazio alle radici: in un vaso troppo piccolo la pianta si strozza, si asciuga in un attimo e rende meno. Il momento giusto è quando la piantina ha 4 o 5 palchi di foglie, o quando le radici iniziano a spuntare dai fori di drenaggio.

Perché il rinvaso è importante?

Tanti grower seminano direttamente nel vaso definitivo, così si risparmiano il trapianto. Ci si evita un po’ di stress, d’accordo, ma una piantina non ha ancora abbastanza radici per riempire tutto quel terriccio: l’umidità ristagna e una parte dei nutrienti va persa. Quando l’acqua resta lì senza che nessuno la assorba, le radici possono marcire, e la pianta ne paga le conseguenze, anche pesanti.

Chi fa germinare i semi in vasi piccoli e poi sale di misura quando serve tiene lontano il marciume. Il problema dei vasi piccoli, però, è che frenano le radici. Per fiorire alla grande l’apparato radicale deve allargarsi il più possibile, e la misura del vaso decide fin dove può arrivare: per questo la cannabis ha bisogno di essere rinvasata per dare il meglio.

Senza rinvaso la pianta rischia di finire con le radici strette, tutte attorcigliate nel vaso. È un guaio per lo sviluppo e taglia la produzione di cime. Una pianta con le radici strette di solito ha i fusti che tendono al rossiccio, e con ogni probabilità carenze di nutrienti.

Quando le radici riempiono tutto il vaso, la terra si asciuga molto più in fretta. Le radici si bevono l’acqua disponibile, spesso prima che tu abbia il tempo di annaffiare di nuovo. Se non la sposti in un vaso più grande, la pianta rischia carenze e malattie, e può anche morire.

Vasi di diverse misure per rinvasare la cannabis

Quando rinvasare le piante di marijuana?

Se il seme non è germinato direttamente nella terra, va piantato subito dopo la germinazione. Chi tiene le piantine in contenitori piccoli capisce quando è ora del trapianto contando le foglie: ci devono essere 4 o 5 palchi, senza contare la prima coppia (i cotiledoni). Arrivata lì, la pianta ha già riempito il bicchierino di partenza e va trapiantata il prima possibile.

Altri grower fanno germinare i semi e crescere le piante in un vaso piccolo o medio, e le tengono lì fino a poche settimane prima della fioritura. Nelle ultime settimane prima che la cannabis passi a fiorire, dimensioni e volume crescono in modo esponenziale. In quel periodo le radici si allargano parecchio, quindi la pianta ha bisogno di un vaso più grande.

Tanti vasi hanno dei fori di drenaggio sul fondo. Da lì puoi anche dare un’occhiata alla salute delle radici. Se vedi radici che spuntano o cambiano colore sul fondo del vaso, è probabile che la pianta abbia finito lo spazio e vada rinvasata subito.

Quando trapiantare la cannabis in un vaso più grande

Come rinvasare le piante di marijuana?

Coltivare la cannabis in vasi della misura giusta e rinvasarla man mano che cresce è il metodo migliore. Il trapianto però qualche rischio ce l’ha. Le radici sono delicatissime, e rovinarle può essere un disastro, a volte fatale per la pianta.

Le radici delle piantine giovani sono fragili e si ammalano facilmente. Lavati le mani o metti i guanti prima di toccarle, e lavora in un posto pulito.

La terra bagnata pesa di più e, se rinvasi con il terriccio fradicio, tende a tirarsi dietro le radici e a spezzarle. L’ideale è che si sia asciugata quel tanto che basta per staccarsi facilmente dalle pareti del vaso, ma non così tanto da far appassire la pianta.

Prima di rinvasare, controlla che nel vaso nuovo ci sia abbastanza terra o substrato per sostenere le radici e tenere la pianta dritta. Deve esserci spazio a sufficienza per sistemare la piantina senza sbattere o schiacciare le radici.

Con le mani pulite, tieni ferma la base della pianta e capovolgi il vaso di partenza. Smuovi piano la terra dal contenitore e stai attentissimo a non disturbare le radici. Il primo trapianto è quello più rischioso: se scuoti troppo le radici, la pianta va in shock in un attimo. Altrettanto importante è evitare luce forte e diretta mentre rinvasi, perché anche quella può stressare le radici.

Tolta la pianta dal vaso di partenza, mettila in quello nuovo già pieno di substrato (terriccio o quello che preferisci). Tenendola ferma con una presa leggera, riempi lo spazio intorno alle radici con altro substrato. Copri il fusto fino ai primi germogli con terra soffice o substrato.

Finito il trapianto, annaffia bene con acqua a pH corretto. Bagna finché l’acqua non esce dal fondo del vaso. Poi tienila d’occhio per qualche giorno per vedere se dà segni di shock, prima di aggiungere fertilizzanti.

Trapianto di una piantina di cannabis con il suo pane di terra

Rinvasare in vegetativa: quanto grande il vaso?

Se rinvasi durante la vegetativa, calcola un vaso che contenga 8 litri di terra per ogni 30 cm di altezza della pianta. Prima del trapianto la pianta deve aver sfruttato tutto lo spazio del vaso in cui sta.

Le piante sanno farsi capire, e quando le radici sono strette mostrano segni di stress. Se vedi foglie che si afflosciano, carenze, foglie scolorite o radici marroni, è ora di preparare il vaso successivo.

Nei giorni prima del rinvaso, taglia almeno a metà i fertilizzanti che stai dando. Ti aiuta a proteggere le piante dallo shock quando passano nel vaso nuovo.

Quando rinvasi in vegetativa, occhio a non pressare troppo la terra. Un terriccio troppo compatto non drena e rovina le radici. Puoi rinvasare tutte le volte che serve durante la vegetativa, ma tieni presente che più lo fai, più rischi per le radici.

Le radici di una cannabis in crescita sono sensibili e si danneggiano facilmente, sia per lo spazio ridotto sia per un trapianto fatto male. Un buon rinvaso è un passaggio chiave per avere piante al top e il raccolto più abbondante possibile.

Radici di cannabis al momento del trapianto

Come rinvasare una pianta già grande?

Spostare una pianta già cresciuta, ma vale anche per una piantina appena nata, richiede attenzione per andare a buon fine. Ecco qualche consiglio per un trapianto senza intoppi:

  1. Prepara il vaso nuovo: sceglilo abbastanza grande per la pianta di oggi e per quella che diventerà. Controlla che abbia i fori di drenaggio, così l’acqua non ristagna. Prepara un substrato adatto, per esempio un terriccio ricco di nutrienti e ben drenante.

  2. Prepara la pianta: annaffiala leggermente prima del trapianto, così le radici escono più facilmente. Se sta in un contenitore, picchietta piano i lati per staccare il pane di terra.

  3. Trapianta con calma: tieni la pianta con delicatezza dal fusto o dalle foglie, senza stringerla al colletto. Tirala fuori dal vecchio vaso e mettila in quello nuovo alla stessa profondità di prima o appena più giù, per stimolare nuove radici. Riempi i vuoti con il substrato e premi leggermente perché resti ben ferma.

  4. Annaffia il giusto: dopo il trapianto bagna con attenzione, così la pianta si assesta nel vaso nuovo. Non esagerare, perché l’acqua in eccesso fa danni alle radici. Tieni il substrato appena umido per i primi giorni, poi torna alla tua routine di irrigazione in base a quello che chiede la pianta.

  5. Dalle un ambiente comodo: metti la pianta rinvasata dove ha la giusta luce, temperatura e umidità. Evita condizioni estreme e sbalzi improvvisi.

Dopo il trapianto controlla spesso la pianta e cogli ogni segno di stress. Se ti sembra giù, dalle una mano con soluzioni nutritive nell’acqua, fertilizzanti adatti e assicurandoti che prenda abbastanza luce e aria.

Con questi accorgimenti e le cure giuste rinvasare anche una pianta grande non è un dramma, e la crescita riparte in salute.

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