Rischi della coltivazione outdoor: pioggia, vento, muffa e parassiti
COLTIVAZIONE

Rischi della coltivazione outdoor: pioggia, vento, muffa e parassiti

Cosa può andare storto quando coltivi marijuana all’aperto, in piena terra o in vaso, come difenderti e quando conviene restare al chiuso.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

 

I pericoli principali della coltivazione di marijuana all’aperto sono le piogge forti, che portano al marciume radicale, il vento, che rompe i rami e porta polline, la muffa in fioritura e i parassiti; in vaso si aggiungono gli errori di terriccio e di irrigazione. Quasi tutti si limitano con buon drenaggio, protezioni e tanta osservazione. Ecco i rischi più comuni, dalla piena terra al vaso, e come affrontarli in modo sicuro e responsabile.

 

I rischi della coltivazione di marijuana all’aperto:

 

Quando coltivi marijuana all’aperto, soprattutto con un clima ballerino, ci sono vari rischi da mettere in conto. Uno è il meteo, per esempio le piogge forti. Troppa acqua può far marcire le radici e bloccare la crescita delle piante. Per evitarlo è importante che il terreno dreni bene e che le piante siano protette dalle condizioni estreme, per esempio con una serra.

Anche il vento forte è un rischio. Oltre ai danni fisici alle piante, può portare polline e impollinare le femmine quando non vuoi. Per limitare il problema conviene usare barriere frangivento o strutture di protezione.

 

I pericoli della coltivazione in vaso all’aperto:

Coltivare marijuana in vaso all’aperto è una scelta molto diffusa per chi non ha un giardino o preferisce avere più controllo sulle piante. Ma ha i suoi rischi. Uno è la gestione sbagliata di terra e vasi: un vaso inadatto o un terriccio scadente possono rovinare crescita e sviluppo della pianta. Usa vasi adatti, con un buon drenaggio, e un substrato di qualità.

Un altro rischio è annaffiare troppo o troppo poco. Troppa acqua satura il terreno e fa marcire le radici; troppo poca disidrata le piante e le indebolisce. Trova il giusto equilibrio e controlla spesso l’umidità del substrato per annaffiare al momento giusto.

Piante di cannabis in vaso all’aperto

L’ambiente:

Ogni giardino e ogni spazio all’aperto è diverso: nord o sud, sole o pioggia, con terreni, vegetazione intorno, parassiti e malattie diversi. Per capire quali problemi può avere la tua coltivazione outdoor, devi prima di tutto osservare bene l’ambiente intorno.

La pioggia:

Quando coltivi all’aperto la pioggia non la puoi evitare. Il marciume radicale arriva quando nel terreno c’è troppa acqua. Le radici restano senza ossigeno, il flusso e l’assorbimento dei nutrienti verso il resto della pianta si bloccano, e la crescita si ferma.

Il vento forte:

È uno dei problemi più comuni per chi coltiva fuori, e c’è poco da fare se non si coltiva in serra. Col vento forte il polline viaggia nell’aria e, se arriva sulle piante femmina, le impollina.

La muffa:

A differenza dell’indoor, dove temperatura e umidità sono sotto controllo, all’aperto questi due fattori non li puoi governare. Tieni d’occhio le piante per evitare la muffa, soprattutto in fioritura. Appena la vedi, togli tutte le parti colpite. Per ridurre il rischio, dopo una pioggia forte puoi scuotere piano le cime o tutta la pianta.

I parassiti:

Una volta che i parassiti hanno attaccato le piante, toglierli è durissima. La cosa migliore è prevenire, ma all’aperto controllarli è parecchio difficile. Controlla spesso le piante per scovare i danni di lumache, chiocciole e bruchi, che possono mangiarsi foglie, cime e perfino la pianta intera. Anche acari e mosche bianche sono parassiti comuni della cannabis. Stanno sotto le foglie e, se non li elimini, lasciano macchie bianche e giallastre sulla parte superiore.

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Meglio coltivare indoor o outdoor?

La scelta tra indoor e outdoor dipende da vari fattori e dai tuoi gusti. Tutti e due hanno pro e contro. Ecco cosa considerare per capire cosa fa per te:

Coltivazione indoor:

La coltivazione indoor si fa in un ambiente controllato, come un armadio, una growbox o una stanza dedicata. Alcuni vantaggi:

  1. Controllo dell’ambiente: al chiuso hai il controllo totale su luce, temperatura, umidità e ricircolo d’aria. Così ottimizzi la crescita e i raccolti sono più prevedibili.

  2. Privacy e sicurezza: al chiuso la tua coltivazione resta privata e c’è meno rischio di furti o di interferenze di altri.

  3. Tutto l’anno: indoor puoi coltivare in qualsiasi periodo, senza dipendere dalle stagioni.

Però l’indoor ha anche i suoi svantaggi:

  1. Costi iniziali: serve un investimento iniziale più alto in attrezzatura, come lampade, ventilazione, misuratori di pH e così via.

  2. Consumo di energia: tutta l’attrezzatura elettrica consuma parecchio, il che fa salire i costi nel tempo e pesa sull’ambiente.

  3. Spazio limitato: al chiuso di solito lo spazio è poco, e questo limita il numero di piante.

Coltivazione outdoor:

La coltivazione outdoor si fa all’aperto, sfruttando la luce del sole. Alcuni vantaggi:

  1. Luce naturale e spazio: le piante prendono il sole diretto, una fonte di energia più naturale e potente. E all’aperto hanno spazio per crescere senza limiti.

  2. Meno costi di energia: fuori non servono lampade né ventilazione, quindi la bolletta non ne risente.

  3. Rese potenzialmente più alte: in condizioni ottimali le piante outdoor diventano più grandi e producono di più.

Però anche l’outdoor ha i suoi svantaggi:

  1. Dipendi dal meteo: la coltivazione all’aperto è in balia del clima e delle stagioni. Piogge forti, vento o temperature estreme possono fare danni.

  2. Più esposta a parassiti e malattie: in un ambiente naturale le piante sono più esposte a parassiti, insetti e malattie.

  3. Meno privacy e sicurezza: all’aperto è più difficile tenere la coltivazione lontana da occhi indiscreti, e il rischio di furti o di essere scoperti è più alto.

Alla fine, la scelta tra indoor e outdoor dipende dalla tua situazione, dai tuoi obiettivi e da cosa preferisci

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