Il sapore delle cime: da cosa dipende e come migliorarlo coltivando
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Il sapore delle cime: da cosa dipende e come migliorarlo coltivando

Genetica, stress controllato, melassa, super soil e micorrize: le leve che il grower ha in mano per avere cime che sanno davvero di qualcosa.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

Il sapore delle cime di marijuana dipende soprattutto dai terpeni, e i terpeni dipendono da genetica, coltivazione e post-raccolto. Se le tue cime sanno di poco, puoi lavorarci: scegliendo meglio la varietà, usando inoculanti con funghi e microrganismi utili, dando un leggero stress controllato alla pianta o perfino mettendo bucce di frutta secca nei barattoli. Le strade per dare più gusto al raccolto sono parecchie.

Vediamo quali sono e come usarle per tirare fuori il massimo da ogni tiro.

Si può dare sapore alle cime secche? Cosa sapere

Ti chiedi se si può migliorare il sapore delle cime? Tante varietà sono saporite di loro, se coltivate con cura, ma a volte il profilo di terpeni non si esprime fino in fondo o il risultato in bocca ti lascia a metà. Niente panico: ci sono soluzioni per grower di ogni livello che vogliono un’erba più gustosa.

Si va dalla scelta attenta della genetica a tecniche più curiose, come mettere oli essenziali sulle cime secche. E anche metodi da orto biologico, come i bioinoculanti e la consociazione con altre piante, possono spostare il profilo aromatico verso qualcosa di più ricco e piacevole.

Qui sotto trovi le strategie per avere cime più saporite che mai, dalla coltivazione fino a dopo il raccolto. Pronto a far fare un salto di qualità al tuo raccolto?

Come dare più sapore alle cime: le strategie in coltivazione

I terpeni, i composti aromatici che danno alla marijuana odore e sapore, non sono solo una goduria per il palato: sono anche un sistema di difesa naturale della pianta.

Quando la pianta è sotto stress, per esempio all’inizio di un attacco di parassiti o con qualche carenza, produce più terpeni per proteggersi. Quindi, se vuoi spingere il sapore della tua erba, ecco qualche trucco da usare prima del raccolto, come un leggero stress controllato: può fare la differenza tra un raccolto qualunque e uno che profuma da paura.

Allenamento a basso stress (LST)

Questa tecnica consiste nel guidare la crescita della pianta perché si allarghi di lato, così tutta la chioma prende più luce. L’LST non alza solo la resa: stimola anche, in modo dolce, la produzione di composti aromatici. È semplice, ma serve mano leggera quando pieghi e leghi i rami, per ottenere una pianta più cespugliosa e una luce distribuita in modo uniforme.

Luce UV per aumentare il sapore

Alcuni grower aggiungono lampade UV per stimolare la produzione di tricomi, che sono pieni di terpeni. Sulla reale efficacia se ne discute ancora, ma l’idea è che i raggi UV stressino la pianta e che lei risponda producendo più tricomi per proteggersi.

Fertilizzanti che migliorano il sapore

I fertilizzanti pesano parecchio sul sapore finale. Tanti grower preferiscono concimi naturali e biologici come la melassa, che nutre i microrganismi buoni del terriccio e migliora il gusto delle cime dopo la concia. Aggiungerla nelle ultime settimane di fioritura è dove dà il meglio.

Additivi specifici

Nei growshop trovi un sacco di additivi pensati per migliorare resa e aroma, come gli stimolatori di fioritura. Possono servire se con i metodi naturali non arrivi dove vuoi.

Super soil: più sapore e più resa

I «super soil» hanno cambiato il modo di coltivare di tanti grower. È un substrato preparato con cura per dare alla pianta tutti i nutrienti di cui ha bisogno, e promette piante vigorose, produttive e cariche di terpeni.

La marijuana ha bisogno di un mix preciso di nutrienti per i suoi processi chiave, compresa la sintesi di energia e di terpeni. Chi coltiva in super soil racconta concentrazioni di terpeni più alte e, di conseguenza, sapori più intensi e aromi più ricchi.

I vantaggi dei funghi micorrizici

I funghi micorrizici vivono in simbiosi con le radici e sono fondamentali per una crescita al top. Si attaccano alle radici e fanno uno scambio: la pianta gli passa zuccheri, loro le restituiscono nutrienti essenziali.

Oltre a migliorare l’assorbimento dei nutrienti, le micorrize proteggono la pianta da diversi patogeni e, secondo alcune ricerche recenti, contribuiscono ad aumentare la concentrazione di terpeni.

Consociazione: piante amiche per cime più saporite

La consociazione, cioè coltivare piante utili vicino alla cannabis, ha diversi vantaggi: rinforza la vita microbica del terreno, tiene lontani i parassiti e attira insetti utili, come predatori naturali e impollinatori.

Serve ancora ricerca, ma alcuni grower giurano che le piante aromatiche alzino i livelli di terpeni della cannabis. Le piante comunicano anche attraverso i terpeni, e l’esperienza di chi coltiva suggerisce che erbe aromatiche vicine possano migliorare parecchio il sapore. Perché non provare e giudicare con i tuoi occhi (e il tuo naso)?

Infine, alcuni grower tagliano i nutrienti nelle ultime fasi della fioritura per spingere il sapore. Si fa prima del lavaggio delle radici (flush) ed evita che i residui di fertilizzante rovinino il gusto delle cime, per un prodotto finale più saporito e profumato. Occhio però a non esagerare: va fatto con criterio.