
Cosa vuol dire femminizzato? Come nascono i semi che danno solo femmine
Maschi, femmine, polline e semi: perché una pianta femminizzata ti risparmia un sacco di sbatti e come fanno i breeder a ottenerla.
Una pianta femminizzata è una pianta di cannabis nata da un seme prodotto apposta per dare solo femmine, cioè le piante che fanno le cime. I semi «regolari» invece escono maschi o femmine più o meno al 50 %, e i maschi vanno scovati e tolti. Prima di scegliere il seme e la varietà giusta, quindi, la prima cosa da capire è proprio la differenza tra femminizzati e regolari.
Partiamo dalle basi. La cannabis ha due sessi: una pianta può essere femmina o maschio. Guardando un seme non c’è modo di sapere di che sesso sarà la pianta una volta germinata. Un seme «regolare» ha circa il 50 % di probabilità di diventare maschio o femmina.
Le piante femmine producono le cime che ci piace tanto consumare. I maschi fanno fiori che non hanno un contenuto alto di THC e producono polline (che, come i loro fiori, non ha nessun effetto). Se il polline di un maschio arriva su una femmina in fioritura, la pianta sposta tutta l’energia a fare semi invece che fiori. L’impollinazione non cambia il sesso della pianta, ma ti riempie il raccolto di semi: per questo bisogna stare molto attenti a tenere piante insieme prima di conoscerne il sesso.
Cosa sono i semi femminizzati?
I grower esperti hanno trovato diversi modi per avere la garanzia che i semi diano femmine. Per produrre semi femminizzati, il breeder stressa una pianta femmina fino a renderla ermafrodita. I fiori «maschili» della pianta ermafrodita producono polline, e quando questo finisce sui fiori «femminili» nascono semi che, una volta germinati, daranno piante femmine. Un altro modo per essere sicuri che una pianta sia femmina è fare una talea da una pianta madre femmina e coltivarla.

Come si coltivano i semi femminizzati
I semi femminizzati hanno la fama di essere più facili da coltivare dei regolari. A volte, proprio per questo, tanti abbassano la guardia. Ma come ogni coltivazione, anche questa ha le sue difficoltà.
Cannabis femminizzata: indoor o outdoor?
Quando coltivi semi femminizzati indoor, le ore di luce e di buio le regoli tu a mano. I grower cambiano il fotoperiodo quando le piante hanno raggiunto un’altezza adeguata (l’ideale è metà dell’altezza finale che vuoi ottenere)
Fuori, invece, i femminizzati vanno piantati con il clima giusto e nella stagione giusta, perché le ore di sole cambiano da una stagione all’altra e la pianta femmina ha bisogno di un calendario preciso durante lo sviluppo. In pratica: l’ideale è piantare in primavera e raccogliere in autunno.
Perché conviene coltivare semi femminizzati
Coltivare solo femmine porta un sacco di vantaggi, ed è per questo che i femminizzati sono diventati i semi più venduti, cercati e usati dai coltivatori. Ecco alcuni dei motivi per cui vale la pena capire come si femminizzano i semi:
- Il motivo principale del loro successo è la facilità: non devi stare a scovare e scartare i maschi per avere una coltivazione tutta al femminile.
- Oggi il catalogo di semi femminizzati è molto più ampio e vario di quello dei regolari.
- Crescono in modo stabile e uniforme, e così sfrutti tutto lo spazio che hai, che sia una growbox, una stanza, una serra o l’aperto.
- Si trovano in tanti formati diversi per genetica, composizione chimica e struttura, tra cui spiccano le autofiorenti e le varietà ricche di CBD.
Quali sono le famiglie di semi femminizzati più importanti?
Oggi si trovano infiniti semi di cannabis femminizzati, stabilizzati geneticamente incrociando varietà diverse. Possono essere autoctone (landrace) o il frutto di incroci precedenti, e appartengono a famiglie che nella scena cannabica hanno un nome. Alcune delle più famose sono Haze, Afghan, Kush, Skunk, Cookies, Cheese, Gelato o Purple, tra tante altre.
Quanto dura una femminizzata, dal seme al raccolto?
Che coltivi femminizzati indoor o outdoor, i tempi dipendono dalla varietà. Alcune, come le indica, sono veloci, con fioriture corte di 6-7 settimane. Altre, come le Haze, ci mettono il doppio a fiorire.
Se vuoi raccogliere il prima possibile, cerca varietà a fioritura rapida o autofiorenti femminizzate. Alcune sono pronte appena 60 giorni dopo la germinazione.
Come si fanno i semi femminizzati?
I semi regolari sono sempre stati il modo più classico di coltivare cannabis. I puristi dicono che le piante nate da semi regolari sono più forti. Per creare le loro varietà, separano i maschi appena mostrano il sesso e ne raccolgono il polline. Poi il polline viene usato sulle talee delle femmine per vedere cosa ne esce.
E i femminizzati, allora? Come si fanno i semi femminizzati, anche autofiorenti?
Se non conosci la differenza tra un seme femminizzato e uno regolare, con ogni probabilità ti servono i femminizzati. La stragrande maggioranza dei femminizzati che germini darà piante femmine, quindi molti meno pensieri in coltivazione
Per femminizzare una pianta bisogna invertire il sesso di una femmina. Cioè costringerla a produrre fiori maschili, che inizieranno a rilasciare il polline con cui fecondare le altre femmine. Tieni presente che il processo non cambia il patrimonio genetico. Ecco perché incrociando due di queste piante si ottengono sempre femmine: entrano in gioco solo cromosomi femminili.
I metodi più usati per produrre questi semi sono lo stress controllato, detto anche rodelizzazione, oppure una soluzione di acqua distillata, tiosolfato di sodio e nitrato d’argento. Il primo si ottiene ritardando il raccolto di 2-3 settimane; il secondo spruzzando le piante, i cui fiori poi non si possono né consumare né usare per estrarre resina. Si può fare anche con l’acido gibberellico (GA3), da spruzzare sulle piante prima del passaggio in fioritura.

IL CLUB
Entra nella community
Grower con nome e cognome, lotti tracciabili, una community vera. Niente fuffa, niente promesse a vuoto.
Entra nel clubCONTINUA A LEGGERE
COLTIVAZIONEPianta di cannabis che muore: primo soccorso in 3 passi per salvarla
Foglie gialle, pianta afflosciata, punte bruciate: come capire cosa non va e sistemare acqua e concime prima che sia tardi.
COLTIVAZIONESistema idroponico fai da te: come funziona e come costruirlo in casa
Mezzo inerte, nutrienti nell’acqua e pH tra 5,5 e 6,5: i sistemi idroponici spiegati e un impianto casalingo montato passo passo.