Supersoil o terriccio normale: cosa cambia davvero per la cannabis
COLTIVAZIONE

Supersoil o terriccio normale: cosa cambia davvero per la cannabis

Un substrato vivo che nutre la pianta quasi da solo: come funziona, pro e contro, come adattarlo a outdoor e autofiorenti e cosa controllare prima di farlo.

DI Redazione CosechaLibre6 MIN DI LETTURA

Il supersoil si distingue dagli altri terricci perché è un substrato vivo e completamente organico: contiene già i nutrienti per tutto il ciclo della cannabis e una comunità di microrganismi che li rende disponibili piano piano, così la pianta va avanti in gran parte con sola acqua, senza fertilizzanti chimici. Un terriccio normale, invece, si svuota in poche settimane e va concimato a ogni ciclo. Quando coltivi, e la cannabis non fa eccezione, la qualità del terreno fa una differenza enorme sul raccolto, ed è qui che il supersoil si stacca dagli altri substrati.

Ma cosa lo rende così speciale e in cosa si distingue dai terricci di coltivazione classici? Vediamolo punto per punto, per capire perché tanti grower esperti lo preferiscono.

Terriccio per piante: ecco il supersoil

Nella coltivazione di marijuana saper fare un buon substrato è fondamentale. Il supersoil è un pezzo chiave del puzzle, che tu lo faccia in casa o lo compri in un growshop. È un substrato pensato per dare alla cannabis tutto quello che le serve per l’intero ciclo di vita, e si distingue per l’approccio organico e per quanto è ricco di nutrienti essenziali.

Il supersoil è fatto solo di elementi biologici, senza fertilizzanti chimici o altri prodotti artificiali. In sostanza è un preparato pieno di microrganismi vivi, che fanno bene alle piante e anche all’ambiente.

Come funziona il supersoil fatto in casa?

Una volta che i semi di marijuana sono partiti in questo substrato, in teoria basta annaffiarli con acqua, senza aggiungere altro. Perché scegliere il supersoil? La sua comunità di microbi crea un ecosistema in equilibrio che rigenera il terreno in modo naturale, lo tiene sano e lo rende più produttivo.

Al contrario dei metodi intensivi che usano fertilizzanti e pesticidi chimici, coltivare in supersoil vuol dire puntare su pratiche sostenibili nel lungo periodo.

La chimica può dare risultati immediati, ma alla lunga impoverisce il terreno e inquina, con effetti negativi sulla salute e sull’ambiente.

Il supersoil fatto in casa, invece, conserva materia organica, acidi umici e fulvici, e tiene sani il terreno, le piante e l’ambiente intorno.

Vantaggi e svantaggi del supersoil

Farsi il supersoil in casa ha le sue difficoltà, ma i vantaggi sono tanti e vale la pena pensarci. Prima di buttarti, metti sulla bilancia pro e contro:

Vantaggi:

  • Nutrizione completa: il supersoil dà tutti i nutrienti che servono per l’intero ciclo di vita della marijuana, quindi non devi aggiungere fertilizzanti all’acqua di irrigazione.
  • Sai da dove arriva tutto: farti il substrato da solo ti dà il controllo totale su da dove arrivano i nutrienti delle tue piante. E non è un dettaglio, visto che quei nutrienti finiscono nel tuo corpo quando fumi le cime.
  • Più sapore e aroma: la cannabis coltivata in supersoil senza fertilizzanti chimici di solito ha sapore e aroma migliori. In più eviti quel raschio in gola da chimica e aumenta la produzione di terpeni, che sono proprio quelli che danno sapore e profumo.
  • Pratiche sostenibili: scegliere il supersoil vuol dire coltivare in modo sostenibile, e il pianeta ringrazia.

Svantaggi:

  • Tempo e fatica: lo svantaggio principale del supersoil fatto in casa è il tempo e la fatica che ci metti. Il processo può durare da 4 a 6 settimane, e può essere uno sbatti, soprattutto per chi coltiva in città e in indoor.
  • Costo iniziale: la spesa iniziale può essere un po’ più alta rispetto ai fertilizzanti liquidi, anche se alla lunga tende a pareggiare. Per qualche grower, però, può essere un ostacolo.

Prepararlo ha le sue difficoltà, ma in qualità del raccolto e sostenibilità nel lungo periodo ripaga, e per questo piace a tanti coltivatori di marijuana.

Adattare il supersoil ai diversi tipi di coltivazione

Il supersoil è una tecnica che funziona alla grande nella coltivazione di marijuana, ma va preparato e usato in base al tipo di piante e all’ambiente. Non tutti i mix sono uguali: cambiano in base al ciclo di coltivazione, al substrato e alle esigenze nutritive delle piante.

Per le coltivazioni lunghe, come quelle in outdoor che durano diversi mesi, conviene usare ammendanti a rilascio lento e prolungato, come lo Scarab Boom (a base di tenebrione) o il guano di pipistrello. Questi nutrienti si liberano poco a poco nel terreno e danno un apporto costante per tutto il ciclo di vita della pianta.

Per le coltivazioni rapide, invece, come le autofiorenti in indoor con un ciclo di 8 settimane, sono meglio ammendanti che si assimilano in fretta, come l’humus di lombrico o l’Humic Boom di Boom Nutrients, che vengono assorbiti velocemente e non restano a lungo nel substrato.

Occhio: preparare il supersoil non vuol dire solo mescolare gli ingredienti e metterli nel vaso. Il mix deve riposare da 20 a 60 giorni, così la vita microbica si stabilizza e arricchisce il substrato con i nutrienti che serviranno ai semi di marijuana.

Il supersoil ha bisogno di nutrienti in più?

Anche se il supersoil dà una base nutritiva solida, non vuol dire che le piante non abbiano mai bisogno di altro. Tieni d’occhio la salute delle piante e correggi il substrato se vedi delle carenze. In vaso è fondamentale controllare le proporzioni dei nutrienti per non sovrafertilizzare, cosa che può rovinare le radici.

Quando invece coltivi in piena terra, le piante di marijuana hanno a disposizione un sacco di nutrienti e possono prendere acqua e cibo secondo le loro esigenze, senza limiti di spazio. Questo dà più margine nell’alimentazione e riduce il rischio di sovrafertilizzazione.

Cosa sapere prima di prepararti il supersoil

Se stai pensando di farti il supersoil per le tue piante di marijuana, ci sono un paio di cose da tenere presenti perché venga bene. Ecco qualche consiglio:

La qualità della terra:

se vuoi usare la terra del tuo giardino per l’outdoor, controllane la qualità. Nei negozi di giardinaggio trovi test semplici ed economici per misurare i nutrienti nel terreno. Assicurati che la terra non abbia residui di pesticidi o fertilizzanti chimici di coltivazioni precedenti. Se non sei sicuro che sia pulita, meglio comprare sacchi di terriccio di qualità.

Un’occhiata a vista:

se hai già un po’ di esperienza, guarda bene la terra. Nota se è secca, soffice o troppo compatta come l’argilla. Anche la presenza di lombrichi e insetti ti dice qualcosa sulla qualità del terreno.

Preparare il terreno:

se coltivi in piena terra all’aperto, pulisci e prepara la zona prima di aggiungere il supersoil. Togli i residui delle coltivazioni precedenti e assicurati che il terreno sia pulito e pronto per le nuove piante di marijuana.

Farti il supersoil da solo è un ottimo modo per dare nutrienti organici alle piante e farle crescere meglio. Se vuoi saperne di più su ingredienti e preparazione passo per passo, non perderti la nostra guida per fare il supersoil, con metodi semplici che funzionano.