Svantaggi dell’idroponica: 7 cose da sapere prima di coltivare cannabis senza terra
COLTIVAZIONE

Svantaggi dell’idroponica: 7 cose da sapere prima di coltivare cannabis senza terra

Cresce più veloce e consuma meno acqua, ma l’idroponica costa di più, perdona poco e va in crisi al primo blackout.

DI Redazione CosechaLibre4 MIN DI LETTURA

La coltivazione idroponica ha sette svantaggi principali: costa di più all’inizio, non perdona gli errori con i nutrienti, richiede controlli continui, esperienza, corrente sempre attiva, una temperatura precisa e attenzione al mix di acqua ed elettricità. È una tecnica avanzata che fa crescere le piante senza terra, con una soluzione ricca di nutrienti che arriva direttamente alle radici. Ha i suoi bei vantaggi, come una crescita più rapida e meno acqua sprecata, ma per chi ha poca esperienza può diventare un bello sbatti.

Tra costi iniziali, controlli continui, piante più esposte a malattie e squilibri di nutrienti, l’idroponica ti chiede un investimento serio di tempo, conoscenze e soldi.

Quali sono gli svantaggi dell’idroponica per la cannabis

L’idroponica può essere una tecnica molto efficiente se vuoi spingere al massimo crescita e produzione delle tue piante. Però, come ogni tecnica avanzata, si porta dietro una serie di contro che conviene conoscere prima di partire.

Dai costi iniziali al tempo che ci devi mettere, fino agli errori e ai blackout, questo metodo può mettere in difficoltà e scoraggiare i grower meno esperti. Ecco i principali svantaggi dell’idroponica, così valuti se fa davvero per te.

1. Montaggio e costi iniziali

L’attrezzatura per l’idroponica costa di solito parecchio di più di una coltivazione classica in terra. Servono pompe, tubi, misuratori e altri accessori elettrici che fanno salire la spesa.

Se coltivi per uso personale, questo investimento iniziale può sembrarti esagerato e difficile da giustificare. Una volta montato tutto, i costi di gestione scendono e possono arrivare a quelli di una coltivazione in terra, ma la spesa di partenza resta un ostacolo.

2. Più rischio di sbagliare

In idroponica ogni errore con i nutrienti può avere conseguenze pesanti in poco tempo, fino a compromettere tutto il raccolto. La terra fa da cuscinetto quando esageri con i nutrienti; in idroponica invece l’assorbimento è diretto. Vuol dire che basta sbagliare il dosaggio per ritrovarti con carenze o tossicità. Per questo servono esperienza e una conoscenza precisa di cosa chiede ogni varietà.

3. L’idroponica ti chiede più tempo e dedizione

L’idroponica va controllata di continuo, per essere sicuro che nutrienti, pH e ossigeno siano ai livelli giusti. La cannabis si adatta a tante condizioni, ma in un impianto idroponico dipende in tutto e per tutto da te per nutrienti e ossigeno. Quindi più responsabilità e ritocchi frequenti, soprattutto se punti alla resa massima.

4. Per l’idroponica in casa serve già un po’ di esperienza

La coltivazione idroponica può essere complicata per chi comincia, perché correggere gli errori è difficile e spesso hai pochissimo tempo per reagire. In terra la pianta si riprende da certi sbagli; in idroponica un errore può costarti tutto il raccolto in poche ore. Per questo avere già esperienza di coltivazione e conoscere la varietà che hai scelto è un requisito importante, se non vuoi brutte sorprese.

5. Basta un blackout per fare danni

Uno dei rischi più grossi dell’idroponica è che dipende dalla corrente per far girare acqua e nutrienti. Le pompe elettriche sono il «cuore» dell’impianto, e se salta la luce o si rompe la pompa le piante possono morire in fretta. Per questo ti serve una fonte di energia di riserva, tipo un generatore d’emergenza, e quindi altri soldi da spendere.

6. Temperatura sotto controllo stretto

Le piante di cannabis in idroponica soffrono i cambi bruschi di temperatura. La temperatura ideale per l’impianto sta tra 20 e 25 °C, anche se la cannabis regge fino a 28 °C senza problemi. Sopra i 28 °C però il metabolismo delle piante comincia a rallentare, e oltre i 35 °C può essere letale. A queste temperature l’acqua trattiene molto meno ossigeno disciolto, le radici non respirano bene e la pianta non cresce sana.

7. Acqua e corrente: i rischi del mix

In idroponica acqua ed elettricità vanno per forza a braccetto, e senza le giuste precauzioni la cosa può diventare pericolosa. Una perdita o una fuoriuscita d’acqua possono causare un cortocircuito o perfino un incendio. Fai manutenzione regolare e metti tutti i componenti elettrici in zone sicure, meglio se più in alto delle piante e delle zone dove irrighi.