THCA e THC: cos’è il THCA e perché non ti sballa finché non lo scaldi
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THCA e THC: cos’è il THCA e perché non ti sballa finché non lo scaldi

Il THCA è il papà acido del THC: sta nella pianta cruda, non dà nessuna botta e diventa THC solo col calore.

DI Redazione CosechaLibre4 MIN DI LETTURA

Il THCA è la forma acida del THC: sta nella pianta di cannabis cruda e da solo non sballa. Diventa THC, quello che ti dà la botta, solo quando lo scaldi: fumando, vaporizzando o cucinando l’erba. Se sei nuovo nel giro e ti stai chiedendo cos’è esattamente il THC e che c’entra col THCA, qui trovi le risposte.

THCA e THC: cos’è il THCA

Il THC lo conosci già, probabilmente. Ma sapevi che è strettamente legato al THCA?

Il THCA, o acido tetraidrocannabinolico, è la forma acida e non psicoattiva del tetraidrocannabinolo (THC) che si trova nelle piante fresche di cannabis. In pratica è il precursore del THC. Per passare da THCA a THC serve un’attivazione: essiccare, cucinare o scaldare le parti della pianta ricche di THCA.

Col calore la struttura molecolare del THCA cambia e diventa THC, il composto responsabile degli effetti psicoattivi della cannabis. Il THCA però si trova anche in prodotti derivati dalla canapa che non sono stati scaldati, come certi estratti tipo charas o hash al CBD, dove resta un componente che non sballa.

Le differenze chiave tra THCA e THC

A prima vista THCA e THC sembrano la stessa cosa, e in un certo senso lo sono. Vengono dalla stessa pianta e hanno una struttura molecolare quasi identica. Però un processo chimico preciso li rende molto diversi.

La differenza fondamentale sta negli effetti. Il THCA non ha gli effetti psicoattivi del THC, quella che tutti chiamano «botta» o euforia.

Che effetti ha il THCA

Gli effetti psicoattivi arrivano solo quando il THC viene attivato col fuoco, per esempio quando fumi una canna. Per questo nella pianta cruda (fresca, ma anche essiccata e conciata) domina il THCA, mentre il THC si forma con un processo chiamato decarbossilazione, che vuol dire scaldare la cannabis.

Il THCA ha un effetto minimo sui recettori CB1 e CB2 rispetto al THC, ma può avere qualche effetto utile, per esempio calmante e sul sistema nervoso.

Il THC invece è un attivatore di primo piano del recettore CB1, che agisce direttamente su cervello e sistema nervoso: da lì arrivano effetti come sedazione, fame chimica e tutti gli altri tipici della cannabis.

I possibili benefici del THCA

Oggi il THCA non ha un uso medico riconosciuto, ma c’è chi lo prende in capsule come integratore per certi disturbi. I benefici non sono ancora chiari, ma si è visto che il THCA potrebbe dare qualche vantaggio, per esempio:

  • Perdita di peso: è stato ipotizzato che il THCA possa aiutare nei percorsi di dimagrimento per i suoi possibili effetti su metabolismo e appetito.
  • Sollievo da dolori articolari e muscolari: alcune ricerche preliminari suggeriscono che il THCA possa avere proprietà analgesiche, utili a chi soffre di dolore cronico ad articolazioni e muscoli.
  • Meno nausea: si sta studiando il THCA contro la nausea, soprattutto nei pazienti che subiscono gli effetti collaterali di terapie come la chemioterapia.

Tieni conto che il THCA finora non ha mostrato proprietà terapeutiche importanti quanto quelle del THC, la sua forma psicoattiva. Per questo è il THC il più usato e studiato in tante malattie, come il cancro e il Parkinson.

Come si consuma il THCA

Il THCA si ottiene estraendo la resina dalle cime di cannabis senza esporla al calore. Il modo migliore per consumarlo sono gli estratti cristallini ad alta purezza, i cosiddetti «diamanti di THCA». Si possono aggiungere a piatti, bevande, oli, creme e unguenti, sempre che non vengano scaldati.

Il calore è il nemico: se il THCA si scalda diventa THC e cambia effetto. Pur venendo dalla stessa pianta, THCA e THC sono considerati composti diversi per come sono organizzate le loro molecole.