Funghi della cannabis: gli 8 tipi da umidità che ti rovinano il raccolto
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Funghi della cannabis: gli 8 tipi da umidità che ti rovinano il raccolto

Botrite, oidio, peronospora, ruggine, fumaggine e compagnia: come riconoscerli e come tenerli lontani, outdoor e indoor.

DI Redazione CosechaLibre7 MIN DI LETTURA

I funghi da umidità più comuni sulla cannabis sono otto: botrite, oidio, peronospora, fusarium, pythium, ruggine, fumaggine e marciume radicale. Proliferano con caldo, buio e umidità, cioè le stesse condizioni che piacciono alla pianta, e alcuni possono mandarti all’aria il raccolto in pochi giorni. Quasi ogni grower, prima o poi, si è trovato funghi sull’erba: se non intervieni in tempo, rischi di buttare mesi di lavoro.

Cosa sono i funghi?

I funghi, membri primitivi del regno Fungi, sono organismi eucarioti che si riproducono con le spore e tendono a proliferare in ambienti caldi, bui e umidi. Le spore sono già nell’aria e aspettano le condizioni giuste per germinare e crescere. Il problema è che quelle ideali per loro somigliano parecchio a quelle che servono alle piante: buio, caldo e umidità. Per questo gli spazi di coltivazione sono un paradiso per i funghi.

Alcuni funghi si riproducono a una velocità impressionante e possono infettare una coltivazione intera nel giro di pochi giorni. Ecco perché la prevenzione è tutto. E se la prevenzione non basta e i funghi attaccano le piante, accorgersene presto e agire subito è l’unico modo per limitare i danni e salvare il raccolto.

BOTRITE (BOTRYTIS)

La botrite è un fungo che compare spesso sulle piante attaccate dai bruchi, anche se non servono per forza: questi insetti scavano buchi nelle cime e gli aprono la strada. Le cime marciscono da dentro e diventano marroni, come se tenessero ancora tutta l’umidità all’interno. È tipica delle varietà che si raccolgono da ottobre in poi nell’emisfero nord (aprile nell’emisfero sud), per colpa di piogge e umidità.

Quando arriva, può portarsi via buona parte del raccolto. Anche se togli tutte le parti colpite che vedi, è probabile che le spore abbiano già contaminato quasi tutto. Si diffonde facilissimo anche sulle cime già secche, per cui quando trovi funghi sulle cime di solito si taglia il ramo intero per fermarla. Fumarla è molto pericoloso per la salute: le spore vanno dritte nei polmoni e possono causare seri problemi respiratori.

OIDIO SULLE CIME

L’oidio è un altro dei funghi più comuni che puoi trovare quando coltivi cannabis.

Si riconosce abbastanza facilmente: all’inizio sembra una polvere bianca, di solito sulla lamina della foglia, che piano piano si allarga fino al fusto e ai fiori. Quando è più esteso fa ingiallire le foglie e le fa cadere.

È un fungo che ama umidità e temperature alte: si posa sulle foglie e con le sue ife succhia i nutrienti della pianta.

Non è particolarmente distruttivo, ma è comunissimo, e se non lo controlli in tempo e arriva alle cime, quelle vanno buttate: come le cime con la botrite, non si possono consumare in nessun modo perché fanno male alla salute.

PERONOSPORA (MILDIU)

La peronospora è conosciuta e temuta dai grower di tutto il mondo. È un organismo molto aggressivo che prolifera dove la temperatura sta sotto i 26 °C e l’umidità sopra il 50 %.

Può comparire sia in vegetativa sia in fioritura, ma preferisce le foglie giovani. Si presenta con chiazze gialle e marroni sulle foglie e, man mano che si diffonde, fa impallidire tutta la coltivazione.

Si propaga a una velocità pazzesca e, dopo aver fatto cadere le foglie, uccide la pianta. Si sviluppa a partire dal materiale vegetale della coltivazione stessa, e il modo migliore per evitarla è la prevenzione.

FUSARIUM

Il fusarium è un fungo con un enorme potere distruttivo. È più comune nelle coltivazioni indoor e nelle serre, dove fa più caldo.

Di solito arriva alla pianta attraverso l’acqua, il substrato, gli attrezzi o talee infette.
Attacca lo xilema, il tessuto che trasporta i liquidi nella pianta, blocca il flusso dei nutrienti e la danneggia gravemente.

Comincia con l’ingiallimento delle foglie basse, poi provoca clorosi tra le nervature, necrosi e caduta delle foglie, e alla fine la pianta appassisce. A volte colpisce la pianta solo in parte, a seconda di dove è entrato. È un processo rapidissimo che fa fuori le piante in un attimo.

Per riconoscere il fusarium guarda dentro i fusti: l’interno sarà diventato marrone rossastro.

PYTHIUM

Il pythium è un fungo che si piazza nell’apparato radicale e impedisce quasi del tutto alla pianta di nutrirsi. Piano piano la indebolisce fino a ucciderla. Può colpire piante di ogni età e dimensione, ma le più giovani sono troppo deboli per reggerlo.

Le spore si spostano per contatto con substrati infetti o perfino con il micelio che ti porti dietro sotto le scarpe. Si sviluppa con temperature tra 20 e 30 °C e umidità alta.

Siccome rovina le radici, lascia la pianta debolissima e piena di carenze. Nei sistemi in cui le radici restano a vista, come l’idroponica o l’aeroponica, si vede bene come cambiano colore: dal classico bianco al marrone scuro o addirittura al rosso.

Un modo efficace per combatterlo è rinforzare la vita microbica nel substrato con trichoderma e micorrize. Questo può bloccarne la diffusione, soprattutto se aumenti la vita microbica prima che il fungo arrivi nella coltivazione.

RUGGINE

La ruggine è uno dei funghi della marijuana che si diffondono più facilmente, perché passa attraverso l’epidermide e la cuticola: basta un semplice contatto per prenderla.

Si presenta con macchie giallastre sulla pagina superiore delle foglie, a partire dalla punta. Sotto la foglia, quando il fungo si è ormai insediato, compaiono puntini rossi e marroni, e poi leggere deformazioni delle foglie.

Per quanto sia distruttiva, se la tratti in tempo puoi fermarla. Compare quando la coltivazione sta in un posto con umidità alta e poca ventilazione. La cosa migliore è eliminare le foglie o le piante colpite e usare un fungicida per evitare che si allarghi.

FUMAGGINE

La fumaggine è un fungo che nasce da una sostanza appiccicosa prodotta da alcuni insetti, come gli afidi o la mosca bianca. È proprio questa specie di melata a far comparire il fungo.

La fumaggine si vede a occhio nudo, perché le foglie si coprono di macchie nere. Questa muffa rende difficile la fotosintesi, con tutti i problemi di sviluppo che ne seguono: crescita rallentata, poco vigore e raccolto più scarso.

MARCIUME RADICALE

Il marciume radicale, come dice il nome, è una malattia fungina delle radici: il loro bianco tipico diventa marrone chiaro e poi sempre più scuro man mano che la malattia avanza.

I sintomi sono clorosi e ingiallimento delle foglie, caduta delle foglie, appassimento, pianta sempre più debole e, alla fine, la morte.

Di solito nasce da troppa acqua, da un drenaggio scarso o dall’attacco di piccoli insetti e altri organismi che danneggiano le radici e fanno partire la decomposizione.

Come prevenire i funghi nella coltivazione outdoor

  • Tieni pulito l’orto: togli le foglie e le erbacce che si accumulano a terra.
  • Se coltivi in vaso e le piante sono in fioritura, mettile al riparo quando piove, così le cime non si inzuppano.
  • Se vivi in un posto freddo con estati corte, scegli genetiche a fioritura rapida come Jamaican Dream, così il raccolto non si allunga troppo e le piogge e il brutto tempo d’autunno non ti portano i funghi.
  • Controlla le piante ogni tanto per scovare i primi segni di funghi.

Come prevenire i funghi nella coltivazione indoor

  • Evita le sacche di umidità e assicurati che la coltivazione abbia la ventilazione giusta.
  • Tieni pulita la coltivazione e i sottovasi della growbox liberi da foglie morte.
  • Lascia abbastanza spazio tra una pianta e l’altra, così l’aria gira bene.
  • Tieni l’umidità tra il 40 % e il 50 % durante la fioritura.
  • Controlla le piante regolarmente.