
Autocoltivazione di cannabis: i vantaggi di coltivarti la tua erba
Risparmio, varietà scelte da te, controllo su concimi e pesticidi e la soddisfazione del raccolto: perché coltivare la propria erba conviene, e come funziona il permesso in Argentina.
Coltivarti la tua erba, dove la legge lo permette, ha vantaggi concreti: a lungo andare costa meno che comprarla, scegli tu le varietà, sai esattamente cosa hai dato alla pianta e i problemi li vedi in tempo. In Argentina, da dove scriviamo, si può fare legalmente con il permesso del REPROCANN. E poi c’è la soddisfazione, che non sta solo nel prodotto finale: ti servono un po’ di cose, ma la più importante è la voglia.
Nel lungo periodo l’autocoltivazione costa meno che comprare cannabis terapeutica. Puoi partire con qualsiasi budget, e la differenza tra comprare le cime e coltivarle è tanta. Una pianta coltivata bene può arrivare a dare intorno ai 500 g di cime dopo essiccazione e concia. E con un indoor sotto controllo ci stanno diversi raccolti buoni all’anno.

Coltivare da sé vuol dire scegliere le varietà
Se te la coltivi, decidi tu quali varietà fumare. Hai il controllo completo sulle condizioni di crescita e sul substrato. Quando la compri, invece, non hai idea di come siano state coltivate quelle piante. Da grower scegli tu che pesticidi e fertilizzanti usare, oppure vai di biologico: in ogni caso sai esattamente cosa stai dando alla pianta.
Sperimentare con i metodi di coltivazione
Quando fai tutto da solo, hai modo di sperimentare con i metodi di coltivazione. E coltivare ti fa capire e apprezzare meglio le piante e tutto quello che serve per tirarle su.
Oggi coltivare in casa è più facile che mai. Ci sono un sacco di risorse affidabili, sia per chi parte da zero sia per chi ha già esperienza. Dalla growbox agli impianti automatici di irrigazione e illuminazione, trovi tutto senza problemi online o in un growshop.
Coltivare la tua erba ti permette di non restare mai a secco. E dove la legge lo consente, chi coltiva per sé non ha bisogno di passare dal mercato illegale. In Argentina, per esempio, coltivare cannabis in casa è legale, ma serve un permesso apposito. Ne parliamo più avanti.
Cannabis terapeutica coltivata da te: qualità migliore
Con l’autocoltivazione non ti porti a casa solo cime di qualità: puoi lavorare la pianta intera e usarla anche per altro, tipo oli o creme.
Un altro grande vantaggio è che sai in che stato è la tua erba e puoi beccare in tempo malattie, funghi o qualsiasi problema compaia nella tua coltivazione, così lo gestisci molto più facilmente. Quando invece le piante si coltivano in quantità enormi e in serie, per venderle, capita che non tutto il raccolto venga annaffiato e nutrito allo stesso modo, e saltano fuori carenze o eccessi di nutrienti. Da lì arrivano parassiti e malattie, e questo non impedisce a chi coltiva di venderla lo stesso, se era quella l’idea fin dall’inizio.
E non è solo che la pianta può portarsi dietro patogeni: se la fumi in quello stato, o piena di insetticidi e roba simile, ci va di mezzo la tua salute.
Infine, coltivare è divertente e rilassante. Fa bene, anche perché ti tiene a contatto con la natura.

Come si coltiva cannabis terapeutica in casa in Argentina?
C’è chi si chiede se in Argentina l’autocoltivazione sia legale. Sì, lo è. Per farlo serve una specie di tesserino da coltivatore: il REPROCANN, il registro argentino della cannabis terapeutica.
Il REPROCANN è una banca dati pensata per registrare chi ha i requisiti per accedere a una coltivazione controllata di cannabis a scopo medico, terapeutico o palliativo del dolore. Una volta approvata la richiesta, ti danno il permesso di coltivare. Quindi in Argentina l’autocoltivazione legale esiste, ma devi avere i requisiti e rispettare le condizioni.
Chi può registrare una coltivazione?
In Argentina possono iscriversi al REPROCANN le persone che:
- hanno un’indicazione medica;
- hanno firmato il consenso previsto, alle condizioni stabilite dal Programma;
- hanno completato i requisiti e le pratiche richiesti dal Programma.
Poi il sistema verifica i dati attraverso il sito https://www.argentina.gob.ar/miargentina. Per questo serve un account sul sito o sull’app Mi Argentina, il portale dei servizi pubblici argentini.
La cosa forte del sistema è che la registrazione non deve per forza farla l’interessato, come una pratica personale: può farla un familiare, una terza persona o un’associazione civile autorizzata dall’autorità competente.
In più, il Ministero della Salute argentino non fa pagare niente per l’iscrizione: è completamente gratuita. Come curiosità, secondo le regole in vigore quando è stata scritta questa nota, ogni paziente può avere fino a 9 piante in fioritura e trasportare fino a 40 grammi di cime secche o 6 boccette contagocce da 30 ml.
Come hai visto, coltivare marijuana ha tantissimi vantaggi. Ed è pure terapeutico: diventa un hobby e, mentre lo fai, impari un sacco di cose sulla tua pianta. Pian piano migliori le tecniche, alzi la qualità dell’erba e capisci cose che in teoria sembrano semplici ma che, quando le metti in pratica, si rivelano più complicate.
E alla fine, la cosa più importante: il raccolto è tuo. L’hai tirato su con fatica e costanza, mettendoci tutto l’amore che si può dare a una pianta fedele come la cannabis.
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