La pianta madre di cannabis: come tenerla in vegetativa e quante talee prendere
COLTIVAZIONE

La pianta madre di cannabis: come tenerla in vegetativa e quante talee prendere

Una pianta sempre in vegetativa che ti regala talee identiche a lei. Serve spazio, pazienza e qualche regola.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

Una pianta madre di cannabis è una pianta che tieni sempre in vegetativa, con 18 ore di luce e 6 di buio, per tagliarle le talee: piantine che crescono identiche a lei. Ti permette di riprodurre per anni la stessa genetica, con gli stessi terpeni e lo stesso effetto, e di avere solo femmine. Il prezzo da pagare è uno spazio indoor in più e qualche cura costante. Non a caso, tra i grower esperti, è uno dei termini più amati.

In pratica le piante madri sono piante di cannabis tenute sempre in fase vegetativa per ricavarne cloni, cioè piante che crescono identiche alla madre.

Ovviamente serve una coltivazione indoor, con uno spazio e un impianto di illuminazione dedicati solo alla pianta madre. Per questo non sono in tanti, tra chi coltiva in casa, a tenere una pianta madre: ci vorrebbero due spazi di coltivazione, uno sempre in vegetativa e uno con il ciclo normale. 

Però avere le tue piante madri ha un sacco di vantaggi.

Perché conviene avere una pianta madre

Il bello di gestire bene il ciclo della pianta madre, con i tempi giusti, è che grazie alle talee un giorno raccogli e il giorno dopo hai già altre piante pronte da coltivare. E poi:

  1. Le piante madri sono la fonte ideale di piantine per il metodo mare di verde (SOG). Talee di dimensioni simili formano una chioma uniforme, senza fenotipi più alti o più bassi a cui stare dietro, e così sfrutti al massimo la luce e la resa.
  2. Se gestisci bene il ciclo, puoi avere piantine grandi quanto vuoi. La madre si può modellare come fa comodo a te.
  3. Con le talee non c’è il rischio di ritrovarti piante maschio: la coltivazione è fatta solo di femmine.

I vantaggi sono tanti: puoi scegliere una pianta precisa, con i terpeni, gli aromi e l’effetto esatto che cerchi, e riprodurla per tutto il tempo che vuoi. Ma per farlo devi curarla bene, e ci sono alcuni passaggi da seguire. 

Come si coltiva una pianta madre?

Scegli la varietà

Prima di tutto pensa a quale varietà vuoi coltivare e a che cure ti chiederà. C’è chi punta su una varietà che produce tanto, chi su un sapore particolare, chi sulla forma della pianta, chi vuole genetiche che reggano il freddo o le muffe… Il mondo delle varietà, degli effetti, dei sapori e delle proprietà è sterminato.

Cimare o no?

Una volta che hai la tua pianta madre, è una buona idea farle una cimatura (topping). Non è obbligatoria, ma la cimatura fa crescere più rami, e così hai più talee a disposizione quando ti servono.

Sempre in vegetativa

Le piante madri sono in pratica piante di cannabis tenute in vegetativa per tutto il tempo possibile, quindi è fondamentale tenerle a 18/6 senza mai cambiare il ciclo di luce. L’idea è riuscire a tenerla almeno 6 mesi in vegetativa per ricavarne un bel po’ di talee, ma non è detto che sia una passeggiata.

Per riuscirci devi assicurarti che tutte le condizioni di crescita siano ottimali, e l’alimentazione conta tantissimo. L’azoto è il macronutriente che la cannabis usa per fare massa verde, quindi alla pianta madre serve parecchio. Se ti chiedi come mantenere una pianta madre, ricordati che deve stare benissimo, perché le talee sono una copia esatta: se la madre non è sana, la talea farà fatica a sopravvivere.

Visto che la pianta madre resta in vegetativa a lungo, se la curi bene può crescere parecchio e rischi di restare senza spazio. Quindi, per tenerla gestibile, la cosa migliore sono le tecniche di potatura e piegatura come il topping o l’LST. 

Quando si possono prendere le talee dalla pianta madre?

Quando la pianta è abbastanza grande e puoi iniziare a tagliare le talee, fallo con molta attenzione, perché rischi di passare malattie alla madre. Per questo lavora sempre con attrezzi sterilizzati: è la prima regola per fare talee in casa.

Puoi cominciare a prendere talee dalla pianta madre a partire dalla seconda settimana di vegetativa. Se la pianta è giovane, ti consigliamo di prenderne solo 2-3 alla volta. Man mano che cresce vedrai che potrai prenderne sempre di più.

Ogni quanto si possono prendere le talee?

Dopo il taglio, lascia riposare la madre almeno due settimane perché si riprenda, prima di prendere altre talee. Prenderne troppe insieme, o non darle abbastanza tempo per recuperare, può stressarla, rallentarne la crescita e renderla più esposta a parassiti e malattie.

Quanto vive una pianta madre?

Nell’ambiente giusto una pianta madre può vivere per anni, ma col passare del tempo le talee possono diventare sempre più deboli. Quando la pianta diventa troppo folta si crea il terreno ideale per i patogeni, il più comune dei quali è l’oidio. Per evitarlo, sfoltisci le foglie quando serve. Togliere foglie fa respirare la pianta e fa girare l’aria all’interno, così non attecchiscono insetti e batteri.

La cannabis in indoor casalingo: la questione del vaso

Per l’indoor ti suggeriamo tecniche come lo SCROG, il SOG o il metodo tradizionale. Detto questo, c’è chi, per spingere la resa, lascia perdere queste tecniche e punta di più sul terriccio e sulle cure in generale.

Se sei alle prime armi, ti consigliamo un substrato di terra e 10-16 piante per metro quadro. L’ideale sono due vasi per pianta, uno per la crescita e uno per la fioritura, oppure un unico vaso definitivo, ma questo è da grower con più esperienza, che sanno tenere sotto controllo stretto le annaffiature.

Ci sono piante di marijuana enormi che arrivano a chiedere un terzo o un quarto travaso per restare compatte. Più piante metti per metro quadro, meno crescita serve prima di passare alla fioritura, e quindi anche meno terriccio per vaso.

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